Lunedì la metropolitana di Buenos Aires è stata sospesa a causa di uno sciopero indetto dai lavoratori. La mobilitazione è stata decisa dopo la morte di un ex autista della linea D, malato di cancro. I sindacati hanno espresso preoccupazione per la possibile presenza di amianto all’interno della rete metropolitana.
La situazione dei lavoratori e le preoccupazioni per la salute
Secondo la fonte, l’associazione dei lavoratori della metropolitana ha ricordato che l’uomo non è stato l’unico caso di malattia legata all’esposizione ad amianto. Si parlerebbe di diversi casi riconosciuti dalle autorità sanitarie, con alcuni dipendenti affetti da patologie. I sindacati avrebbero chiesto maggiore attenzione e misure preventive.
Amianto vietato ma ancora presenti alcuni materiali nella rete
L’amianto è stato vietato in Argentina dal 2003. Tuttavia i sindacati hanno segnalato che questa sostanza sarebbe stata utilizzata in passato per l’isolamento dei vagoni e nelle infrastrutture della metropolitana.
I lavoratori avrebbero quindi chiesto la rimozione dei materiali contenenti asbesto ancora in uso e un programma di monitoraggio sanitario per chi è stato potenzialmente esposto.
La posizione della società e le misure in corso
La società che gestisce la metropolitana, ha espresso cordoglio per la scomparsa dell’ex operatore e ha dichiarato che al momento non risultano evidenze cliniche che colleghino direttamente la sua malattia al lavoro nella metropolitana.
L’azienda ha confermato di aver avviato un piano, in corso dal 2018, per rimuovere eventuali materiali contenenti amianto dalla rete sotterranea. Inoltre, ha sottolineato che le condizioni lavorative vengono monitorate dalle autorità competenti e che è attivo un programma di controllo sanitario per i dipendenti, con visite mediche regolari e controlli sulla qualità dell’aria.
“E’ comprensibile che ci sia preoccupazione da parte dei lavoratori anche se la presenza di amianto non è stata ancora confermata ed è solo supposta. La storia del passato di questa sostanza porta con sé una scia di morte e malattia dolorosa .” Ha affermato l‘Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.



