ONA News – Transizione ecologica per un modello di sviluppo sostenibile

Sviluppo Sostenibile

Transizione ecologica per un modello di sviluppo sostenibile. È in linea sul nostro canale YouTube il XX appuntamento di ONA TV – ONA News. La trasmissione ideata dall’Osservatorio Nazionale Amianto.

Nel dettaglio, l’oggetto di questa puntata è la transizione ecologica per cui il Premier Mario Draghi ha previsto uno specifico ministero affidato a Roberto Cingolani.  Ad ogni modo questa potrebbe configurarsi come una grande opportunità anche per l’ambiente e la salute.

Transizione ecologica e sviluppo sostenibile

Nel complesso, il Ministero assorbirà le competenze in materia energetica anche di altri ministeri. Per questa ragione i prossimi mesi saranno assolutamente decisivi per il nostro Paese. 

Forse è veramente arrivato il momento dell’auspicata riconversione ecologica della nostra economia, riconversione per la quale non c’è più tempo da perdere.

Di questi e molti altri argomenti, se ne è discusso nel corso del XX appuntamento di ONA News – ONA TV. La trasmissione condotta dal Dott. Massimo Maria Amorosini alla quale hanno partecipato come ospiti:

  • Avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA;
  • Dott. Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente Nazionale;

  • Dott. Alberto Corbino, Docente di Geography of the world economy – Università di Napoli Federico II.

Sviluppo Sostenibile

 

 

L’intervento del Presidente ONA

Nel corso della puntata l’avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA, ha sottolineato che finalmente oggi l’Italia potrebbe ottenere la possibilità di chiudere definitivamente con una delle peggiori minacce per l’ambiente.

Ovvero, l’inquinamento industriale presente nel nostro territorio, eredità di quelle grandi aziende che hanno calpestato non solo l’ambiente, ma in molti casi anche la salute stessa dei cittadini e lavoratori.

L’unico strumento veramente efficace per fermare la strage delle patologie asbesto correlate sia quello della bonifica. Per prevedendo detrazioni e bonus fiscali, come da voi auspicato anche con proposte di legge. 

L’Osservatorio Nazionale Amianto prevede che nei prossimi 10 anni, a causa delle pregresse esposizioni a polveri e fibre di amianto, si registrerà un picco dei casi e purtroppo dei decessi (oltre 50.000), con circa 5 miliardi di euro di spese sanitarie che graveranno sulla collettività e a cui si dovranno aggiungere il peso sociale e i costi per le prestazioni previdenziali e assistenziali, con un conseguente “rischio collasso del welfare”.

Lo sviluppo sostenibile

Lo sviluppo sostenibile riconduce alla necessità di un’attenta valutazione preventiva delle materie prime e dei prodotti.

Occorre cioè applicare il c.d. principio di precauzione che presuppone di evitare l’utilizzo di materie comprese le molecole chimiche che possano arrecare danno all’ambiente e alla salute.

Laddove invece in precedenza siano state già utilizzate, come per esempio l’amianto, vanno sostituite con materiali privi di lesività. Non solo, ma le zone contaminate, siano esse territori, luoghi e vita di lavoro, vanno bonificati.

Prevenire fonti di inquinamento e allo stesso tempo rimuovere quelle in essere, è la vera sfida per ora e per il futuro, in un’ottica globale ed europea.

Diritto penale del rischio: repressione delle condotte pericolose

Non si può prescindere dal fatto che, diversamente dal passato, alcuni effetti sono irretrattabili. Se fino alla fine dell’800 e agli inizi del 900, i reati colposi per lesioni o omicidio, erano circoscritti a pochi episodi, e per singole vittime, non è così nella società del terzo millennio.

Infatti, se si tiene conto che prodotti, compresi i medicinali, sono riservati a milioni di persone, l’eventuale utilizzo di sostanze dannose, senza una preventiva valutazione, ha un impatto colossale non reversibile.

Si pensi alla messa in commercio di farmaci che magari danneggiano i feti, oppure materiali di cemento amianto (eternit). Solo dopo trenta, quaranta e cinquanta anni, siamo giunti all’entrata in vigore della Legge 257/92.

Appare di tutta evidenza che anche un divieto normativo non può sanare contaminazioni estensive di interi territori, edifici, stabilimenti etc… E soprattutto dopo che sono stati esposti milioni di essere umani.

È chiaro dunque che una tutela di stampo penalistico non può prescindere da queste considerazioni. Un nuovo diritto penale dell’ambiente non può prescindere da avanzare ed anticipare la punibilità dell’evento già di pericolo. 

In questo modo, si possono interdire condotte dannose e pericolose, e quindi evitare le più gravi conseguenze della lesione della salute e dell’integrità psicofisica e in alcuni casi anche della morte.