Sicilia, un mare d’indifferenza

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In Sicilia, nonostante siano state fatte molte battaglie, convegni, cause legali, la situazione per i lavoratori esposti all’amianto e ad altri cancerogeni, rimane invariata.
Purtroppo, a causa del polo petrolchimico più grande d’Europa, situato nella famosa zona del triangolo della morte (Priolo ,Augusta, Melilli), molti ex lavoratori sono deceduti e si sono ammalati.

“La drammatica situazione degli esposti all’amianto in Sicilia”

Continuano le battaglie legali per avere il riconoscimento dei diritti per esposizione e per i benefici.
La differenza sta nel fatto che i lavoratori, per ottenere i benefici che nelle altre regioni, spesso, riescono ad avere per vie amministrative, sono costretti ad agire legalmente perché la politica non si è occupata di colmare il vuoto legislativo in questa regione.
Sarebbe necessario un intervento politico, al fine di censire i siti con presenza di amianto e promuovere gli atti di indirizzo.

Sicilia: sit in siracusa
Inaugurazione centro regionale per l’amianto ad Augusta

Questo è quanto sostiene Calogero Vicario, coordinatore dell’ONA in Sicilia e Siracusa, ex lavoratore esposto all’amianto e altri inquinanti.
Si rivolse, nel 2008, a Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, e, grazie all’aiuto dell’avvocato, Calogero e gli altri ex lavoratori esposti, riuscirono a dimostrare legalmente le patologie e i danni provocati dalle sostanze inquinanti presenti nel polo petrolchimico.
Così nacque l’ONA in Sicilia e Siracusa, attiva dal 2009, punto di riferimento sia per la sorveglianza sanitaria che per il supporto legale di coloro che sono stati a contatto con sostanze inquinanti e cancerogene.

Pippo Gianni, deputato, presentò un disegno di legge per la regione Sicilia nel 2014 perché in precedenza, non c’era mai stata una legge sull’amianto.
Purtroppo sarebbe necessario un intervento politico importante per far sì che questi lavoratori possano godere degli stessi diritti di quelli nelle altre regioni.

Bambini nati con malformazioni

Inoltre, ad Augusta, sono nati molti bambini con gravi malformazioni e si pensa che ci sia una correlazione tra questo e l’inquinamento. Infatti si stanno effettuando delle analisi sul territorio. Questo è quanto sostiene Pippo Gianni, che, oltre ad essere deputato, è anche medico ed è stato ricercatore di farmacia applicata alla salute presso l’università di Catania.

C’è l’esigenza di riaprire i reparti ospedalieri, chiusi anni fa, afferma Pippo Gianni, di pediatria e reparto nascite nell’ospedale di Augusta.
Sostiene, inoltre, che la sua idea era quella di aprire un reparto ospedaliero che si occupasse di esposti all’asbesto e un altro di ricerca per le malattie provocate dall’inquinamento industriale. Questo è stato proposto all’ospedale Muscatello di Augusta, dove è già presente il centro regionale per l’Amianto ONA.

Tumore al seno e inquinamento

Come conferma Pippo Gianni, Priolo è il paese in cui c’è il più alto rischio di tumore alla mammella per le donne.
Ritiene che sia necessario effettuare degli accertamenti, infatti stanno effettuando l’analisi dell’aria e dell’acqua dei terreni, per capire se c’è una correlazione tra inquinamento industriale e tumore al seno.
Ha chiesto al ministro dell’Ambiente che l’uno per cento del prelievo fiscale della provincia sia utilizzato per l’ambiente e per la sanità, al fine di attenuare le problematiche sanitarie che affliggono, ormai da tempo, questa zona.
E l’indifferenza, da parte di chi potrebbe intervenire, per cambiare, almeno in parte, la drammatica situazione, colpisce gli abitanti di questa regione come un’ondata di gelo che non vede mai l’arrivo della primavera.


ONA mette a disposizione uno staff di esperti in materia amianto.

Per informazioni chiamare Il numero verde 

numero verde ona

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