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sabato, Giugno 15, 2024

Piacenza, ex Pertite: amianto nell’area militare?

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Amianto nella ex Pertite, a Piacenza, si o no? È una strana vicenda quella che sta interessando la città in questi giorni che sindaco ed ex sindaco non sono riuscite a chiarire neanche durante l’ultimo consiglio comunale.

Ex Pertite: scontro sui costi in consiglio comunale

L’incontro c’è stato ieri e subito è stato chiaro che sull’area i conti non tornano. Secondo l’ex sindaco Patrizia Barbieri, attualmente capogruppo della civica di minoranza, per riqualificare l’area potrebbero bastare dai 400mila euro ad un milione e mezzo. Secondo l’assessore Adriana Fantini, invece, come ha dichiarato nel consiglio comunale dell’8 maggio scorso, la cifra che coprirebbe anche la rimozione e lo smaltimento del minerale cancerogeno si aggirerebbe sui 50 – 60 milioni di euro.

Una differenza sostanziale che sarebbe legata proprio alla presenza nel sito dell’asbesto. Il minerale con cui si realizzava il cemento amianto fino al 1992, anno della sua messa al bando in Italia. L’ex sindaco ha detto ieri che a Roma, durante i tavoli tecnici, la presenza di amianto non sarebbe mai stata considerata. Di queste cifre non c’è traccia in nessun documento che sia relativo a quella è ancora area militare.

La maggioranza ha citato un documento del 2019 dell’Arpae che dice che, in mancanza di dati dell’area, non è possibile accertare i costi da sostenere.

I residenti chiedono che l’area diventi un parco

Un po’ poco se si pensa che da almeno dal 2009 i residenti chiedono che l’area diventi una parco pubblico e fruibile. Sono passati 9 anni dal protocollo sottoscritto nel dicembre 2014 che inserisce ufficialmente l’area Pertite nell’elenco dei beni dismissibili della Difesa, ritenendola quindi non più strategica.

Nel corso delle attività del gruppo di lavoro – si legge nella delibera del consiglio comunale n.23 del 10/04/2017 “si è avuto ulteriore conferma sia da parte della Difesa che da parte dell’Agenzia del Demanio della volontà degli stessi di voler agire in coerenza con gli indirizzi di sviluppo della città. Cioè di destinare a verde pubblico attrezzato l’area in questione”. Per ora, infatti, c’è ancora una pista utilizzata dai carri armati. Nel documento non si fa alcun cenno all’amianto. I consiglieri sembravano convinti, però, che la bonifica (di cosa non è specificato), sarebbe stata interamente a carico del Demanio. A distanza di anni la questione non è più così chiara.

La presenza di amianto non è soltanto una questione di costi, ma anche di salute pubblica. Nel caso i capannonipresenti abbiano coperture in amianto andare a passeggiare lì potrebbe avere gravi conseguenze. Le fibre di questo minerale, come spiega da anni il presidente Ona, l’avvocato Ezio Bonanni, causano infatti il mesotelioma e tutta una serie di tumori asbesto correlati. La mancata bonifica sarebbe davvero un problema.

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