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venerdì, Giugno 21, 2024

Tumori ginecologici ereditari: una guida per i test genetici

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Una parte dei tumori ginecologici (utero, ovaie, cervice uterina, vulva e vagina), sono causati da mutazioni genetiche. Si tratta di un funzionamento difettoso di alcuni geni che si trasmette per via ereditaria. Se uno dei genitori presenta questa mutazione c’è il 50% delle possibilità che venga trasmesso ai figli.

Le mutazioni genetiche provocano il 15-20% per cento dei tumori dell’ovaio, il 5-10% dei tumori al seno e il 3% dei tumori dell’utero (o endometriale).

È ora disponibile la guida Acto “Test genetici per le donne con predisposizione ereditaria al tumore”. Un aiuto per individuare le alterazioni genetiche che aumentano il rischio di sviluppare un tumore al seno, all’ovaio, all’intestino e all’utero (o endometrio). Il testo indirizza verso i giusti test genetici, spiega come si eseguono e come si previene o si riduce il rischio di sviluppare un tumore ereditario.

Mutazioni genetiche, i test per scoprirle

È possibile rilevare le mutazioni genetiche con specifici test. Esami che non vengono effettuati su tutta la popolazione, ma sulle persone con una forte storia familiare di tumori ginecologici, sulle donne affette da neoplasia ovarica e a quelle che hanno contratto un tumore dell’utero.

Per chi ha una storia familiare alle spalle i test sono una forma di prevenzione primaria importantissima. Nel caso in cui fosse riconosciuta la predisposizione la persona potrà agire di conseguenza e ridurre o eliminare il rischio di un eventuale tumore.

L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Ona – Osservatorio nazionale amianto, da anni insiste sulla prevenzione, per tutti i tipi di malattia, in particolare per i tumori, non solo quelli legati all’asbesto. Gli screening periodici e uno stile di vita più sano riducono il rischio, come evitare l’esposizione agli agenti cancerogeni. La prevenzione è ancora più importante nei casi delle mutazioni genetiche, perchè oggi possono essere facilmente individuate e si può agire di conseguenza.

Tumori ginecologici, cosa fare per ridurre il rischio

La guida Acto spiega come per ridurre il rischio del tumore ovarico è importante eseguire controlli regolari. Assumere la pillola anticoncezionale per almeno 4 anni riduce il rischio del 50%. Sottoporsi, dopo la menopausa, alla chirurgia profilattica, cioè all’asportazione delle ovaie e delle tube, invece, riduce il rischio del 96%. Numeri importanti che fanno capire come per queste donne accertare l’alterazione genetica può salvare la vita.

Le donne sane in cui sia stata accertata la presenza della Sindrome di Lynch, invece, possono assumere aspirina. Questo farmaco, infatti, riduce il rischio di tumore dell’intestino e di tumore in generale. La ricerca ha dimostrato che anche la pillola anticoncezionale riduce il rischio di tumore dell’utero. Devono poi sottoporsi a colonscopia ogni 2 anni.

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