Uranio impoverito: l’impegno dell’ONA. Lorenzo Motta: “Dopo le missioni, la malattia”

Il 21 marzo, a Roma in Piazza Montecitorio, uomini e donne, bambini e adulti, la società civile celebrerà la “PRIMA…VERA Giornata per la libertà di scelta vaccinale”. In prima fila ci sarà, con l’Avv. Ezio Bonanni, anche il Sig. Lorenzo Motta: “Noi militari vittime non riconosciute, saremo lì a presenziare questo importante evento, perché crediamo nella libertà di scelta e nel servizio che abbiamo svolto per la nostra patria“.

Quello di Lorenzo, responsabile del comitato ONA Dipartimento Tutela Militari, ex Militari e personale civile esposti all’uranio impoverito è un calvario senza fine, iniziato tanto tempo fa per colpa dell’uranio impoverito: ex sottocapo della Marina militare, la sua vita cambia quando gli viene diagnosticato un linfoma di Hodgkin. Lui, come molti altri militari, infatti, fanno parte del lunghissimo elenco di persone in divisa che si sono ammalate per colpa dell’uranio impoverito, nano particelle di metalli pesanti scaturite dall’esplosione di ordigni bellici e vaccinazioni senza controllo. Mi sono arruolato in marina militare nell’Aprile del 2002, finito il corso di specializzazione alle scuole militari di Taranto fui destinato su Nave Scirocco (unità missilistica, antisommergibile) di base a La Spezia. Voglio precisare che subito dopo aver terminato la scuola a Taranto presentai domanda per aderire al 54° Corso Ordinario Incursori del COMSUBIN e fui sottoposto a visita per ottenere l’idoneità alla frequenza del corso incursori. Mi analizzarono tutto, sangue, torace, polmoni e tanto altro traendo la piena idoneità (con documenti certificabili). Iniziai il corso che per problemi personali dovetti successivamente abbandonare tornando ad essere impiegato su Nave Scirocco. Nave Scirocco in quel periodo era un’unità estremamente operativa. Infatti dal 2002 al 2005 ha effettuato diverse missioni ed esercitazioni nel Mediterraneo ed in territorio estero (Golfo Persico, Resolute Behavour in supporto all’operazione Enduring Freedom pacificazione del territorio Afghano, Active Endeavour, Snmg2 e tanto altro sostando in zone come Djbouti, Mananmah, Salalah, Muscat…etc…) fino a quando al ritorno dalla mia ultima missione, avendo 1100 ore da recuperare, il Comando mi mandò per un periodo a casa in modo da poter recuperare quello che avevo accumulato.

Era Luglio del 2005. Circa 7 giorni dopo il mio arrivo a Palermo, mentre facevo la barba mi accorsi di un gonfiore al collo che inizialmente fu diagnosticato come ascesso al dente, poi come infezione da animali esotici, ma nessuna cura funzionava.  Il 13 Dicembre del 2005 mi fu diagnosticato un linfoma di Hodgkin laterocervicale sovraclaveare destro cellularità mista stadiazione 2 a. Effettuai 8 cicli di chemioterapia e 35 sedute di radioterapia.

Inoltrai personalmente la domanda per il riconoscimento della causa di servizio. La mattina mi suonarono i Carabinieri a casa con una notifica: era la mia campana. Nella mia mente: per chi suona la campana? Questa vola la campana suonava per me o almeno così sembrava. La malattia, la morte ma prima ancora le gravi difficoltà economiche dovute al mancato versamento dello stipendio da parte della Marina Militare Italiana! Quel tema della morte su cui avevo riflettuto leggendo le opere dello scrittore statunitense che eroicamente si era battuto nella guerra di Spagna al fianco dei repubblicani spagnoli dopo aver descritto la follia del primo conflitto mondiale, proprio sul il fronte italiano, sembrava ora di attualità sulla mia persona, sulla mia pelle, con il mio sangue. La Marina mi informava che per i successivi tre mesi le mie competenze si sarebbero ridotte del 50%, passati questi ulteriori 3 mesi le mie competenze si sarebbero ridotte a zero. Per 7 mesi sono rimasto senza stipendio. Mia moglie era incinta e siamo stati sfrattati di casa e per poter far sopravvivere la mia piccola famiglia dovetti lavare i piatti nei diversi ristoranti, ma non me ne vergogno perché ogni lavoro onesto dà dignità. Non così chi calpesta quegli stessi valori militari per i quali migliaia di miei ex commilitoni hanno dato e continueranno a dare la vita.

Per chi suona la campana? Questo si chiedeva Ernest Hemingway quando ragionava sulla morte. La campana non sempre suona per gli altri, certe volte può suonare anche per chi pensa di farla sempre franca.

Nel 2007 mi congedarono e nel 2008 transitai nei ruoli civili del Ministero della Difesa e nel 2010 mi trasferii a Torino, dove, appena arrivato, mi notificarono la mia famosa richiesta di dipendenza da causa di servizio, con un sonoro rigetto.

Per la Marina Militare Italiana la mia malattia non dipendeva dal servizio svolto. Ma come è possibile? Quindi ricorsi al TAR del Lazio per impugnare questo provvedimento. Feci analizzare a Modena i reperti e fu rilevata la presenza di metalli pesanti. Ma anche la domanda per essere definito vittima del dovere fu respinta perché non ero in possesso della causa di servizio. Altri militari con la mia stessa patologia furono riconosciuti sia per causa di servizio che per vittima del dovere.

A gennaio del 2015 fu fissata l’udienza presso il TAR Lazio ed il ricorso venne trattenuto in decisione, la decisione dei Giudici mi dette ragione. Avendo finalmente vinto credevo che tutto fosse finito, ma purtroppo il ministero della difesa e il ministero dell’economia e delle finanze decisero di appellare la sentenza chiedendo ulteriormente la sospensione del provvedimento. 

Poco prima dell’emissione della sentenza del Consiglio di Stato (nonché organo competente a discutere l’appello), il comitato di verifica ha dato esecuzione alla sentenza di primo grado non avendo ottenuto la sospensione. Anche quest’altro parere e decreto fu negativo. Mentre a febbraio del 2016 fu emessa la Sentenza dal Consiglio di Stato, ed anche questi altri Giudici mi dettero Ragione.  Traendo le somme: ho vinto tutti i gradi di giudizio della giustizia amministrativa trovandomi con un ennesimo decreto negativo di dipendenza da causa di servizio. Siccome il Procedimento amministrativo prevede che il potere di tale Tribunale è solo quello di annullare il parere ed il decreto emesso invitando l’amministrazione a ricostituirlo in maniera corretta, dovetti reimpugnare l’ennesimo decreto negativo ed attualmente attendo esito dal TAR LAZIO.

A questo punto decido di rivedere tutte le memorie difensive sia mie che dell’Avvocatura dello Stato e leggo qualcosa che non va: “CINCNAV (Comando in Capo della squadra navale) ha comunicato che l’interessato non è mai stato impiegato fuori dall’unità e che il MOTTA ha preso parte a tutte le esercitazioni di Nave Scirocco senza uso di armi”.

Ci sono, infatti, documenti dell’Ufficio Storico della Marina Militare di Roma che testimoniano quanti missili e proiettili sono stati sparati dalla mia nave.

La mia vita è un inferno e purtroppo all’inizio del 2016 tramite alcuni accertamenti ho scoperto che ho ancora dei problemi di salute alla tiroide, oltre che deficit agli arti inferiori e braccio destro.

Come ha conosciuto l’avv. Ezio Bonanni e l’ONA?

Mi sono cominciato ad interessare anche della problematica amianto. L’amianto è stato largamente utilizzato dal Ministero della Difesa e dalla Marina Militare in particolare, per le sue capacità ignifughe ed isolanti e per la sua resistenza al calore, al fuoco e alle vibrazioni.

Tutte le installazioni militari e tutte le unità navali della Marina Militare Italiana erano coibentate e/o realizzate anche con materiali contenenti amianto: penso alla sala macchine con tutte le coibentazioni con amianto friabile, ai quadri elettrici, agli isolanti per le pareti: l’amianto era in ogni luogo e ad ogni missione non mancava la dose di fibre di amianto che abbiamo inalato, privi di informazione e di protezione.

Quello dell’amianto è un altro dramma nel dramma. Centinaia di miei colleghi sono morti per mesotelioma, tumori polmonari e altri cancri da amianto cui si aggiungono le asbestosi e quindi il decesso per asfissia e/o per arresto cardiocircolatorio.

Questa battaglia dell’Osservatorio Nazionale Amianto è nobile, però l’amianto non è l’unico cancerogeno per il quale muoiono i militari e in particolare i marinai come me, perché come già detto anche l’uranio impoverito, le multiple vaccinazioni che deprimono il sistema immunitario e le radiazioni ionizzanti, etc. mietono vittime a non finire e quello che è più grave è che in questo caso ad ammalarsi sono dei militari ancora giovani, mentre per il mesotelioma ci sono almeno 20-30 anni di latenza. Almeno la vittima sa che per 20-30 può stare relativamente tranquilla e che eventualmente morirà dopo quel periodo, anche se pure per l’amianto la situazione è sempre molto triste.

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