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domenica, Ottobre 24, 2021

Padre Prisutto tutela ambiente: strage di amianto ad Augusta

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Intervista a Padre Palmiro Prisutto: la strage di Augusta

Salus populi suprema lex”. Tradotto la salute del popolo sia la legge suprema, ovvero il benessere della popolazione.
Questa famosissima frase, è scritta sul portale di forte Vittoria, nel porto di Augusta, città della Sicilia, dove nel 1918 i colpiti dalla febbre spagnola venivano internati e cremati per evitare il contagio. Proprio in questo posto oggi avviene esattamente l’opposto.
Noi subiamo le conseguenze di scelte politiche che hanno messo il progresso davanti alla salute dell’uomo e, anziché tutelarla, la danneggiano”.

A parlare è don Palmiro Prisutto, parroco di Augusta, in Sicilia, che combatte da anni contro l’inquinamento e gli agenti cancerogeni che hanno portato alla morte tantissimi lavoratori ad Augusta, Priolo, Melilli, a causa della contaminazione di agenti inquinanti quali amianto, mercurio e altri, provenienti dal polo petrolchimico.
Nell’intervista, il tenace parroco ci racconta, senza peli sulla lingua, quali solo i problemi che riguardano la sua città e in che modo ha iniziato questa vera e propria battaglia per far “aprire gli occhi” a coloro che non vedono o fingono di non vedere.

Padre Palmiro ricorda le vittime di cancro

Da cinque anni, Padre Palmiro, ha istituito nella sua parrocchia una ricorrenza particolare. Ogni 28 del mese ricorda, leggendone tutti i nomi, le vittime del cancro.

Si parla di commemorazione delle morti della Shoah, dell’11 settembre, questo è il mio modo di commemorare i morti di cancro causati dalle sostanze cancerogene rilasciate dal polo petrolchimico.
Nei primi due anni ho voluto leggere tutti i nomi dei morti di cancro iscritti a questa lista. Purtroppo, mese dopo mese, aumentavano.
Abbiamo superato i mille nomi (soltanto quelli che ho potuto raccogliere nella mia parrocchia).
Le altre parrocchie non hanno collaborato con questo genere di indagine, se lo avessero fatto il numero sarebbe molto più alto
.
Sono morte tantissime persone questo è il mio modo per commemorarle. Alcuni hanno dimenticato, perché i decessi sono avvenuti nell’arco di molto tempo e, quindi, secondo le istituzioni, non è paragonabile a una strage.
Ma è ciò che è”.

E non parla solo del polo petrolchimico ma di tutto ciò che inquina Augusta e che viene sottaciuto.

Abbiamo ridato un volto e un nome a quei morti che sarebbero stati dimenticati. Tutti si indignano di fronte a quella lista, anche i politici, ma nessuno fa niente per far sì che questa strage si fermi.
Spero che qualcuno prenda a cuore questa situazione prima che sia troppo tardi”

Dal punto di vista politico non è riuscito a scuotere le istituzioni facendo leggere questa lista?

Io utilizzo due parole. La prima parola è vigliaccheria, la seconda è incapacità.
Lo Stato ne è a conoscenza ma non interviene perché non sa da dove cominciare a smontare questa montagna.
È passato tanto tempo da quando l’allarme è stato lanciato e parliamo degli anni ‘70.
Durante quegli anni si registravano i primi casi di bambini malformati ma, non avendo riscontri riguardanti gli anni precedenti, non potevano fare statistiche.
L’Istituto Superiore di Sanità ha raccolto dati dagli anni ‘70 a oggi.
Le aziende si tutelano, non possono dire come stanno realmente le cose. Accusano gli altri anziché accusare sé stessi
”.

Quindi mi sta dicendo che, a causa degli agenti inquinanti, sono nati bambini malformati?

Un fedele mi raccontò di avere in famiglia una persona disabile. Mi hanno poi chiarito che questa problematica, secondo i medici, è legata all’inquinamento. Abbiamo scoperto anche di altri casi di persone con disabilità e provengono tutti dalla stessa zona. Ho sottolineato queste cose anche alle istituzioni. Io la situazione la espongo e sono anche bersaglio di critiche feroci”.

Come mai ha iniziato a interessarsi di queste tematiche?

Veda, c’è chi parla di inquinamento in generale, io purtroppo vivo in una zona in cui l’inquinamento è una cosa che si vede, si sente e si tocca e che ti sovrasta, viviamo all’interno di una bolla di inquinamento e dovunque ti giri vedi il disastro.
Ovviamente c’è chi ha una maggiore sensibilità verso determinate problematiche e chi pensa di essere immune. Questa immunità non esiste, visto che in ogni famiglia c’è un malato e morto di cancro qui ad Augusta, nella mia anche più di uno e non si può rimanere indifferenti.
Se poi abbiamo una coscienza etica o morale o delle convinzioni religiose in cui si ritiene che la vita umana è un valore inviolabile allora necessariamente bisogna darsi da fare perché io altrimenti non dovrei dire nulla quando un giovane muore per droga, per un attentato o per mafia.
La vita è a 365 gradi, dall’aborto all’eutanasia, non posso rimanere muto davanti a questo tipo di morti come anche davanti a questi decessi dovuti all’inquinamento qui ad Augusta
”.

Lei ha lanciato una petizione online con delle proposte per scuotere la politica e le istituzioni

La petizione è stata lanciata da un esponente del partito dei Verdi a Siracusa. Io mi sono associato perché è una cosa che mi interessa. Ho fatto anche da testimonial per la campagna e anche quel breve filmato che abbiamo mandato in onda ha scosso tante coscienze. Tanto che abbiamo raggiunto quasi più firme di quella che è la popolazione residente nel triangolo. 175mila firme sono state consegnate al Ministro”.

Molte promesse e pochi fatti lì in Sicilia.

Qui in Sicilia c’è il polo petrolchimico che è una fonte di ricchezza, veramente non indifferente. Quindi la chiusura di questo polo petrolchimico sarebbe una grossa perdita per lo Stato italiano perché si stimano, secondo certe cifre, che sono trapelate almeno 18miliardi di euro per lo Stato italiano. E poi anche la quantità di prodotti che fuoriescono dal polo petrolchimico. Gran parte del carburante utilizzato in Italia proviene dalla Sicilia, Augusta è il distributore d’Italia anche se molti non lo sanno.

Io ho affrontato la situazione dal punto di vista etico e morale, la tutela dei valori del lavoro, la qualità della vita, sono cose che ai politici non interessano o interessano relativamente. Quando mi trovo al funerale di una persona e l’85% dei defunti sono morti di cancro, la cosa mi scuote. Così, registrando questi nominativi, era un pugno allo stomaco per le persone, il mio cuore si fa a pezzi”.

 

 

 

 

 

 

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