Tettoia amianto Pontinia, Ciotti denuncia: “Lì da 2 mesi”

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Un vecchio edificio con il tetto crollato ha messo così in bella mostra le lastre ondulate, con ogni probabilità amianto. La tettoia in amianto è un pericolo per la salute di tutti i cittadini di Pontinia. L’immobile si trova infatti vicino ai Laghi dei Gricilli, dove c’è anche la “Fontana di Muro”, una sorgente che sgorga in un laghetto di acqua purissima e limpidissima.

“La zona è attigua al Diversivo Sisto – ha detto Emiliano Ciotti, presidente dell’Associazione nazionale vittime delle marocchinate, che ha denunciato la presenza dell’asbesto al Comune – e le fibre amianto potrebbero contaminare anche le acque”. Infatti, insieme con l’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, anche in qualità di Vigile del Fuoco, stiamo lavorando per segnalare i casi a rischio.

L’amianto, che è detto anche asbesto, è un killer silenzioso. Sono stati infatti più di 7 mila coloro che hanno perso la vita nel 2021 per malattie asbesto correlate. Questo anche per l’emergenza Covid-19, e l’assenza di adeguati presidi per coloro che sono stati esposti ad amianto. “Ne sanno qualcosa i lavoratori di Latina, dei numerosi cantieri navali, piuttosto che delle industrie chimiche e farmaceutiche”, così l’Avv. Ezio Bonanni, che dal gennaio 2000 ha avviato il primo procedimento presso il Tribunale di Latina.

Sono ormai passati 22 anni dalla prima azione giudiziaria nel centro Italia, e/o nel territorio pontino, e siamo ancora allo stato pioneristico. Eppure, nella città di Latina, l’ONA si è mobilitata già da tempo. Nei recenti incontri che si sono svolti a Latina, (come il Convegno “Tutela dell’ambiente: gli stati generali“, i partecipanti hanno più volte ribadito questa tematica. Lo stesso Sindaco Coletta ha ricevuto diverse istanze dall’ONA per affrontare e risolvere la problematica amianto.

L’Avv. Bonanni durante il Convegno 2019 a Latina “Tutela dell’ambiente: gli Stati Generali”

Tettoia amianto: solo la punta dell’iceberg

Come tutti i convegni dell’ONA hanno dimostrato, le tettoie in eternit non sono che la punta dell’iceberg. Infatti questi materiali cancerogeni sono stati utilizzati in tutte le strutture, specialmente in quelle industriali. Nella città di Latina la condizione è resa più delicata dall’insediamento della centrale nucleare. Questo e altri temi sono all’ordine del giorno nell’agenda dell’ONA per la mobilitazione ancora nel 2022, in questa città e in questa provincia.

Non a caso, l’ONA Latina punta al rinascimento della città “e sprona il Sindaco Coletta ad affrontare e risolvere questi problemi, anche perchè è già al secondo mandato elettorale”, così chiosa l’Avv. Ezio Bonanni.

“In realtà, con la L. 257/92, e anche con i nuovi finanziamenti, questo tema dell’amianto, almeno per quanto riguarda le bonifiche, poteva essere affrontato e risolto. Anche in provincia di Latina il numero dei casi di malattie asbesto correlate è in continuo aumento”, precisa Bonanni che a breve presenterà un report completo.

Per questi motivi, le diverse Amministrazioni, ai diversi livelli, sono chiamate ad intervenire per affrontare e risolvere questa problematica.

I casi di mesotelioma, causati dall’amianto, aumentano purtroppo e raggiungeranno il picco massimo nel 2025-2030. I numeri sono presenti nel testo dell’Avv. Bonanni ne “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – Edizione 2022”.

Tettoia amianto nascosta tra le campagne

“La situazione eternit (nome con cui si conosce l’amianto, dall’azienda che per decenni lo ha prodotto), è seria in provincia di Latina – ha continuato Ciotti – Sono anni che troviamo asbesto vicino ai canali o anche all’interno dei corsi d’acqua della provincia pontina.

Si tratta, come in questo caso di vecchi edifici, ma più spesso di persone che smaltisco questo pericolosissimo materiale in modo irregolare, illecitamente. E’ necessario che le istituzione prendano coscienza del fenomeno e si impegnino per risolverlo. Purtroppo dopo 2 mesi dalla segnalazione nessuno è intervenuto”.

Asbesto abbandonato, come si smaltisce l’amianto

Lo smaltimento amianto andrebbe, invece, svolto da operai specializzati e dotati di tute specifiche. Servono anche tutti i dispositivi di protezione necessari ad evitare che anche chi prenda il materiale per eliminarlo non venga a sua volta attaccato dalle fibre killer.

In questo senso importante è l’impegno dell’ONA – Osservatorio nazionale amianto, e del suo presidente Avv. Ezio Bonanni, per una capillare comunicazione dei rischi legati all’asbesto, dei danni alla salute, ma anche dei giusti modi di smaltimento.

Incapsulamento, confinamento e smaltimento amianto sono, gli strumenti per le bonifiche amianto e quindi la prevenzione. Seguire questi tre passaggi è l’unico modo per evitare altri decessi. L’amianto causa infatti infiammazioni, mesotelioma e altre patologie asbesto correlate. Così andrebbe pure smaltita la tettoia in amianto trovata a Pontinia.

L’edilizia è il settore a maggior rischio. Tant’è vero che il maggior numero di mesoteliomi censiti nel VII Rapporto ReNaM è proprio tra coloro che hanno svolto attività di lavoro in edilizia. L’amianto e quindi i minerali serpentini (crisotilo) e anfiboli, tra i quali l’amosite e la crocidolite, sono stati miscelati con il cemento per dar vita ai nostri palazzi e ai nostri luoghi pubblici. La bonifica è l’unico sistema percorribile.

I cittadini hanno a disposizioen l’App Amianto dell’Ona, per segnalare materiali in amianto negli edifici e sul territorio. Al tempo stesso, con l’App possono tenersi informati sulla presenza di siti contaminati e quindi, evitare ulteriori esposizioni.

Assistenza tecnica: bonifica tettoia eternit

Tettoia in eternit, cosa fare? Questo è il tema importante dell’informazione per la tutela della salute. Oltre al servizio svolto dall’ONA con i suoi volontari e con l’App, è fondamentale anche l’informazione, come quella svolta da questa testata, con le sue pagine tecniche. Per poter comprendere tecnicamente quale sia lo strumento per poter mettere in sicurezza i siti contaminati si può approfondire alla voce bonifiche.

Se si teme un rischio amianto, ovvero fosse necessario bonificare, si può contattare l’Associazione al numero verde 800 034 294 e chiedere un parere per iscritto (consulenza gratuita).

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