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sabato, Giugno 15, 2024

Torino, parte la bonifica dell’amianto del palazzo Rai

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Parte la bonifica dall’amianto nel palazzo Rai di Torino. La vecchia proprietà aveva abbandonato il grattacielo per spostarsi in una nuova sede. Per anni nessuno ha voluto acquistarlo, proprio per l’ingente costo da destinare alla bonifica.

Nel palazzo Rai ancora 1000 tonnellate di amianto

Soltanto nel 2021 l’Ipi, una società immobiliare con sede a Torino, ha deciso di inserirlo tra le sue proprietà per dargli una nuova chance. Così com’è, infatti, l’edificio non può essere utilizzato. La Rai lo ha costruito negli anni ’60 e si stima che all’interno ci siano almeno 1000 tonnellate di materiali con asbesto. Tutto dovrà essere rimosso e smaltito. Poi sarà completamente ristrutturato.

Un’operazione che soltanto per l’acquisto è costata, all’agenzia che gestisce 25mila immobili in tutta Italia, 8,1 milioni di euro. La bonifica, invece, 12 milioni. Quattro società si occuperanno di rimuovere tutti i materiali in amianto, una di trasportarlo e, infine, l’ultima di smaltirlo.

Palazzo Rai, per la bonifica 2 centraline rileva fibre

Durante il periodo di apertura del cantiere saranno installate due centraline per la misurazione delle fibre. Questo per evitare pericoli sia per gli addetti ai lavori che per i residenti. Precauzioni necessarie vista la pericolosità del materiale.

L’amianto, utilizzato moltissimo negli anni ’60 e ’70 per le sue caratteristiche ignifughe e fonoassorbenti è ora vietato. La legge 257 lo ha messo al bando nel 1992. Causa infatti mesotelioma, vari tumori, asbestosi e diverse patologie asbesto correlate. Il VII rapporto ReNaM raccoglie i casi di mesotelioma, ma l’Osservatorio nazionale amianto ha stimato almeno 7mila vittime soltanto nel 2022 nella Penisola.

La strage silenziosa, come è stata chiamata dalle famiglie delle persone colpite, spesso abbandonate, continua perché i siti contaminati non sono ancora stati bonificati. In molti sono ancora, loro malgrado, esposti. Come spiega il presidente Ona, l’avvocato Ezio Bonanni, ne “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“, l’unico modo per vitare nuove esposizioni sono le bonifiche e i costi sono inferiori rispetto a quelli sanitari e sociali spesi per la questione amianto. Intanto per aggiornare la mappatura è possibile segnalare nella App dell’Ona i siti contaminati.

L’immobile ospiterà uffici e punti di ristorazione

La società immobiliare è ancora indecisa sulla destinazione dell’immobile. Non è adatto a zona residenziale, a non ospiterà soltanto uffici. Potrebbero nascere all’interno un albergo, punti di ristorazione e meeting room.

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