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domenica, Febbraio 25, 2024

Ricerca medica del Mesotelioma: il futuro della terapia

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Mesotelioma: una battaglia difficile

Cercare di affrontare il mesotelioma, neoplasia che continua a mietere vittime tra i quali tanti ex lavoratori e non solo, è una sfida molto ardua. La tempestività di una diagnosi precoce è un aspetto fondamentale per garantire la sopravvivenza di chi ne viene sfortunatamente colpito. Inoltre è necessario affidarsi a centri specializzati nella cura di malattie asbesto correlate.

Come è già noto, non sempre la chirurgia risulta essere la soluzione al problema; tranne che nei casi in cui la malattia risulta ad uno stadio iniziale e nei pazienti con uno stato di salute che potrebbe consentire l’asportazione del cancro.

I nuovi sviluppi nella cura e nel trattamento del Mesotelioma

Negli ultimi anni, si sono registrati notevoli passi in avanti nel trattamento e nella cura del mesotelioma e delle malattie asbesto correlate. Dagli ultimi aggiornamenti nell’ambito di studi nazionali ed internazionali infatti, emerge la sperimentazione di nuovi farmaci e di trattamenti per rallentare la malattia

Obiettivo principale è quello di poter garantire una più lunga sopravvivenza alle persone affette da mesotelioma e asbestosi. I pazienti infatti, fino a pochi anni fa, potevano unicamente contare sulla chemioterapia, non riuscendo sempre ad ottenere i risultati sperati.

L’immunoterapia aumenta la sopravvivenza

 Già nel 2022, come ha recentemente affermato il dott. Pasquale Montilla, in un’intervista per ONA notiziario amianto, l’AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, approvò l’immunoterapia combinata. Essa prevede l’utilizzo di due farmaci che, agendo in modo sinergico hanno come obiettivo quello di distruggere le cellule tumorali. Come dichiarato dal Dr. Montilla: “Il salto di qualità nei trattamenti, che raddoppia la sopravvivenza mediana dei malati di mesotelioma, è stato l’ingresso dell’immunoterapia combinata. L’Aifa ha approvato nel 2022, per pazienti con la forma non epitelioide, la più aggressiva e insensibile di mesotelioma, chemioterapia con due farmaci immunologici: nivolumab e ipilimumab”.

I risultati dopo la somministrazione del nivolumab e dell’ipilimumab furono notevoli. Negli USA molti ricercatori ne hanno dimostrato gli effetti positivi. Si è registrato un aumento dell’aspettativa di vita di oltre il 20% nei pazienti a 5 anni dalla diagnosi. Ad oggi infatti, è il miglior trattamento per pazienti con mesotelioma pleurico non operabile, che costituisce circa il 25% dei casi.

Dunque un cambio di prospettiva quello avvenuto grazie all’immunoterapia, branca dell’oncologia che sfrutta il sistema immunitario per tracciare e riconoscere il tumore. Oltre a riportare notevoli benefici clinici a lungo termine, questa ha apportato dei veri e propri cambiamenti agli standard di cura usati in precedenza.

Le ricerche internazionali

Tra i recenti sviluppi scientifici, è importante citare quelli fatti dal National Cancer Institute degli Stati Uniti, con una ricerca (già in fase II), basata sull’utilizzo di un idrogel contenente microRNA (miRNA).

Queste minuscole particelle, aventi come ruolo imprescindibile quello di bloccare la produzione di proteine, vengono impacchettate e rilasciate all’interno delle cellule, rallentando così la malattia. Dunque anche questo sta a rappresentare un’importante risposta per una terapia efficace contro il mesotelioma.

Farmaci chemioterapici post-intervento: uno studio clinico

Non meno trascurabile, è lo studio nazionale su un nuovo farmaco chiamato Azetomeso. La seguente ricerca, che ha preso omonimo nome, chiama in causa importanti Aziende sanitarie tra cui quella del Dott. Giuliano Isontina. In particolare lo studio si basa su questo nuovo farmaco chiemioterapico, e riguarda per questo unicamente i pazienti già stati sottoposti in precedenza ad intervento chirurgico, nei quali non si rilevano ulteriori residui di malattia. Anche in questo caso, i risultati dimostrato come la somministrazione di questo farmaco aumenti la sopravvivenza di queste persone.

A tal proposito, è opportuno riportare lo studio clinico presente sul sito dell’AIOM (Associazione Italiana Oncologia Medica), a cui stanno aderendo numerosi centri clinici del Nord e Centro Italia, in cui è possibile prendere visione di tutti i criteri di inclusione ed esclusione dei pazienti con mesotelioma pleurico, già in precedenza operato con pleuroctomia/decorticazione.

Questi ultimi, se daranno consenso al trattamento sperimentale con atezolizumab/placebo, potranno sottoporsi ad un periodo di arruolamento di 24 mesi, durante i quali gli verrà somministrata una dose del relativo farmaco ogni 21 giorni per 1 anno o a fine recidiva.

L’obiettivo primario di questo studio va nella direzione di voler valutare sia l’efficacia del farmaco ma principalmente arginare il più prontamente possibile il cancro.

Alla luce degli evidenti risultati scientifici, non ci resta che prendere atto dell’importante contributo della ricerca scientifica, sia italiana che d’oltreoceano, e continuare per questo ad avere fiducia nella medicina e negli studi clinici circa il trattamento del mesotelioma e delle altre malattie asbesto correlate, augurandoci che tutti i futuri progressi, stiano sempre un passo in avanti rispetto alla complessa sfida di combattere queste ardue malattie.

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