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domenica, Ottobre 24, 2021

Risarcita orfana di un lagunare morto per mesotelioma

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Carmela Massa
Carmela Massa, autrice di contenuti presso la redazione "Il Giornale sull'amianto" e impegnata accanto all'ONA per la tutela delle vittime amianto. Leggi di più

Grazie all’inarrestabile impegno dell’Osservatorio Nazionale Amianto e del suo Presidente, Avv. Ezio Bonanni, il Tribunale di Milano ha condannato il ministero della Difesa a riconoscere lo status di Vittima del Dovere al Sig. R.M., ex lagunare deceduto per mesotelioma pleurico.

R.M. è deceduto nel luglio del 2017 dopo aver svolto servizio militare nei Lagunari a Venezia dal marzo 1963 all’aprile 1964.

Il ministero della Difesa è stato condannato a risarcire la figlia R.L., divenuta ormai orfana di vittima del dovere. All’orfana saranno riconosciute tutte le prestazioni previdenziali dovute in qualità di superstite di vittima del dovere.

L’insorgenza della neoplasia è purtroppo correlata alla esposizione a polvere e fibre di amianto a cui il militare è stato esposto proprio durante la sua attività di servizio.

Ulteriore sentenza storica per le vittime del dovere

Con questa importante e storica sentenza, l’orfana ha ottenuto una speciale elargizione per l’importo di Euro 200.000,00 oltre perequazioni (presumibilmente un importo di circa 230.000,00), e la costituzione di due assegni vitalizi mensili di 1033,00 e 500 euro, che percepirà per tutta la vita, oltre gli arretrati dalla data della morte del genitore.

Nel complesso, si calcola che allo stato attuale l’orfana del lagunare abbia maturato prestazioni previdenziali per un importo di circa Euro 350.000,00.

Secondo il Tribunale, a causa della perdita del padre, l’orfana ha subito la lesione al suo mondo degli affetti. Oltre al fatto di aver perso la principale figura di riferimento, subendo lo stress e lo shock della diagnosi e della prognosi e poi della morte.

Una morte che ha lasciato un vuoto, allo stato incolmabile, con ulteriori sofferenze fisiche e morali, e radicale modificazione peggiorativa dei suoi progetti e programmi di vita.

Occorre precisare però che l’ONA ha già raggiunto altri incredibili risultati nella tutela delle vittime del dovere e dei loro congiunti. Basta ricordare la vittoria contro la Marina Militare e il maxi risarcimento ottenuto.

L’epidemia di patologie asbesto correlate in atto tra gli ex Lagunari

L’ONA rende noto che il caso di R.M. non è isolato tra gli ex lagunari. Difatti, Sono alcune decine le vittime di malattie professionali asbesto correlate tra coloro che hanno svolto servizio nei lagunari.

L’associazione è riuscita a dimostrare che i battaglioni “Marghera”, “Piave” e “Isonzo” avevano i mezzi da sbarco e di trasporto coibentati con amianto, e che la diversa componentistica era anche in amianto friabile ad elevata capacità di diffusione delle fibre.

Il nostro Lagunare, così come anche gli altri, hanno subito esposizione persino nelle strutture a terra che erano caratterizzate proprio dalla presenza di amianto.

Nelle stesse strutture dove furono utilizzate anche pezze e guanti di amianto, necessarie per poter sostituire le canne della mitragliatrice M-42/59 che dopo poche raffiche, si surriscaldavano.

In questo modo, i militari hanno subito un’esposizione ad amianto costante e priva di protezione. Soltanto all’inizio degli anni 2000 lo Stato Maggiore ha valutato la problematica amianto disponendo, negli anni successivi, che si accertasse il rischio e si cominciasse ad affrontare la questione della bonifica, che rimane, tutt’oggi, sul tappeto.

“Questa è solo la prima di una lunga serie di vittorie che otterremo in favore degli ex militari Lagunari. È doveroso ottenere giustizia, per loro e per i familiari. Vedove e orfani accomunati dal grande dolore di aver perso il proprio congiunto solo perché egli ha svolto un servizio per il nostro Paese. Come associazione non ci fermeremo e continueremo senza sosta!” – dichiara Bonanni.

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