Umanità al rogo

Umanità

UmanitàStando a quanto riferisce Luca Parmitano da lassù, dal suo osservatorio in orbita, la situazione del Pianeta volge al peggio, senza possibilità di dubbio. Che le cause o le concause siano antropiche e più o meno determinanti è relativo.

Apriamo gli occhi finchè siamo in tempo !

In poche parole la nave Gaia sta affondando con il suo carico di umani incoscienti e ogni azione che vada a peggiorare la situazione va valutata come pessima e criminale. Dunque, come la mettiamo con chi continua ad appiccare fuochi, con chi sversa, con chi favorisce il degrado propedeutico alle singole catastrofi, prodomiche al disastro globale?

Finché siamo in tempo, vogliamo occuparci dei signori piromani rivedendo l’adeguatezza delle pene, ma soprattutto attivando radicali sistemi di prevenzione e indagine? Abbiamo aderito alla scelta demenziale di abolire il Corpo Forestale?

Bene, sostituiamolo con un servizio civile obbligatorio, legato al reddito di cittadinanza, sostenuto da formazione ed integrato da educazione scolastica, che inculchi il rispetto per l’ambiente ed una cultura adeguata in materia.

Umanità

Assistere impotenti al rinnovarsi sistemico degli sfregi al nostro territorio, alla nostra economia, alla società civile non ha senso, sapendo che la stragrande maggioranza degli incendi è dolosa, che il cento per cento dei roghi nei depositi di materiali da riciclo, degli sversamenti, dei fuochi nelle discariche abusive con oli esausti e veleni di ogni genere, ovunque sono frutto di attività criminali, ma anche il risultato di una inadeguata programmazione e disponibilità di soluzioni lecite.

Il degrado sta uccidendo il territorio, il portafoglio italiano e lo spirito

La storia degli impianti sabotati, dei termovalorizzatori negati, delle discariche autorizzate sature, dei treni e delle navi diretti all’estero per uno smaltimento ipocrita in casa d’altri, ancorché oneroso, ci priva di autorevolezza e credibilità nel contesto internazionale. Infine, vogliamo riconoscere che lo squallore delle città e dei territori degradati, non soltanto ci guasta lo spirito e la salute, ma anche il portafoglio, posto che questo confligge con la qualità dell’offerta turistica e impone comunque azioni di emergenza e opere di bonifica?

Attendere rassegnati che i ponti crollino o che il mesotelioma faccia la sua irreversibile comparsa non ha senso se non per una collettività masochista e votata al suicidio. Ovviamente, questo non è il mio e credo il vostro pensiero. E allora?

Allora diamo priorità alla sopravvivenza, a quel “Primum vivere deinde philosophari “, che dovrebbe essere monito permanente per chi ha la responsabilità di governare, mentre trombe d’aria e fulmini del giudizio annunciano irreversibile l’emergenza.

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.  

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