Rosignano: rischio amianto e altri cancerogeni

Sono sempre più preoccupanti i numeri della strage amianto di Rosignano. L’ONA sostiene le tesi e l’impegno del Dott. Claudio Marabotti esperto nel settore.

Aumenta il rischio amianto e altri cancerogeni nella città di Rosignano, epicentro di un vero e proprio fenomeno di patologie asbesto correlate legate all’utilizzo della fibra killer.

Si «evidenzia che i morti per patologie legate all’amianto sono aumentati nel 2017, raggiungendo 6.000 casi in totale: 3.600 per tumore polmonare, 1.800 per mesotelioma e 600 per asbestosi. Secondo le rilevazioni il trend sarebbe in aumento dalla fine degli anni ’80 e l’Ona stima che continuerà nei prossimi anni raggiungendo il picco negli anni 2025-2030; lo stesso Osservatorio denuncia l’esistenza di 40 milioni di tonnellate di amianto ancora da bonificare e circa un milione di siti contaminati, relativi sia a edifici privati che pubblici: 2.400 scuole, 250 ospedali e oltre mille tra biblioteche e altri edifici culturali. La città di Rosignano è tra i primi posti in Italia per il numero dei mesoteliomi. Per questo motivo non capisco le ragioni per le quali il Comune di Rosignano non affronta questo problema con più efficaci misure a tutela della salute pubblica e dell’ambiente, con particolare riferimento al rischio amianto» – dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

L’ONA è operativa nella città tirrenica già dal 2008, con l’assistenza tecnica, medica e legale dello Sportello Amianto ONA, ubicato nella città, e che in circa 10 anni ha assistito centinaia di cittadini in modo assolutamente gratuito. Una delle colonne portanti dell’ONA in Toscana e in particolare in Rosignano e il Dott. Claudio Marabotti.

Lo stesso Dott. Claudio Marabotti ha dichiarato in merito:

«Nella recente seduta della commissione ambiente del nostro Comune (vedi link) è stato sollevato il problema della mancanza di approfondimenti sugli eccessi di mortalità per malattie potenzialmente connesse all’inquinamento ambientale emersi dallo studio pubblicato da me e da altri colleghi nel 2016. Rispondendo a questa domanda (da 2h 15’ in poi) il Vicesindaco Donati ha affermato che i risultati sarebbero stati confutati da ISPO mediante una lettera inviata alla rivista internazionale su cui è stato pubblicato il nostro lavoro, chiedendone una rettifica. Non è vero. ISPO ha mandato una lettera in cui chiedeva chiarimenti su alcuni aspetti metodologici e segnalava due errori di battitura in una tabella. Gli errori di battitura, che in effetti c’erano, non riguardavano nessun risultato significativo e sono stati corretti nella nostra replica. Ma è sicuramente significativo il fatto che, nella loro lettera, i colleghi dell’ISPO hanno fornito dati basati su un indicatore nuovo (che noi non avevamo al momento della scrittura del nostro lavoro), e che ha dato risultati esattamente sovrapponibili ai nostri, rafforzando quindi le conclusioni del nostro lavoro. Riporto di seguito la traduzione in italiano dell’ultimo periodo della nostra replica, che evidenzia come la revisione fatta dai colleghi dell’ISPO confermi ed estenda le nostre conclusioni:
‘Vorremmo concludere la nostra replica ringraziando I Colleghi dell’ISPO per I loro commenti e per le loro richieste di chiarimenti. I risultati del nostro lavoro erano già solidamente basati sulla coerenza interna data dall’osservazione, nell’area studiata, di inquinamento ambientale e di eccessi di mortalità dovuti a malattie fisiopatologicamente legate agli inquinanti osservati. Il contributo dei colleghi dell’ISPO, che ha fornito sia un’accurata revisione metodologica, sia nuovi dati circa I rapporti di mortalità calcolati con un modello aggiornato di popolazione europea standard, ha indubbiamente rinforzato I nostri risultati. L’approfondimento non riguarderà le malattie asbesto correlate, ma solo perché i legami tra amianto in ambiente e mesotelioma sono tanto forti e assodati che non richiedono approfondimento».

L’ONA sostiene l’impegno del Dott. Claudio Marabotti attraverso la Sig.ra Antonella Franchi e il Sig. Massimiliano Posarelli, oltre che con il presidente nazionale, Avv. Ezio Bonanni, i quali rivolgono congiuntamente un appello al sindaco e al vicesindaco affinché vengano affrontati e risolti i problemi legati all’uso sconsiderato della fibra killer.

L’Osservatorio Nazionale Amianto sostiene tutte le vittime amianto con lo Sportello online e con il numero verde gratuito: 800 034 294.

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