Da George Floyd, alle altre forme di razzismo: l’ONA dice NO

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La morte di George Perry Floyd scuote le coscienze negli USA e nel resto del pianeta. Interviene con una mozione il Direttivo Nazionale dell’ONA (10.06.2020), che in Italia registra una forma di discriminazione ai danni delle vittime dell’amianto.

Ci si oppone ad ogni forma di razzismo e discriminazione. Il colore della pelle, altre volte le paternità scomode, quando cioè si è figli di una vittima dell’amianto.

Le vittime dell’amianto sono il segno tangibile del fallimento delle Istituzioni.

Comportamenti negligenti, imprudenti e incapaci, non solo per l’uso discriminato del minerale, ma anche per la violazione delle regole cautelari.

Antonio Dal Cin: quando la discriminazione a carico di un bambino è visibile a chiunque

Sabaudia, città ridente nell’agro pontino, nel Parco Nazionale del Circeo, anche qui l’amianto miete vittime. Cantieri navali, strutture edili, etc., tutto depone per confermare anche in queste terre ridenti il rischio dell’amianto.

Anche il nostro eroe, Antonio Dal Cin, finanziere che dal 2008 si batte nell’ONA contro l’amianto per la bonifica, la tutela medica e legale delle vittime, e per ridare dignità all’essere umano, secondo le linee guida del direttivo nazionale dell’ONA.

Antonio Dal Cin ha così rotto le sbarre della gabbia del razzismo, liberando tutte le coscienze.

L’ONA contro il razzismo e la discriminazione, per l’uguaglianza e la dignità

Il piccolo M. Dal Cin frequenta la scuola e per l’emergenza coronavirus si è reso necessario dover bonificare e sanificare.

La foto, che è il momento finale e solenne, e il segno del ricordo per tutta la vita si realizza, quest’anno, a distanza, e singolarmente, per poi comporre un collage, una sorta di mosaico, fatto di volti e di emozioni, che in questo tempo rappresentano la vittoria su un virus che ci ha isolati, ma non ci ha divisi.

L’ONA contro il razzismo

Antonio interviene perché sente la necessità di associarsi all’appello del direttivo nazionale contro ogni forma di razzismo. La morte di George Perry Floyd segna una svolta negativa che impone un’azione dell’ONA anche in Italia.

L’associazione sente la necessità di rinnegare ogni forma di razzismo e discriminazione, a partire dal colore della pelle, e auspicare che anche negli Stati Uniti venga posto termine a questa mattanza che vede vittime incolpevoli alcuni cittadini, rei di avere la pelle nera.

Questa condizione di oltreoceano ci fa apprezzare l’operato della Polizia Italiana, anche se in alcuni casi (Giuliani, piuttosto che Aldovrandi), sono rimasti tristemente impressi nella nostra memoria. Specialmente il caso della morte di Federico Aldovrandi, morto in seguito a delle percosse di 4 poliziotti, rimasti sostanzialmente impuniti, ha segnato la nostra coscienza e ci ha imposto un’azione di doverosa vigilanza e allo stesso di apprezzamento per le nostre Forze dell’Ordine, poiché si tratta di casi assolutamente isolati.

Antonio Dal Cin: mio figlio vittima di discriminazione

Nella foto di gruppo, il piccolo M. Dal Cin è stato escluso. L’accaduto è stato giustificato per un presunto ritardo dell’invio della foto nel gruppo di whatsapp. La madre del minore ha espresso forte indignazione. Chiediamo quindi la foto del minore sia aggiunta a quella del collage. L’ONA insiste nella richiesta, facendosi portatrice di questa istanza del minore attraverso le colonne di questo giornale, che rende pubblica questa istanza per renderla più efficace.

Perché escludere questo bambino dalla foto di gruppo?

Forse vi è un collegamento per il fatto che il padre è vittima del dovere, per essere rimasto esposto ad amianto?

Antonio Dal Cin interviene

A rendere pubblica questa triste e dolorosa vicenda è Antonio Dal Cin che non appena venuto a conoscenza dei fatti e letto i contenuti nel gruppo WhatsApp 1^ B scrive testuali parole di commento: “Buongiorno, sono Antonio Dal Cin, il padre di M.. E’ mio dovere tutelare mio figlio”.

Poche parole, quelle di un genitore che considera l’accaduto un fatto gravissimo e discriminatorio, lesivo per il bambino, e richiama letteralmente il contenuto dell’art. 2 della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ratificato dall’Italia nel 1991, che sancisce “il diritto di ogni bambina e ogni bambino a essere libero da qualsiasi forma di discriminazione”.

Come padre, scrive Antonio Dal Cin, ho il dovere di difendere i diritti di mio figlio M., per la grave discriminazione subita e gli effetti che andrà a determinare sul suo accrescimento. Per questo motivo, mi sono rivolto all’Avv. Ezio Bonanni, per rendere più efficace la lotta contro ogni forma di discriminazione e di razzismo, anche se l’Italia non è una nazione di razzisti!

Il Ministro Azzolina intervenga per educare alla prevenzione del rischio amianto

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È questa la richiesta dell’ONA e del Sig. Antonio Dal Cin, diretta al Ministro dell’Istruzione On. Lucia Azzolina, perché ci sia innanzitutto la bonifica delle scuole dall’amianto, cosa che è stata già richiesta dall’Avv. Ezio Bonanni e dal Gen. Giampiero Cardillo, che fanno parte della Commissione Nazionale Amianto, voluta dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, per affrontare e risolvere il problema amianto, e poi perché finalmente perché venga spiegato ai ragazzi i rischi dell’amianto. Antonio ne è il testimone vivente. Impiegato come militare della Guardia di Finanza, egli ha lottato nell’adempimento dei suoi doveri contro il crimine ambientale, e nell’adempimento delle sue missioni è stato esposto alla fibra killer che gli ha provocato l’asbestosi pleurica e polmonare.

Ora Antonio Dal Cin respira a fatica, aiutato dall’ossigeno, ed è stato sottoposto ad un programma terapeutico sperimentale, seguendo il protocollo ONA, e grazie ad un vero e proprio miracolo, ha ancora la forza di lottare.

Antonio, infatti, ha subito complicanze cardiache, ma per fortuna, lo stato precanceroso, è stato arrestato (un vero miracolo), solo che, è sufficiente che la fibra killer si scateni e il povero Antonio rischia di soccombere, lasciando così due figli in tenera età e una moglie ancora giovane, ad affrontare da soli le difficoltà della vita, in un mondo che in alcuni casi è crudele e spietato.