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domenica, Dicembre 5, 2021

Progetto Amianto: la società malata e gli effetti criminosi

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Il progetto amianto è ideato per lo sviluppo di un sistema di monitoraggio di tutto lo spazio urbano. L’urbanizzazione costituisce un fertile campo di indagine per la ricerca criminologica.

In Italia si sviluppano fenomeni significavi legati ai comportamenti criminali per il controllo sociale.  Per questa ragione, i metodi di ricerca sono mutati ed evoluti nel corso del tempo. La scuola di Chicago portò avanti i primissimi studi che riguardano il cambiamento sociale scaturito dalle azioni umane sull’ambiente. 

Per limitare la commissione di crimini e i relativi disagi che ne conseguono, si deve predisporre un approccio multidisciplinare alle problematiche legate alla fibra killer.

Per approfondimenti: Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed.2021.

Criminologia ambientale: il progetto amianto che salva il futuro

La environmental criminology (criminologia ambientale) è un campo in continua espansione, studia e osserva come gli eventi criminosi interagiscono con la società. Infatti, l’ allarme dei crimini ambientali trova spesso poco spazio tra le notizie in primo piano. La società prende conoscenza, nella maggior parte delle volte, in modo drammatico, dalle conseguenze.

Con le varie inchieste sugli innumerevoli smaltimenti illegali di ingenti quantità di rifiuti nocivi, hanno generato danni irreversibili per l’ambiente e la salute dell’uomo.

Progetto amianto: combattere il virus delle ecomafie

La normativa pone finalmente in primo piano l’ambiente con la legge 68/2015 “Eco-reati. Si cerca di proiettare tutto verso un senso del dovere verso la legalità, del rispetto, che informi e formi le persone.

L’Associazione dell’ONA ogni giorno studia e progetta soluzioni per le vittime di amianto. Non solo dal supporto telematico, ma anche dalla segnalazione tramite l’APP amianto, si arriva a quello che vuole essere il progetto amianto.

I reati commessi dalle ecomafie si suddividono in 3 aspetti: produzione, trasporto e smaltimento. Il monitoraggio di questi siti d’interesse criminale è fondamentale.

Profilazione geografica della fibra mortale

La criminologia ambientale lavora sul profilo geografico, usufruendo della mappatura delle aree contaminate dall’amianto. Una misurazione delle aree esposte alla fibra killer, un monitoraggio costante delle stesse attraverso l’uso dei droni, o altri strumenti utili per la profilazione geografica.

Inoltre, un’ulteriore indagine analizza le posizioni geografiche dei reati così da poter determinare la zona e le persone che gestiscono tutto il giro criminale.

Attraverso i metodi qualitativi e quantitativi si comprende al meglio il comportamento che detiene una persona all’interno dello spazio indagato.

Progetto amianto: sviluppare nuovi approcci d’indagine

Le investigazioni sull’ecomafie si concentrano sugli spostamenti dei criminali, ciò per determinare l’estensione dello spazio che abitualmente occupano. L’area che si crea è detta “zona di quiete” ossia un posto sicuro dove il reo può perpetrare le sue attività illegali in sicurezza. Mentre la “zona cuscinetto” è il posto in cui si eviterà sempre di commettere crimini, visto che si trova vicino la propria abitazione.

Ad ogni modo, la formula di Rossmo è utilizzata per predire o geolocalizzare il luogo in cui vive il soggetto deviante posto sotto osservazione. Una mappa composta da una griglia sovrapposta di piccoli quadrati denominati “settori”.

Formula Rossmo
Formula di Rossmo

La profilazione geografica è importante e innovativa per il progetto amianto, utile per una perfetta mappatura fatta anno per anno del territorio italiano.

Progetto amianto le orme del “Criminal Geographic targeting”

Con la Criminal Geographic Targerting, è possibile tracciare una Mappa tridimensionale. La mappa jeopardy surface (superfice di pericolo), al fine di stimare la probabilità del luogo utilizzato dal criminale, utilizza colori e algoritmi.

Nel complesso, il modello CGT è correlato da un numero di punti disponibili per le analisi successive. Quindi, più informazioni si hanno sui luoghi del crimine e più si ha una mappa precisa.

I dati spaziali, ovvero, tempo, distanza e movimento da e verso il crimine, sono analizzati per la produzione del modello tridimensionale della superficie di pericolo.

D’altra parte è una metodologia investigativa all’avanguardia, che include un’ampia revisione del settore del profilo criminologico.

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