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domenica, Aprile 14, 2024

Taranto: strage amianto Marina Militare, 8 indagati

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Il GIP di Taranto: Strage amianto Marina Militare. Così nel provvedimento del GIP Dott. Benedetto Ruberto. Disposta l’iscrizione nel registro degli indagati di Alti Ufficiali della Marina Militare Italiana.

Perché strage amianto nella Marina Militare?

In Marina Militare, per lungo tempo, fino all’entrata in vigore della L. 257/92, è stato utilizzato amianto. Solo dopo i primi anni 2000, hanno avuto inizio le bonifiche. Mentre, in precedenza tutti i dipendenti, compresi gli operai civili, hanno subito esposizione ad amianto, e anche a radiazioni ionizzanti.

Ne sanno qualcosa le vittime e anche le vedove e gli orfani. Tant’è vero che nella più recente sentenza della Corte di Appello di Venezia, III Sez. Pen. n. 2512/2022, si fa riferimento anche a questo carteggio c.d. “riservatissimo“. Infatti, proprio nella rubrica “Amianto News“, fu pubblicato questo carteggio.

Amianto: Marina Militare e Incrociatore Vittorio Veneto

Non solo mesotelioma ma anche tumore del polmone, asbestosi, ed altre neoplasie. Ancora, 570 mesoteliomi già nel 2015. È solo la punta dell’iceberg di una strage amianto nella Marina Militare Italiana. Nel tempo abbiamo ricevuto altre segnalazioni, per cui la strage prosegue. Infatti, proprio la Vittorio Veneto, la nave ammiraglia, era quella che risultava tra le più contaminate.

L’8 giugno del 2021, questa unità navale, con all’interno l’amianto, in parte già rimosso, è uscita dal Ponte girevole di Taranto. I sacchi con l’amianto era stati lasciati all’interno della nave. Aveva come destinazione la Turchia, lì è stata demolita, le componenti riciclate.

Procura di Taranto: chiesta l’archiviazione. Rigetto del GIP

Stranamente, e per la seconda volta, la Procura della Repubblica di Taranto aveva chiesto l’archiviazione per gli Alti Ufficiali della M.M.

Ma come è possibile che con centinaia di decessi per amianto si continui a cercare di negare la realtà? Come è possibile che l’Ufficio del Pubblico Ministero presso la Procura di Taranto chieda di gettare un velo su questi fatti?

Eppure, è recente la sentenza di condanna della Corte di Appello di Venezia n. 2512 del 2022, per omicidio colposo. Con questa sentenza, la condanna degli imputati è estesa anche al Ministero della Difesa, come responsabile civile, per i danni da reato.

Per cui, preannuncio fin da ora, che l’Osservatorio Nazionale Amianto e tutte le vittime ed i loro familiari si opporranno a qualsiasi colpo di spugna. La Giustizia è fondamentale, anche per evitare che questa situazione si perpetui.

Indagine Marina Militare Taranto e Vittorio Veneto

Il GIP ha fatto riferimento a:

  • Capitano di Vascello e Capo dello Stato Maggiore presso il Comando Marittimo Sud;
  • Capitano di Vascello e Capo dello Stato Maggiore presso il Comando Marittimo Sud;
  • Ammiraglio di Divisione e Comandante Marittimo;
  • Capitano Vascello e Capo Ufficio Presidio;
  • Capitano di Fregata e Capo Sezione Supporti;
  • Ammiraglio di Squadra e Comandante Marittimo;
  • Capitano di Fregata e Capo Sezione Supporti;
  • Capitano di Fregata e Capo Sezione Supporti.

Ipotesi di reato: disastro ambientale (434 e 449 c.p.)

Rosa Cavallo e Pasquale Maggi hanno esposto i fatti alla Procura della Repubblica di Taranto. Pasquale Maggi, volontario dell’Osservatorio Nazionale Amianto, assistito proprio da me, Avv. Ezio Bonanni e dal mio team legale, l’Avv. Maria Luisa Grecco e l’Avv. Marika Marcantonio: camminare insieme per la Giustizia. E non solo! Perché speriamo che finalmente la base dei militari di Taranto possa essere definitivamente bonificata.

La Vittorio Veneto con il suo carico di morte è stata una bara per i militari della Marina. Finalmente quella che fu la nave ammiraglia della Marina Militare Italiana è stata radiata.

Ora rimane la triste contabilità, macabra, del numero di coloro che hanno subito infermità. In termini tecnici si fa riferimento a causa di servizio. Purtroppo, molti altri riceveranno brutte notizie. Non solo, ma anche le mogli. È il caso del Luogotenente Mastrovito Leonardantonio, e della moglie Sig.ra Paola Maria Santospirito.

Strage amianto Marina Militare: si ammalano anche le mogli

La storia del Luogotenente Mastrovito Leonardantonio è emblematica: si è ammalato di asbestosi e di altre malattie gravi.

La Marina ha riconosciuto solo l’asbestosi, con il 50%, però intanto lo ha riformato. Posto nella riserva. Nel frattempo si è ammalato di cancro. La Marina Militare ha negato di essere responsabile di questo cancro e a Lecce il TAR aveva dato ragione alla Forza Armata. Ma come è possibile negare questa responsabilità?

La Sig.ra Paola non si è data per vinta, e ha coadiuvato il marito il quale ha ricorso al Consiglio di Stato, e ha ribaltato la sentenza condannando la Marina Militare. Eppure la Sig.ra Paola Santospirito, purtroppo, si è ammalata.

Strage amianto Marina Militare: nanoparticelle e radiazioni

Infatti, la Sig.ra Paola ha nel sangue le nanoparticelle di traccianti radioattivi e metalli pesanti contenuti negli abiti del marito. Questi tornava a casa, dopo aver lavorato nella Vittorio Veneto ancorata a Taranto.

Le indagini tossicologiche hanno confermato che la Sig.ra Paola Santospirito ha nel sangue questi materiali cancerogeni e tossici utilizzati dalla Marina Militare.

Paola Santospirito: moglie di militare malata di asbestosi

La Sig.ra Paola Santospirito non si dà per vinta e chiede che i fatti siano portati a galla. Infatti, secondo la Sig.ra Paola Santospirito, “tutte le vittime devono essere risarcite in vita e non in morte“. Sono d’accordo con Paola.

La sorte non è stata benevola con lei. Così Paola descrive la sua vita: “che colpa ho se ho sposato un luogotenente della Marina Militare? Perché questi uomini debbono essere uccisi con l’amianto? Mio marito si è ammalato di asbestosi e purtroppo anche a me è stata diagnosticata l’asbestosi“.

Questo non è giusto“, dichiara Paola. “Ho due figli e rischiano di rimanere orfani”. “E’ una vera vergogna“, così il pensiero di Paola Santospirito.”Uno Stato che ancora persevera nel non riconoscere i diritti delle vittime e nega l’evidenza“.

Nicola Panei e l’amianto anche nell’Aeronautica Militare

La strage amianto sussiste anche per quanto riguarda l’Aeronautica Militare. Ne sa qualcosa Nicola Panei, Maresciallo Aiutante del Servizio Antincedi dell’Aeronautica Militare italiana. Ora pure lui ha l’asbestosi, ed anche lui stigmatizza il comportamento delle Forze Armate, perché non è stata tutelata la sua salute.

Per questi motivi Nicola Panei ha pure lui cominciato una battaglia giudiziaria che ormai va avanti da anni.

Antonio Dal Cin e strage amianto Guardia di Finanza

La strage amianto colpisce tutte le Forze Armate, e anche il Comparto Sicurezza. L’appuntato scelto Antonio Dal Cin ha ricevuto la diagnosi di asbestosi che è stata riconosciuta per causa di servizio.

Ha chiesto anche il riconoscimento dello status di vittima del dovere dell’asbestosi amianto della Guardia di Finanza. Anche in questo caso, la Guardia di Finanza ha negato che ci potesse essere lo status di vittima del dovere. Anzi, la strategia è stata ancora più arguta perché il militare è stato posto a riposo con una inabilità al 100% e allo stesso tempo riconosciuto al 5%.

Strage amianto Forze Armate: tutele legali

Ma come è possibile questa discrasia? Questo mi chiedevo quando ho ricevuto l’incarico di difendere Antonio Dal Cin. Ho accettato il mandato anche se ne ho intuito gli effetti non certo piacevoli di chi si scontra con i poteri forti. Eppure abbiamo ottenuto giustizia, anche se faticosamente.

Tribunale di Latina condanna il Ministero delle Finanze

Il Tribunale di Latina in funzione della Magistratura del Lavoro ha condannato il Ministero delle Finanze. L’invalidità di Antonio Dal Cin non è il 5% ma il 50%. Per questi motivi, c’è stata una condanna secca. Il Ministero ha tentato di non applicare la sentenza ed è per questo che ho pignorato gli importi al Ministero della Difesa.

Ma come è possibile“, osserva Antonio Dal Cin, “che il Ministero si ostini a non pagare gli importi nonostante la condanna del Tribunale?“.

Per questo giustizia è fatta.

Appello per la bonifica amianto Marina Militare

Antonio è ormai il punto di riferimento dei finanzieri dell’ONA che chiedono giustizia per le vittime. Non solo, fondamentale è la bonifica, applicare il principio di precauzione, questo uno dei cardini dell’azione di Antonio. Un eroe civile più che un eroe militare.

Eppure le Istituzioni lo hanno bistrattato ed emarginato. “Non ci arrenderemo mai“, così la cifra morale del giovane finanziere che già, poco più che 40enne, fu colpito dalla fibra killer.

Strage amianto Marina Militare: l’azione dell’ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto, che da tempo denuncia la strage nelle Forze Armate, compreso l’Esercito e l’Aeronautica Militare, continua la sua azione.

Il contrasto è anche per quanto riguarda il rischio amianto e altri cancerogeni nella Marina Militare Italiana che continua a navigare nell’amianto. Un mare di amianto, quello della Marina Italiana.

Marina Militare amianto: vittime del dovere

In ogni caso, insistiamo perchè le vittime amianto Marina Militare siano riconosciute vittime del dovere. Purtroppo, dobbiamo insistere sempre con i ricorsi giudiziari, nonostante questo diritto sia stato riconosciuto con l’art. 20 della L. 183 del 2010. Sono centinaia le sentenze di condanna del Ministero, perchè non ha riconosciuto queste vittime.

Strage amianto: Marina militare condanna per i vertici

L’amianto in Marina Militare ha provocato più decessi che in quelli di tutte le guerre di indipendenza.

Si tratta di “vittime della pace”, così definite da Antonio Dal Cin. La recente sentenza della Corte di Appello di Venezia, contiene un duro atto di accusa nei confronti dei vertici della Marina Militare Italiana.

Strage amianto Marina Militare: condanne in sede civile

Continuiamo la nostra azione di giustizia. Infatti, con la costituzione di parte civile, anche il Ministero è stato condannato a risarcire tutti i danni (responsabile civile).

Ci sono poi le condanne in sede civile: Tribunale di Roma, II sez. Civ., sentenza 17002/21; Tribunale di Roma, II sezione civile, sentenza 7951/2020 pubblicata il 01/06/2020 a definizione del proc. n. 16970/2016 RG; Tribunale di Roma, II sezione civile, sentenza 11030/2021; Tribunale di Roma, II sezione civile, sentenza 12687/2022; Tribunale di Roma, II sezione civile, sentenza 19194/2022.

Marina Militare: tutela rischi danni alla salute

La Marina Militare Italiana ha svolto e svolge un ruolo fondamentale a difesa delle istituzioni democratiche. La stessa nave ammiraglia Vittorio Veneto prima di essere radiata nel 2006 dal naviglio militare. Si tratta della seconda unità che assume questa denominazione, dopo la corazzata Vittorio Veneto, impiegata nella Seconda Guerra Mondiale.

Tra i rischi, anche le radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, il benzene, i solventi, e tanti altri agenti. Per i militari sono rimasti in vigore le norme sul riconoscimento della causa di servizio. Per cui, occorre chiedere il riconoscimento della causa di servizio in caso di infermità, occasionate dal servizio (art. 64 del DPR 1092 del 1973). In questo modo, si potrà ottenere anche la pensione privilegiata.

ONA e costituzione di parte civile a Taranto

L’ONA si costituirà parte civile nel procedimento penale in caso di rinvio a giudizio. Ma proseguiranno anche le azioni civili.

Innanzitutto il riconoscimento della causa di servizio, e poi di riconoscimento dello status di vittima del dovere. Quello delle vittime del dovere è un riconoscimento fondamentale.

In questo modo si ha diritto, oltre che alla speciale elargizione, anche allo speciale assegno vitalizio e all’assegno vitalizio mensile. Questi riconoscimenti sono fondamentali anche per ottenere il risarcimento del danno. Le sentenze anche in sede civile hanno cristallizzato i fatti. Questi accertamenti con la condanna della Marina Militare Italiana sono i precedenti fondamentali per ottenere la tutela vittime amianto Marina Militare.

Tutela legale vittime strage amianto Marina Militare

Il risarcimento danni a carico del Ministero della Difesa è molto importante, perché permette di avere un quadro chiaro delle responsabilità. È importante che le vittime agiscano perché anche in caso di decesso gli importi sono erogati ai familiari. Il risarcimento per i familiari, eredi vittime del dovere, è fondamentale.

L’azione dell’ONA prosegue anche grazie all’impegno di Antonio Dal Cin, Paola Maria Santospirito, Nicola Panei, ed altri. Ricordiamo anche l’esempio eroico del Col. Carlo Calcagni, e ancora di Lorenzo Motta.

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