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mercoledì, Maggio 29, 2024

Tumore prostata, ok della Commissione europea su radioligando

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Nuova speranza per i malati di tumore della prostata. La Commissione europea ha dato l’ok alla terapia con il farmaco Lutezio vipivotide tetraxetan. Si tratta di un trattamento di precisione con radioligando, che si utilizzerà per questo tipo di tumore allo stadio metastatico resistente alla castrazione progressivo e positivo all’antigene di membrana specifico della prostata.

La terapia con i radioligandi

Nel farmaco c’è una molecola chiamata “ligando” o “carrier” che si attiva con i recettori espressi dalle cellule tumorali, che riesce ad individuare i focolai del tumore. Dotata di una dose radioattiva li distrugge immediatamente e con precisione, non danneggiando i tessuti vicini. Questo anche quando il cancro è diffuso in diverse sedi e non è possibile trattarlo con la radioterapia convenzionale.

Ad ottobre il Lutezio è stato approvato dal Comitato per i medicinali per uso umano dell’EMA. Potrà essere utilizzato in tutti i 27 Stati membri dell’Unione europea, oltre a Islanda, Norvegia, Irlanda del Nord e Liechtenstein.

Tumore prostata, lo studio Vision III fase

Alla base dell’approvazione c’è lo studio VISION, arrivato alla fase III, nel corso del quale i partecipanti, malati di carcinoma prostatico, precedentemente trattati con inibizione della via AR e chemioterapia a base di taxani, con questo nuovo farmaco hanno fatto registrare una riduzione del 38% del rischio di morte e una riduzione statisticamente significativa (60%) del rischio di progressione radiografica della malattia o di morte (rPFS) rispetto al trattamento finora utilizzato.

Tumore prostata, tra i più diffusi al mondo

“Il trattamento con radioligandi – ha detto Sergio Bracarda, Presidente SIUrO – apre nuove prospettive in termini di cura per un tumore, quello alla prostata, tra i più diffusi in tutto il mondo. È rilevante sottolineare che si tratta di un meccanismo d’azione completamente nuovo, che combina un radioisotopo ad una molecola in grado di riconoscere e legarsi ad un recettore espresso sulle cellule tumorali e in grado di superare resistenze sia innate che indotte dai trattamenti precedentemente effettuati, dimostrando al contempo un vantaggio significativo in termini di sopravvivenza”.

Farmaco a breve disponibile in Italia

“Più dell’80% dei pazienti con carcinoma prostatico metastatico – ha aggiunto Marcello Tucci, Direttore della struttura di Oncologia dell’Asl Asti – esprimono l’antigene di membrana specifico della prostata bersaglio terapeutico per la terapia con Lutezio (177Lu) vipivotide tetraxetan che ha ricevuto approvazione da parte della Commissione Europea. Prossimamente, a seguito del completamento dell’iter di prezzo e rimborso, questi pazienti potranno beneficiare anche in Italia, di questa valida opzione di trattamento”.

“L’approvazione di Lutezio (177Lu) vipivotide tetraxetan, la prima terapia mirata con radioligandi, da parte della Commissione Europea rappresenta un traguardo significativo per i pazienti con tumore alla prostata avanzato e metastatizzato, che fino ad oggi avevano un numero limitato di trattamenti in questo stadio di malattia. Siamo orgogliosi come Novartis di contribuire a reimmaginare le prospettive di cura dei pazienti con cancro alla prostata e ci auguriamo di poterla rendere presto disponibile ai pazienti italiani”, dichiara Valentino Confalone, Country President di Novartis Italia.

Come funziona Lutezio (177Lu)

Lutezio (177Lu) vipivotide tetraxetan si somministra endovena. Il radioligando combina una molecola che si lega ad un recettore specifico (ligando) con un radioisotopo terapeutico (una particella radioattiva, in questo caso lutezio-177). Lutezio si lega alle cellule tumorali e le emissioni di energia del radioisotopo danneggiano le cellule target e le cellule vicine, compromettendo la loro capacità di replicarsi e/o innescando la morte.

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