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domenica, Giugno 16, 2024

Il progetto ARRDIA per prevenire le patologie da amianto

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Prevenire l’insorgenza di patologie da amianto in lavoratori che sono stati esposti alla fibra killer è l’obiettivo del progetto ARRDIA. Ad aderire all’iniziativa di livello mondiale “Asbestos Related Respiratory Diseases in Industrial Areas” è anche l’ASL di Nuoro, in Sardegna.

L’azienda sanitaria locale nuorese ha deciso infatti di sottoporre circa ottanta soggetti residenti nel territorio a una serie di test per individuare marcatori precoci di questa tipologia di malattie. Le patologie da amianto purtroppo compromettono di molto la qualità della vita delle vittime e, in alcuni casi, possono provocarne il decesso. Per questo è importante giungere a una diagnosi precoce e ottenere cure tempestive e specifiche. I primi risultati di questi test saranno pronti entro settembre o ottobre.

La Sardegna aderisce al progetto ARRDIA

Il progetto ARRDIA è proposto, su scala regionale, da Roberto Cherchi, il direttore della struttura di chirurgia toracica dell’ARNAS Brotzu di Cagliari. Invece, nell’ambito della sperimentazione alla ASL di Nuoro, fondamentale è stato il contributo del centro di Ematologia dell’ospedale San Francesco e del laboratorio specialistico annesso all’Unità Operativa Complessa di Ematologia e Centro Trapianti di midollo osseo.

L’iniziativa è stata finanziata con la Legge Regionale n. 7 del 7 agosto 2007 “Promozione della Ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica in Sardegna”, grazie a fondi europei gestiti dal settore sanità dell’assessorato regionale alla programmazione. Ha poi il sostegno della cattedra di Medicina del Lavoro dell’Università degli Studi di Cagliari, del Centro di ricerca del Parco scientifico e tecnologico della Sardegna (CRS4) e della Fondazione “Centro Servizi alla Persona” di Villamar.

In che cosa consiste il progetto ARRDIA?

Lo studio su cui si basa il progetto ARRDIA vuole approfondire le conoscenze e le conseguenze degli effetti dell’amianto sulla salute umana. Infatti la semplice inalazione o ingestione di queste fibre può provocare fenomeni infiammatori, che possono poi causare gravi neoplasia, come il mesotelioma. E queste conseguenze, spesso fatali per l’uomo, possono comparire anche a trent’anni dall’esposizione.

A oggi, però, non esiste una tecnica scientifico-diagnostica in grado di individuare queste patologie in fase precoce, quindi guaribile. Il progetto ARRDIA ha invece proprio questo obiettivo. Poter giungere a una diagnosi il prima possibile fa sì che i lavoratori o i cittadini accidentalmente esposti possano essere sottoposti tempestivamente alle adeguate cure.

L’azione dell’ONA per contrastare le patologie da amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto è da sempre in prima linea per contrastare gli effetti nefasti dell’amianto. Da anni incentiva la ricerca medica perché possa ideare terapie sempre più efficaci su queste particolari patologie da amianto, soprattutto il mesotelioma. Lo stesso presidente dell’ONA, l’Avv. Ezio Bonanni, ha sintetizzato tutte le informazioni su questa grave malattia, così da poter assistere vittime e familiari, in “Come curare e sconfiggere il mesotelioma ed ottenere le tutele previdenziali e il risarcimento danni”.

L’associazione e il presidente ribadiscono però che l’unico modo per eliminare ogni possibile danno per la propria salute è ridurre il rischio esposizione a zero. Ciò è possibile solo attraverso la prevenzione primaria e la bonifica dei siti contaminati. Così l’ONA ha istituito l’App Amianto, attraverso il quale ogni cittadino può segnalare la presenza di aree a rischio e contribuire alla loro mappature e messa in sicurezza.

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