Pensione ai lavoratori malati di amianto

Pensione ai lavoratori malati di amianto Pensione ai lavoratori malati di amianto

Passato l’emendamento per i benefici contributivi amianto

Pensione a tutti i lavoratori che hanno contratto patologie asbesto correlate, la cui origine professionale è stata riconosciuta dall’Inail: è passato alla Camera l’emendamento alla legge di Stabilità che recepisce una delle più pressanti richieste che l’Osservatorio Nazionale Amianto ha formulato nell’interesse dei lavoratori malati di patologie asbesto correlate contemplate nelle tabelle: parliamo del mesotelioma, del tumore polmonare e dell’asbestosi. Ovvero, patologie mortali per le quali, in alcuni casi, per pastoie burocratiche si moltiplicano i disagi per le vittime e per le famiglie.

E’ una grande vittoria per i lavoratori e per l’Osservatorio Nazionale Amianto che da anni si batte per la loro tutela.
“Ringraziamo l’onorevole Antonio Boccuzzi, firmatario dell’emendamento, e ci auguriamo che dopo l’approvazione della Camera arrivi anche quella definitiva del Senato”, dichiara il presidente dell’ONA, l’avvocato Ezio Bonanni.

Recita l’emendamento: “Il lavoratore iscritto all’assicurazione generale obbligatoria o alle forme esclusive o sostitutive della medesima, affetto da mesotelioma pleurico, mesiotelioma periocardico, mesotelioma peritonale, mesoteliomadella tunica vaginale del testicolo, carcinoma polmonare e asbestosi, riconosciuti di origine professionale, ovvero quale causa di servizio, ha diritto al conseguimento di una pensione di inabilità, ancorché non si trovi nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa. Ai fine del conseguimento del diritto alla pensione di inabilità di cui al primo periodo del presente comma, il requisito contributivo si intende perfezionato quando risultino versati a favore dell’assicurato almeno cinque anni dell’intera vita lavorativa”.

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Se l’emendamento dovesse essere definitivamente approvato anche al Senato, tutti i lavoratori che ottenessero dall’Inail il riconoscimento della patologia asbesto correlata potrebbero accedere al prepensionamento a prescindere dal grado di inabilità. E quindi anche laddove operazioni chirurgiche e chemioterapia dovessero in qualche modo portare, anche momentaneamente, alla regressione della patologia, evidentemente potrebbero accedere alla prestazione pensionistica, senza correre il rischio di eventuali successive revoche, ovvero quello di dover continuare a lavorare pur con gravi patologie.

“E’ un giorno importante per le vittime dell’amianto che segna una inversione di tendenza rispetto alle ultime iniziative. In questo modo i lavoratori malati per amianto potranno accedere immediatamente al pensionamento, anche quando le loro condizioni di salute non fossero tali da lasciare presagire una morte immediata”, dichiara l’avvocato Ezio Bonanni.

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