Il rumoroso silenzio dell’amianto

Emergono nuove patologie asbesto correlate: l’Ona chiede di incontrare l’Inail

Ad oggi, il mesotelioma, il tumore che si origina dalle cellule del mesotelio per effetto delle fibre di amianto (che ne costituisce l’esclusiva causa di insorgenza), rappresenta l’ottava causa di morte sia negli uomini sia nelle donne; una macabra contabilità che non tiene conto di tutte le altre patologie asbesto correlate, molto meno rare. Secondo i dati pubblicati su “I numeri del cancro 2016 di Aiom /Airtum”, in Italia, sono stati circa 1.900 i casi diagnosticati ogni anno nel nostro Paese (il Renam ne certifica più di 1.500 ogni anno), con un particolare incremento oltre i 50 anni.

Un nuovo “big killer” che silenziosamente si fa spazio nella quotidianità di ognuno di noi, perché i casi di mesotelioma non sono altro che la punta dell’iceberg, poiché, tenendo conto di tutte le altre patologie che l’amianto è in grado di cagionare, il bilancio sale, purtroppo, a più di 6.000 decessi ogni anno (circa 3.500 per tumore al polmone, cui si aggiungono tutte le altre patologie neoplastiche – tumore della laringe, tumore dell’ovaio, tumore della faringe, tumore dello stomaco e tumore del colon retto e quelle fibrotiche – asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici e per complicazioni cardiocircolatorie).

 

Secondo Iarc 2012[i] (International Agency for Research on Cancer), tra le neoplasie causate dall’esposizione all’amianto rientrano anche il cancro alla laringe e alle ovaie, ed, inoltre è stata confermata l’associazione tra esposizione ad amianto e maggiore incidenza di cancro alla laringe, allo stomaco e al colon retto.

L’Inail ha inserito nella lista 1, oltre alle patologie fibrotiche, i mesoteliomi, il tumore al polmone, il tumore alla laringe, il tumore dell’ovaio, e nella lista 2 il tumore della faringe, il tumore dello stomaco e il tumore del colon retto e nella lista 3 il tumore dell’esofago.  Vedi, sul punto, la nota dell’avv. Ezio Bonanni dal titolo “Patologie amianto asbesto correlate riconosciute nelle tabelle INAIL“.  Per quanto riguarda le altre patologie non contemplate nelle tabelle dell’Inail, si può consultare la nota dell’avv. Ezio Bonanni “Tutte le patologie da amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha iniziato un’interlocuzione con l’Inail al fine di aggiornare ulteriormente le tabelle Inail (rispetto all’ultimo DM del 09.04.2008 / 11.12.2009 / 12.09.2014), con l’inserimento di tutte le patologie della lista 2 e 3 nella lista 1.

Per questi motivi, l’Osservatorio Nazionale Amianto ha chiesto di incontrare l’Inail.

“Sulla base delle evidenze scientifiche, e alla luce dell’elaborazione dei dati epidemiologici – dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale sull’Amianto – riteniamo che la possibilità di valutazione di un aggiornamento delle tabelle Inail che hanno già visto ampliare l’elenco delle patologie asbesto-correlate. Ricordiamo che, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono oltre 107.000 i decessi tra i soli lavoratori italiani per patologie asbesto correlate, solo per i mesoteliomi e i tumori polmonari, in ambito lavorativo, senza considerare tutte le altre patologie e quelle che insorgono per motivi extraprofessionali. Ed è proprio per questo – continua l’Avvocato – che il nostro obiettivo è quello di far emergere la pericolosità di questa esposizione in toto (riferita anche ad altre patologie, non solo a quelle contemplate nelle tabelle Inail della lista 1), proprio per riuscire a tutelare i cittadini nel modo più integro possibile”.

L’ONA, prosegue con le sue indagini epidemiologiche proprio a dimostrazione della correlazione tra l’esposizione all’amianto e una maggior incidenza di tumori riconosciuti, oltre al mesotelioma, non solo attraverso le segnalazioni alle varie sedi e attraverso i suoi iscritti, ma anche attraverso la piattaforma web ONA REPAC, alla quale tutti i cittadini possono accedere, segnalando, in modo anonimo, casi di patologie di asbesto correlate e avere tutte le informazioni dell’impatto che questo killer silenzioso riversa sulla salute umana, ben oltre la rilevazione dei casi già noti di mesotelioma.

I numeri della strage:

  • 6.000 decessi per patologie asbesto correlate
  • 1.900 i nuovi casi di mesotelioma, secondo i dati pubblicati da “I numeri del cancro in Italia 2016 di Aiom /Airtum”. Questi dati sono corrispondenti a quelli censiti da ONA. Il Renam ne ha comunque registrati una media superiore ai 1.500 per ogni anno.
  • 1 su 234, gli uomini in Italia che rischiano di sviluppare questa patologia.
  • 1 su 785, le donne in Italia che rischiano di sviluppare questa patologia.
  • 4% i decessi oncologici per mesotelioma in entrambi i sessi.
  • 2.732, i pazienti ad oggi, in Italia, con diagnosi di mesotelioma.
  • 2.400 sono le scuole italiane in cui sono presenti amianto e i materiali di asbesto.
  • 1 su 5, gli istituti nel Lazio in cui è stata riscontrata la presenza di amianto.
  • 844 i casi di mesotelioma maligno “accertati” dal 2001 al 2015 (che diventano 1.122 considerando anche i casi per i quali non sono stati effettuati degli accertamenti completi), registrati nel Lazio.
  • 1.000 gli anni necessari per rimuovere totalmente ogni traccia di amianto in Italia. Il Prof. Boeri, Presidente dell’INPS, ha stimato, ottimisticamente, in 85 anni il tempo necessario per poter bonificare tutto l’amianto presente nel territorio nazionale.

La bonifica dell’amianto procede a rilento, per usare un eufemismo: per questo, da quando fu riconosciuto altamente tossico nel 1992, continua a mietere vittime.

I dati, più delle parole, “parlano” chiaro e scattano l’allarmante fotografia della situazione: in più di 20 anni dall’entrata in vigore della legge 257/1992, che ha fatto divieto di estrazione, importazione, lavorazione e commercializzazione dell’amianto, è stato bonificato appena il 2% dell’amianto presente in Italia.

Diversi sono stati gli interventi (vani), in questi anni, da parte del governo uno fra i quali, il Piano Nazionale Amianto redatto nel 2012 dal Governo Monti, che però tendeva ad affrontare solo burocraticamente il problema amianto in Italia, e la sua mancata operatività è l’ulteriore conferma della totale impotenza ed incapacità delle leve azionate per arginare l’aumento delle patologie asbesto correlate.

Sono necessari interventi concreti e immediati. L’Italia ha le risorse morali e materiali per poter affrontare e risolvere questo problema, semplicemente con l’apporto dei singoli cittadini, delle associazioni, delle istituzioni, anche sovranazionali, rivitalizzando ed attualizzando i valori della Carta Costituzionale e secondo i principi della dottrina sociale della Chiesa, che costituiscono il nerbo e l’ossatura delle finalità dell’ONA Onlus.

E’ indispensabile prima di tutto la prevenzione primaria, e poi quella secondaria ed infine quella terziaria, che costituiscono le tre direttrici operative del Piano Nazionale Amianto dell’Osservatorio Nazionale sull’Amianto – ONA Onlus, che agiscono con una circolarità che ne potenzia gli effetti:

  • la prevenzione primaria, che si traduce nelle bonifiche e messa in sicurezza, per evitare ogni esposizione futura, ulteriormente e più gravemente pregiudizievole per la salute, sia per chi è stato esposto, sia per chi non lo è stato perché lo evita.

Una bonifica che non è fine a se stessa, perché deve essere coniugata con il rinnovamento infrastrutturale e dell’impiantistica industriale, anche attraverso la leva fiscale (detrarre delle spese), con un sistema di finanziamento con la Cassa Depositi e Prestiti e i fondi strutturali europei, con le energie dell’imprenditoria privata e degli istituti di ricerca, di tutte le associazioni (compresi gli ordini professionali) e delle istituzioni locali, sì devono valorizzare tutte le realtà, con quel sistema di sussidiarietà e di capacità di tutte le istituzioni locali, per costituire al tempo stesso un volano per il rilancio della produzione nazionale, secondo i principi di economia sociale di mercato, e di un progresso che valorizzi la dimensione etica dell’economia.

L’Associazione ha costituito il Dipartimento bonifica e decontaminazione dei siti ambientali e lavorativi, con il portale https://onanotiziarioamianto.it/wp/ona/amiantoguardianazionaleona/, che permette ad ogni cittadino di segnalare la presenza di amianto e contribuire così a portare a termine la mappatura e che si avvale della Guardia Nazionale Amianto per realizzare ulteriori strumenti di tutela della salute e dell’ambiente, attraverso non solo la segnalazione ma anche la richiesta di bonifica dei siti contaminati e la collaborazione con le istituzioni locali nello spirito di sussidiarietà proprio dell’Associazione. Il Dipartimento e l’Associazione si faranno promotori di progetti di bonifica e di riqualificazione, che nel contempo sono progetti di ammodernamento delle strutture e del sistema produttivo, capaci di valorizzare i fondi strutturali europei e altre forme di finanziamento anche a fondo perduto, che portino quindi alla rimozione dell’amianto in uno con il rilancio del sistema infrastrutturale e produttivo.

  • La prevenzione secondaria riguarda la ricerca scientifica, diagnosi precoce, terapie e cure delle patologie asbesto correlate. Il Piano Nazionale Amianto, predisposto ed approvato dal Governo Monti e che anche l’ex Governo Renzi voleva attuare nonostante fosse stato bocciato dalle Regioni, minimizza i termini del fenomeno epidemico che è in corso, poiché fa riferimento ad una stima di circa 1.000 decessi l’anno, considerando esclusivamente i decessi per mesotelioma pleurico rilevati attraverso il ReNaM (con dati che nel 2012, all’epoca della redazione del piano, erano fermi al 2008, e la pubblicazione del V Rapporto Renam – dicembre 2015 – ha reso ancora più evidente i numeri di questa shoah silenziosa).
  • Quanto alla prevenzione terziaria e alla giustizia per le vittime dell’amianto, va ricordato che anche la semplice esposizione alle polveri e fibre di amianto è dannosa per l’organismo umano: le fibre invadono tutti gli organi, attraverso il torrente sanguigno e le ghiandole linfatiche, oltre che per contiguità intrapleurica, e perché persistendo nelle cellule determinano danni meccanici e lesioni precancerose, sino alla degenerazione tumorale. Occorrono quindi rilevazioni epidemiologiche e risarcimento dei danni e costituzioni delle prestazioni previdenziali per le vittime ed i familiari.

 

 

[i] IARC 2012. Asbestos. Actinolite, amosite, anthophyllite, chrysotile, crocidolite, tremolite. IARC Monogr Evaluation Carcinog Risk Chem Man, Vol. 100C, pag 294: “There is sufficient evidence in humans for the carcinogenicity of all forms of asbestos (chrysotile, crocidolite, amosite, tremolite, actinolite and anthophyllite). Asbestos causes mesothelioma and cancer of the lung, larynx, and ovary. Also positive associations have been observed between exposure to all forms of asbestos and cancer of the pharynx, stomach, and colorectum”.

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