Orfani delle vittime del dovere – ONA News

Orfani delle vittime del dovere

Orfani delle vittime del dovere. La tutela legale per il riconoscimento dei loro diritti. Anche di quelli che non erano nel carico fiscale al momento della morte del loro congiunto.

Coloro che sono venuti a mancare per causa di servizio in seguito ad esposizione a cancerogeni, ovvero in altre condizioni particolari, hanno diritto al riconoscimento dello status di vittima del dovere.

L’ONA TV ha dedicato molta attenzione alla tutela delle vittime del dovere, tra cui gli orfani. Certo, il punto chiave è la prevenzione primaria, poi quella secondaria. I risarcimenti sono l’ultimo stadio. Tuttavia, le vittime e i loro familiari si devono battere contro un secondo nemico, che è l’Amministrazione.

Orfani delle vittime del dovere: il sesto episodio

Sesta puntata ONA News: Orfani delle vittime del dovere, dimenticati o discriminati?

Nel corso del sesto appuntamento di ONA News, il focus si è concentrato sugli orfani. Infatti, specialmente con riferimento alle condizioni di rischio amianto, uranio impoverito, etc., le malattie sono ad esito infausto. Inoltre, in molti casi, i militari, ovvero le vittime, vengono a mancare prima della definizione del procedimento amministrativo.

In molti altri casi, gli orfani iniziano a lavorare per sostenere la famiglia nella lunga odissea, fino alla morte del congiunto. In questo modo, però, cadono nella rete del Ministero. Infatti, interpretando una vecchia norma, il Ministero sostiene che gli orfani non a carico debbano essere esclusi dagli indennizzi. 

Naturalmente, la tesi è assurda. Tuttavia, su questo ambito, si è scatenato un enorme contenzioso, che vede l’ONA protagonista. L’Avv. Ezio Bonanni coordina lo staff legale, che ha ottenuto significativi risultati nella tutela delle vittime.

Consulta il video della trasmissione!

Orfani delle vittime del dovere

Orfani delle vittime del dovere, dimenticati o discriminati?

Vittime stesse che troppo spesso sono dimenticate e discriminate nelle loro richieste di riconoscimento dei propri diritti.

Ha condotto il Dott. Massimo Maria Amorosini , giornalista e conduttore televisivo.

Per questa occasione sono intervenuti come ospiti in studio:

  • Ezio Bonanni, Presidente ONA;
  • Elisabetta Trenta, già Ministro della Difesa;
  • Carlo Calcagni, Colonnello Ruolo d’Onore Esercito Italiano e membro dell’ONA;
  • Renata Tiraferri Roffeni, orfana di vittima del dovere;
  • Mara, orfana di vittima del dovere;
  • Pasquale Montilla, specialista in oncologia medica, comitato tecnico scientifico ONA APS;
  • Roberto Fenu generale dell’esercito e vittima del terrorismo.

L’ONA ha costituito il dipartimento delle vittime del dovere, per ottenere riconoscimento dei diritti di coloro che hanno sacrificato la vita per gli altri, e per coloro che per esposizione ad amianto ed altri veleni si sono ammalati. 

Orfani vittime amianto e delle discriminazioni

Il Ministero della Difesa continua ad avere attenzione diversa tra le vittime del dovere e quelle del terrorismo (equiparazione delle vittime del dovere alle vittime del terrorismo). Lo stato di discriminazione trasforma gli orfani delle vittime del dovere non a carico fiscale in seconde vittime.

Tutte le Amministrazioni, in particolare, quella della Difesa, si stanno accanendo contro gli orfani delle vittime del dovere, in particolare, quelli non a carico. 

Questi ultimi, infatti, se non sono nel carico fiscale della vittima e il coniuge è in vita, ricevono il rigetto delle loro richieste.

Elisabetta Trenta: un vero Ministro della Difesa

Sembrano di cartapesta, alcuni che hanno ricoperto il ruolo più importante della nostra difesa. Non così la Dott.ssa Elisabetta Trenta, nominata nel primo Governo Conte. Voci ostili, soprattutto per la sua attenzione a coloro che sono state le vittime. L’ONA era stata ricevuta dal Ministro, nella persona del Dott. Ruggero Alcanterini.

Infatti, nel marzo del 2019, vi fu l’incontro con il Ministro. Molte speranze l’ONA aveva riposto nel Ministro Elisabetta Trenta. Una donna sensibile, che ben comprendeva e comprende le tragedie della malattia professionale nelle Forze Armate.

Le vittime della pace nelle Forze Armate

Aveva tentato una inversione di tendenza rispetto alle teorie negazioniste, ed, invece, con naufragio del Governo, si è tornati all’antico. Ancora, ancora, ancora, contro le vittime dell’amianto nella difesa militare.

Per cui, la partecipazione alla puntata è molto importante, perché permette di venire a capo della evoluzione dei fatti. Spiega le ragioni per le quali, ancora una volta, si perpetua la discriminazione.

Roberto Fenu: Generale vittima del terrorismo

Nel 1994 Roberto Fenu, allora maggiore quarantenne, era impiegato nella forza di pace dell’ Onu in Libano. Inoltre, nel corso della sua missione, fu ferito dallo scoppio di una mina anti-uomo nel Libano meridionale a causa della quale ha subito l’ amputazione del piede destro. 

Nel frattempo, ha, poi, proseguito il servizio fino al grado di Generale di Corpo di Armata. Accompagnò nel suo ultimo viaggio il Caporalmaggiore Matteo Vanzan.

L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni stanno sostenendo l’impegno del Gen. Roberto Fenu per la tutela dei suoi diritti. Perfino i Generali nei gradi più elevati subiscono le conseguenze della discriminazione. 

Nel caso specifico del Generale Roberto Fenu, si assiste ad una totale incapacità di applicare le leggi dello Stato. Perfino l’esenzione IRPEF ed altri diritti sono stati riconosciuti dopo i provvedimenti dei giudici.

Il Gen. Roberto Fenu, nel corso del suo intervento, subito dopo quello dell’Avv. Ezio Bonanni, ha ribadito ciò. In particolare, ha precisato che, nella gestione dell’istruttoria, i funzionari e i dirigenti debbono essere più formati. Quindi, la soluzione è quella di una formazione più specifica, con più elevate capacità professionali.

Carlo Calcagni: il Colonnello

In questo sesto episodio è intervenuto anche Carlo Calcagni. Il Colonnello ha ribadito il suo impegno nell’ONA. Proprio l’impegno per i commilitoni, il pensiero degli orfani, costituisce il motivo di forza per il Colonnello Carlo Calcagni. 

Il dipartimento dell’ONA è guidato da Lorenzo Motta e si avvale anche della collaborazione del Dott. Pasquale Montilla. Quest’ultimo ha, infatti, approfondito termini e modalità per poter trattare i militari contaminati.

Per il caso del Colonnello Calcagni, risulta la contaminazione con 28 metalli pesanti, di cui 2 radioattivi. Tutta la vicenda è stata meglio approfondita nel corso del quinto episodio, di seguito riportato.

È utile la consultazione dell’intervista che il Colonnello Calcagni ha reso al notiziario amianto ONA news.

Renata Tiraferri Roffeni: orfana vittima del dovere

Il giornalista conduttore Dott. Massimo Maria Amorosini ha riepilogato la vicenda della Dott.ssa Renata Tiraferri Roffeni. La giovane orfana ha subito, nel 2013, la morte del padre per mesotelioma peritoneale

Il Sig. Giovanni Tiraferri Roffeni, ha svolto servizio di leva nella Marina Militare Italiana nel periodo dal 1979 al 1981, nei sommergibili Gazzana e Romeo Romei. Nello svolgere la missione, è stato esposto ad amianto.

Quindi, il Ministero della Difesa ha riconosciuto la causa di servizio e lo status di vittima del dovere. In particolare, quella di equiparato.

Infatti, il Sig. Giovanni Tiraferri Roffeni, ha operato in particolari condizioni ambientali ed operative eccedenti l’ordinarietà. Ciò è contemplato, specificamente, nell’art. 20, L. 183/2010. In più, per quella stessa norma, è attribuito il riconoscimento del diritto al risarcimento dei danni.

La responsabilità e l’obbligo del risarcimento del danno, a carico del Ministero della Difesa/Marina Militare, si lega al fatto che l’amianto era utilizzato un po’ dovunque. Perfino nelle cuccette.

L’ONA ha intrapreso una dura battaglia legale, per tutte le vittime dell’amianto in Marina Militare. 

I tre procedimenti penali contro gli Ammiragli

Sono in corso tre procedimenti penali e centinaia di procedimenti civili:

Nel frattempo, ci sono state molte pronunce, anche di condanna e anche a favore degli orfani. Per il caso di Renata Tiraferri Roffeni, dopo aver ottenuto il riconoscimento, il Ministero ha negato il diritto alle prestazioni previdenziali di orfano di vittima del dovere. Il Ministero si giustifica sostenendo che, prima che il militare morisse, la figlia avesse conseguito la laurea e avesse iniziato a lavorare.

Infatti, nel corso della trasmissione la Dott.ssa Renata Tiraferri Roffeni ha chiarito di aver intrapreso due azioni giudiziali con l’aiuto di ONA. Una proprio per ottenere le prestazioni di orfana vittima del dovere. In più, l’altra per ottenere il risarcimento del danno.

L’azione civile delle vittime del dovere assistite dall’ONA

Il conduttore ha domandato “con quale stato d’animo affronta queste battaglie legali che oramai vanno avanti da sette anni?”.

L’orfana, Dott.ssa Renata Tiraferri Roffeni ha, quindi, riepilogato tutta la sua vicenda. In particolare, la sua amarezza per il fatto che, sia alla prima sentenza, che quella di appello, sono state impugnate. 

La vicenda è ora all’esame della Corte di Cassazione, la quale si dovrà pronunciare sul ricorso dell’Avvocatura dello Stato. Infatti, secondo l’Avvocatura dello Stato, gli orfani delle vittime del dovere, se non erano nel carico fiscale del defunto, non hanno diritti. Queste tesi sono fortemente contrastate dall’Avv. Ezio Bonanni, che, recentemente, ha anche ottenuto una significativa vittoria dalla Corte di Appello di Genova.

Nel frattempo, per il caso Tiraferri, si è in Cassazione:

Si attende ora la sentenza in primo grado per quanto riguarda la richiesta di risarcimento dei danni.

L’orfana Mara e la sua odissea dal 2011

L’odissea della famiglia dell’orfana Mara comincia nel luglio 2011. Suo padre è stato colpito da mesotelioma pleurico epiteliale destro ed è deceduto (02.07.2012). Inizia, così, il calvario della sua famiglia.

È privata di una parte significativa del reddito. Infatti, il padre era stato appena collocato in pensione. Un banale colpo di tosse ha fatto emergere il quadro drammatico, poi sfociato nel mesotelioma.

Inizia una serie di accertamenti e purtroppo la diagnosi è terribile, Mesotelioma pleurico. Da lì si inizia a passare da una cura all’altra cercando, compito non facile, di trasmettere fiducia al papà di Mara. All’epoca dei fatti, da giovane, aveva appena 23 anni ed era studentessa universitaria. Dopo la morte del padre, si laureò in biologia.

Il fratello aveva già iniziato a lavorare, essendo trent’enne.

La morte del militare, ha privato per sempre la famiglia di poter vivere unita e felice. Il padre di Mara è deceduto all’età di cinquantotto anni. Fu in quel contesto, che l’ONA è intervenuto e con lui l’Avv. Ezio Bonanni. Proprio grazie all’operato professionale dell’Avv. Ezio Bonanni, ci fu il riconoscimento da parte del Ministero.

Fibre nella divisa di ordinanza: certificazione ASL Viterbo

La ASL di Roma ha certificato che il mesotelioma del padre è con certezza correlabile all’esposizione alle fibre di amianto durante il servizio di leva militare prestato presso le navi Mincio e Brenta della Marina Militare Italiana dal 1973 al 1976.

Nel 2013 l’incontro con l’ONA e Bonanni che avvia una causa contro lo Stato Italiano per il riconoscimento di suo padre quale Vittima del dovere.

La madre di Mara, vedova del militare, custodiva gelosamente la divisa del padre. Quindi,  fu analizzata nel laboratorio chimico della ASL di Viterbo, che attestò la presenza di amianto nella difesa stessa.  

Lei ha anche accompagnato Bonanni in audizione alla Commissione Parlamentare di Inchiesta nel dicembre 2017 e in quella sede avete esibito la divisa di ordinanza di suo padre con le fibre di amianto all’interno e la relativa certificazione della ASL di Viterbo.

Anche se nel 2016 c’è il riconoscimento di suo padre quale Vittima del dovere continua la vostra battaglia perché suo fratello viene escluso dal riconoscimento di familiare della vittima. Anche in questo caso, la giustificazione del Ministero è la stessa. Quindi, si giustifica dicendo che suo fratello non fosse nel carico fiscale del padre al momento della morte.

In questo caso il conduttore porge la sua domanda: “Mara le chiedo quale è il suo stato d’animo oggi. Quando e se riuscirà a trovare di nuovo un pò di serenità e anche se crede ancora nella giustizia”.

Ed è in questo contesto che Mara, con dignità, ha reso la sua testimonianza. Ha ripercorso le fasi della dura battaglia legale per ottenere il riconoscimento dei diritti del fratello. In più, per ottenere l’adeguamento ad €500,00, dell’assegno vitalizio, e l’azione di risarcimento danni.

Dott. Pasquale Montilla e l’azione di tutela medica

Il Dott. Pasquale Montilla è componente del Comitato Tecnico Scientifico dell’ONA, ed è intervenuto anche nel corso di questa trasmissione. Lo staff sanitario ONA è convinto che deve essere stabilito un protocollo per poter trattare i nostri militari. Ci si è basati sempre su dati epidemiologici e non su dati biologici. 

Inoltre, il Ministero della Difesa ha trascurato le doverose indagini tossicologiche. Per questo l’ONA, con l’ausilio del Dott. Pasquale Montilla, ha istituito il dipartimento. In più, sostiene la necessità di proseguire nello studio clinico, scientifico e tossicologico.

Gli studi di ONA e dello staff medico guidato dal Dott. Montilla ha dimostrato che, oltre alle neoplasie, ci sono le intossicazioni. Prosegue l’impegno, quindi, del Dott. Pasquale Montilla nell’azione di terapia e cura dei nostri militari.

ONA News: strumento di informazione ONA

ONA News nasce dalla necessità dell’associazione APS, di informare il proprio pubblico, ma soprattutto di tutelarlo.

Per questi motivi l’ONA si avvale di ONA News, il nuovo strumento che attraverso il suo canale YouTube, diffonde notizie, testimonianze e storie dei più deboli.

Il quinto episodio di ONA news

In data 02.11.2020 ONA TV ha affrontato il tema delle vittime del dovere. L’episodio è stato dedicato interamente a loro e ai loro sacrifici durante l’impegno nelle missioni di guerra e di pace. Il personale civile e militare è stato vittima di molteplici esposizioni ad agenti cancerogeni. Per questi motivi, l’ONA predilige la prevenzione primaria, secondaria e, soprattutto, quella terziaria.

Per approfondimenti:

Vittime del dovere - serve maggiore attenzione

Consulta di seguito la quinta puntata dell’ONA news TV sulle vittime del dovere.

ONA News vittime del dovere

Il quarto episodio di ONA news

In data 27.10.2020, invece, il tema affrontato è quello dell’uranio impoverito. Metallo pesante che nei settori delle Forze Armate, è stato utilizzato per la realizzazione di proiettili. Ma non solo! Ulteriore tematica, è stata quella dei vaccini contaminati e delle pratiche vaccinali errate.

Per saperne di più:

Uranio impoverito, la dura battaglia dei militari italiani

Consulta di seguito la quarta puntata dell’ONA news TV su i danni da uranio impoverito.

ONA News: Uranio impoverito

L’assistenza gratuita alle vittime del dovere

Nel caso in cui ci fosse necessità dell’assistenza, è sufficiente farne richiesta:

Nel caso sia necessario un parere legale dell’Avv. Ezio Bonanni, è possibile farne richiesta scritta: