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lunedì, Maggio 20, 2024

Tumore alla laringe da amianto, datori di lavoro condannati

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Il Tribunale di Venezia ha condannato gli ex datori di lavoro di un dipendente al risarcimento per un tumore alla laringe causato dall’amianto. Riconosciuto, quindi, il nesso causale tra questo tipo di neoplasia e l’esposizione all’asbesto. Il tumore alla laringe è compreso nella Lista I dell’Inail, cioè tra le malattie da amianto la cui origine lavorativa è di “elevata probabilità”, ma spesso le pratiche vengono bloccate dagli enti competenti. La Corte di Cassazione ha accolto, invece, il ricorso del lavoratore.

Respirò amianto sul luogo di lavoro per 35 anni

Il Codacons ha spiegato che il lavoratore, morto nel 2019 a 68 anni, aveva svolto la sua attività in uno stabilimento in cui era stata accertata la presenza di amianto dal 1971 al 2006. “La sentenza – si legge nella nota dell’associazione – è di grande importanza soprattutto dal punto di vista del nesso di causalità, in quanto i giudici nonostante la presenza di altre possibili cause (il lavoratore era tra l’altro un fumatore), hanno ritenuto che fosse dimostrato il fatto che il tumore alla laringe potesse essere stato causato dall’esposizione all’amianto, riconoscendo quindi il giusto risarcimento”.

Tumore alla laringe, dimostrata correlazione con amianto

L’amianto causa danni irreversibili per la salute. L’avvocato Ezio Bonanni lo spiega anche ne “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”. Il presidente dell’Osservatorio nazionale amianto fa ben capire che anche poche fibre (non c’è infatti una soglia minima di sicurezza), possono provocare non solo il tumore alla laringe, ma anche asbestosi e il mesotelioma. Come pure il tumore del polmone, della faringe, delle ovaie e del colon, per esempio. L’esposizione sui luoghi di lavoro, nella maggior parte dei casi senza mascherine o altri sistemi di protezione, hanno causato numerosissime malattie e vittime. Tutto questo nonostante se ne conoscesse la pericolosità da tempo.

Tumore alla laringe, Cub propone “omicidio sul lavoro”

La Confederazione unitaria di base (Cub) “condanna le condizioni in cui ancora troppi si trovano a subire quotidianamente sul luogo di lavoro. La sicurezza e la tutela sui luoghi di lavoro e la denuncia di quanto non viene fatto nella pratica e a livello legislativo – aggiunge il sindacato – sono fondamentali”.

La sua proposta è quella del reato di “omicidio sul lavoro“. In linea con quanto ipotizzato anche da un finanziere di Sabaudia colpito da asbestosi. Antonio Dal Cin ha chiesto, infatti, di prevedere “l’omicidio da amianto”. Un modo per creare, con un nuovo deterrente, una maggiore consapevolezza sulle conseguenze di certi comportamenti.

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