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mercoledì, Settembre 28, 2022

Nuove terapie per il tumore al polmone: risultati incoraggianti

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Le nuove terapie contro il tumore al polmone funzionano. Importanti i passi in avanti dei ricercatori presentati ieri, 11 settembre, al congresso della Società europea di oncologia medica (Esmo). L’evento si tiene a Parigi e stanno partecipando i migliori oncologi del mondo.

Il tumore del polmone è una malattia causata per la maggior parte dei casi dal fumo di sigaretta, ma anche dall’amianto e antri agenti inquinanti. Tanto da essere compresa nella Lista I dell’Inail che comprende le patologie asbesto correlate per le quali è sufficiente, per il risarcimento, dimostrare l’esposizione all’asbesto.

È una delle più gravi patologie legate all’asbesto, dopo il mesotelioma, e chiamato anche “big killer”. Ora però nuove cure riaccendono la speranza di pazienti presenti e futuri.

Aumentano le speranze per la lotta ai tumori metastatici

Diversi studi in particolare, ha spiegato l’Ansa, hanno dato ottimi risultati in termini di aspettativa di vita. In particolare passi avanti sono stati fatti con le nuove terapie per i tumori metastatici. Questo utilizzando in combinazione la molecola immunoterapica pembrolizumab, con la chemioterapia. Per i pazienti di tumori del polmone non a piccole cellule (NSCLC) metastatico, il risultato è incoraggiante: un paziente su 5 è, infatti, vivo a 5 anni.

Il rischio di morte è diminuito del 40% e a 5 anni ha più che raddoppiato la sopravvivenza globale rispetto alla sola chemioterapia (22 mesi rispetto a 10,6 mesi).

Risultati anche con NSCLC squamoso metastatico

In un secondo studio gli scienziati si sono concentrati sui pazienti con NSCLC squamoso metastatico. Con la ricerca Keynote-407, hanno raggiunto un tasso di sopravvivenza globale a 5 anni del 18,4% con pembrolizumab più chemioterapia rispetto al 9,7% con la sola chemioterapia.

Per capire l’importanza delle nuove scoperte bisogna considerare che prima il tasso di sopravvivenza a 5 anni era del 10%. Uno dei più bassi di tutti i tipi di cancro.

Nuove terapie, lo studio Adaura per le mutazioni geniche

Grandi risultati con queste nuove terpie anche per le forme tumorali con mutazioni geniche. In particolare per chi è affetto da carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio precoce, con mutazioni del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR).

È il risultato dello studio Adaura. In questi casi la terapia adiuvante, dopo l’intervento chirurgico, con la molecola osimertinib ha determinato una sopravvivenza mediana libera da malattia pari a 65,8 mesi, circa 5 anni e mezzo, e circa tre pazienti su quattro trattati erano vivi e liberi da malattia a quattro anni.

L’Agenzia italiana del farmaco ha approvato la rimborsabilità del farmaco di AstraZeneca. Così, ha detto Filippo De Marinis, “anche nel nostro Paese si afferma un vero e proprio cambio di paradigma, che vede l’introduzione della medicina di precisione in una popolazione di pazienti in cui l’intento dei trattamenti è la cura”.

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