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domenica, Febbraio 25, 2024

Mesotelioma pleurico: l’analisi del respiro

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Mesotelioma pleurico: nuovi approcci terapeutici e di ricerca attestano che l’analisi del respiro rappresenta la prospettiva più promettente per individuare questo tipo di patologia

Parliamo di respiromica, ovvero lo studio dei composti organici volatili contenuti nel respiro, è un’area di ricerca sempre più indagata e potrebbe essere utilizzata per effettuare lo screening dei pazienti a rischio di cancro ai polmoni.

Il suo successo si addebita alla sua scarsa invasività e alla potenzialità di diventare strumento di analisi precoce, prima arma del medico e del paziente per affrontare la malattia.

E’ senz’altro una prospettiva ma si rimane in attesa che si confermi la bontà del metodo e che divenga disponibile nella diagnostica di routine, le premesse sembrano confermare le speranze riposte in questo esame.

Grazie allo sviluppo e all’uso delle nuove nanotecnologie (la tecnologia dell’infinitamente piccolo), il metodo consente di individuare l’esistenza di prodotti biologici del tumore (VOC – composti organici volatili) presenti in piccolissima quantità nell’aria espirata dei soggetti affetti da tumore del polmone.

Un semplice test consistente nel respirare in un boccaglio collegato all’apparecchio rilevatore, sarebbe in grado di distinguere i soggetti sani da quelli ammalati e, pare anche, di distinguere tra i diversi tipi di tumore maligno (tipo istologico).

Lo studio italiano sul mesotelioma pleurico

Un importante studio sull’insorgere del mesotelioma pleurico è stato condotto da Claudio Sorino, la ricerca è pubblicata dal Journal Clinical Medicine.

La ricerca conferma il triste dato per cui questo tipo di tumore insorge soprattutto nei maschi ed è associato all’esposizione all’amianto, parliamo dell’80% dei casi rilevati dalla ricerca italiana citata.

L’esposizione all’amianto sarebbe, infatti, individuata come causa di infiammazione pleurica prolungata, producendo radicali liberi e interferendo con la mitosi sarebbe causa ancora di attivazione di proto-oncogeni.

Questo tipo di patologia ha una lunga latenza, parliamo di un periodo di almeno 10 anni, quindi, dall’inalazione delle fibre alla comparsa dei primi sintomi si rileva per la maggioranza dei casi, una richiesta di intervento tardiva, e quindi, quando la malattia è in stadio avanzato.

Le attuazioni terapeutiche sono limitate e il mesotelioma pleurico rimane una malattia con prognosi sfavorevole, incurabile.

Quando si parla di questa situazione clinica estremamente critica, parliamo di un intervento multidisciplinare che prenda in considerazione istologia, stadiazione, età, comorbidità.

Nuovi progressi

Alcuni recenti rapporti indicano un trend in miglioramento riguardo alla sopravvivenza dei pazienti, da un anno a tre anni, con una variazione in percentuale che passa dal 38% al 40%.

Chirurgia e immunoterapia

La chirurgia radicale per la patologia è stata proposta con approcci multimodali, che la combinano con altri trattamenti come la chemioterapia, la radioterapia e l’immunoterapia. 

Nel dettaglio, l’immunoterapia emerge come possibile strategia terapeutica per il mesotelioma pleurico, ed è considerata oggi il trattamento più efficace.

E’ stata approvata dalla Food and Drug Administration come regime di prima linea per i pazienti con mesotelioma pleurico in stadio avanzato.

La ricerca attuale sul mesotelioma pleurico

L’attuale ricerca si è concentrata sui biomarcatori del cancro ai polmoni suscitando da tempo molto interesse, con tre principali scopi potenziali:

1.  screening nelle persone a rischio (sia esposti all’amianto che familiari in casi di mesotelioma pleurico “geneticamente correlati”); 

2.  migliorare il processo di diagnosi nei pazienti con versamento pleurico o altre anomalie, come l’ispessimento pleurico; 

3.  valutare le risposte al trattamento e la valutazione prognostica. 

L’importanza dello screening

I procedimenti di screening dovrebbero essere test minimamente invasivi ed economici in grado di identificare il tumore tra le popolazioni esposte all’amianto al fine di trattare potenzialmente la malattia nelle fasi iniziali. 

Nonostante sia relativamente invasiva, la toracoscopia medica o chirurgica può consentire la diagnosi e la stadiazione e, allo stesso tempo, offrire trattamenti definitivi per contrastare la recidiva del versamento pleurico maligno.

Ulteriore, e molto interessante branca di ricerca prende in considerazione la potenziale implicazione dei biomarcatori del mesotelioma: è l’identificazione dei bersagli terapeutici.

I biomarcatori candidati possono essere molecole con caratteristiche diverse, come proteine ​​o loro frammenti, acidi nucleici, lipidi e metaboliti. 

Di conseguenza, i metodi per la loro identificazione variano notevolmente.

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