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venerdì, Giugno 21, 2024

Matematica e IA per la previsione rischi del terzo millennio

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La matematica moderna e l’intelligenza artificiale alla base delle previsioni dei rischi del terzo millennio. Questa la missione della Kelony, la prima agenzia di quotazione del rischio al mondo. Il suo presidente, Genséric Cantournet, e il Ceo e cofondatrice di Kelony Angela Pietrantoni, che insieme hanno dato vita anche al World Protection Forum, hanno accettato di spiegare meglio all’Ona notiziario “Il Giornale sull’Amianto”, di cosa di tratta e le implicazioni che la conoscenza delle prospettive future possono comportare.

Necessario prevedere i rischi

Iniziamo l’intervista contattando telefonicamente Pietrantoni. Buongiorno, durante il convegno a Roma, del 12 dicembre scorso, organizzato dall’Osservatorio nazionale amianto, fortemente voluto dal presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, durante il quale sono stati presentati gli Stati generali della sostenibilità, ha parlato della necessità di prevedere i rischi in una società che sta cambiando e per la quale non valgono più le vecchie soluzioni. Kelony basa le sue previsioni e scenari su una matematica moderna.

In che ambito è stata applicata questa matematica che supera, come ha detto, la statistica?

Parliamo di matematica per il fatto che viviamo e siamo immersi in un mondo digitale, parola che si sente pronunciare spesso. Il suo significato, transitato attraverso la parola inglese digit, significa numero. Viviamo quindi in un mondo di numeri, ora più che mai. Superando quello che già il genio di Galileo disse più di 400 anni fa, sul fatto che la matematica è il linguaggio della natura, oggi la matematica è di fatto il linguaggio per decifrare il mondo. In un mondo di numeri, per avere chiarezza e controllo su quello che ci circonda, bisogna utilizzare una scienza consona con i numeri, ossia la matematica”.

La statistica utile per lo studio dei dati del passato

“La statistica – ha continuato Pietrantoni – è una branca della matematica, ma è solo una delle circa 3.800 discipline che esistono nel suo ambito, è uno strumento potentissimo, soprattutto devoluto allo studio dei dati del passato. Funziona in certi casi, anacronistica in altri. E soprattutto oggi in un mondo caratterizzato da cambiamenti ampi e repentini, di fenomeni che non si sono mai avverati prima è fondamentale scegliere gli strumenti giusti al problema da risolvere”.

“La matematica è il linguaggio per decifrare il mondo”

Poi è entrata nel vivo delle difficoltà dei nostri tempi: “Oggi le complessità sono tante, pensiamo alle emissioni di CO2, all’inquinamento che respiriamo, ai problemi ESG (Environmental, Social and Governance) la cui regolamentazione è in continua evoluzione, e a cui i diversi Paesi reagiscono in diversi modi. Pensiamo agli innumerevoli problemi legati alle materie prime, alla produzione e all’inflazione. Pensiamo al problema della protezione delle persone. Per risolvere tutti questi problemi noi ci siamo avvalsi di matematica particolarmente avanzata per sviluppare strumenti da mettere a disposizione per tutti per poter navigare in questo mondo.

Abbiamo dovuto superare l’approccio monoculturale delle previsioni fatte con l’uso della statistica per risolvere problemi complessi legati a fenomeni nuovi. A fenomeni che nemmeno in natura rispettano leggi di “distribuzione log normale” (la distribuzione di probabilità di una variabile aleatoria X il cui logaritmo log X segue una distribuzione normale, ndr).

Tecniche statistiche avrebbero quindi portato a previsioni sbagliate. Abbiamo perciò sviluppato una nuova forma di intelligenza artificiale, che si ispira alle neuro scienze. Questa aiuta a comprendere precisamente e in anticipo quale rotta prendere in mezzo alle innumerevoli difficoltà in cui siamo immersi. Ed è proprio questa la richiesta più forte da parte di aziende e Governi. Poter fare diagnosi in tempo reale del problema, avere previsioni di scenari possibili al fine di poter concretamente decidere con la massima consapevolezza per prendere decisioni vincenti. Gli strumenti di IA di nuova generazione che abbiamo sviluppato aiutano a fare proprio questo, capire con precisione e in anticipo su quali scenari puntare”.

Avete detto di aver previsto la pandemia del Covid 19, qualcuno vi ha ascoltato? Come siete poi riusciti ad aiutare la gestione della pandemia?

“Fortunatamente è tutto ampiamente documentato. Già dal mese di ottobre 2019, basandoci su segnali deboli che provenivano dalla Cina, avevamo emesso diversi fenomeni di allerta su quello che sarebbe diventata una pandemia mondiale. Abbiamo lavorato per più mesi alla realizzazione di un modello matematico chiamato Risk -Momentum e regalato tale strumento previsionale sia all’Oms, sia alle autorità sanitarie competenti europee, sia a quelle nazionali.

I modelli da noi proposti differivano da quelli tradizionali che hanno considerato il fenomeno in modo deterministico, cioè un susseguirsi tra causa ed effetto. Il nostro modello, basato su un sistema dinamico di equazioni differenziali ci consentì all’epoca di calcolare già da marzo 2020, agli inizi, l’esatta contagiosità e mortalità di tale fenomeno, mortalità che stimavamo intorno al 4% al massimo, che si rivelò essere la migliore previsione all’epoca sul fenomeno.

Il modello Risk Momentum applicato in Albania

Questa nostra metodologia è stata utilizzata anche da alcuni governi, tra cui, ad esempio, quello dell’Albania. Nonostante la diaspora albanese renda questo un Paese molto esposto, che avrebbe quindi potuto concentrare in sé tantissima quantità di rischio, avendo usato i nostri sistemi previsionali è riuscita a governare la complessità della situazione con un’efficienza documentata migliore di altri ‘più grandi paesi’. A tal punto di aver potuto permettersi il lusso di aver offerto all’Italia un supporto medico operativo, nell’estate successiva. Questo risultato è stato reso possibile grazie ai nostri modelli predittivi”.

Ho letto nel vostro archivio che l’India potrebbe “morire di sete” e che il rischio è più alto di quello di una guerra nucleare. Come le nazioni potrebbero utilizzare queste informazioni? E – scusi la domanda irrispettosa – quanto sono affidabili?

“Nessuna domanda può rivelarsi irrispettosa nell’ambito della scienza che è principalmente fatta di domande. Anche per questo ogni nostro risultato viene registrato, a volte su blockchain, e la nostra algoritmica continuamente perfezionata dalle nostre squadre di lavoro. Partendo da basi solide matematiche e scientifiche ritarano quotidianamente i risultati ottenendo strumenti sempre migliori per capire e decidere.

L’accelerazione dei tempi è un fatto inesorabile e palese a tutti oggi dell’ecosistema nel quale siamo immersi. Globalmente, ma soprattutto sociale, economico e tecnologico. Pertanto l’umanità sarà sempre più confrontata a casi non successi in precedenza. Perché questa accelerazione del cambiamento porterà ad evoluzioni adattative, confrontandosi con casi mai documentati prima.

Le decisioni vincenti coadiuvate da Intelligenze aumentate

La situazione, evolvendo ogni volta, necessita di nuovi strumenti per poter affrontare il processo decisionale con la consapevolezza che vi è un obbligo morale di non sbagliare. In particolare in Paesi le cui scelte interessano un tale ingente numero di persone e coinvolgono l’umanità intera. Il mondo avrà sempre più bisogno di un cambio di paradigma. Per non sbagliare a comprendere esattamente un fenomeno la soluzione è non affidarsi più a tecniche tradizionali. Ma fare uso di strumenti che permettono di comprendere la rivoluzione permanente di oggi. I processi decisionali vincenti saranno sempre più coadiuvati da Intelligenze Aumentate, quali quelle che programmiamo.

Per fare un esempio, ognuno di noi utilizza strumenti di navigazione anche per navigare in una città conosciuta. Il fatto di conoscere la strada per recarsi da qualche parte non ci impedisce di usare un navigatore che ci indica la presenza di traffico o lavori. Questa immagine, che ognuno di noi applica già a se stesso, è quello che gli Stati stanno facendo sempre di più. Affiancarsi ad un co-pilotaggio di previsione per dare la giusta priorità alle azioni da intraprendere. Come ad esempio il fatto di capire che il rischio cardine per l’India è quello della siccità prima di qualunque altro consente, come con l’uso di un GPS, di correggere la traiettoria di una decisione o degli sforzi finanziari da conseguire nei prossimi mesi o anni”.

Quali sono le previsioni future di Kelony? Penso all’ambito sanitario, ambientale, ma anche alla guerra in Europa.

“Le previsioni di Kelony si trovano aggiornate nei documenti prospettici che emettiamo regolarmente, chiamati KELONYSharp-Risk, e che fanno previsioni a due anni. Nel documento prospettico Sharp-Risk 2023-2024 emergono essenzialmente tre tendenze di fondo”.

“Vivremo sempre più pandemie endemiche”

“La prima, come da lei sottolineata, è il fatto che vivremmo sempre di più pandemie endemiche, un susseguirsi e una sovrapposizione di pandemie dovute alla demografia mondiale e ai suoi spostamenti e alle modificazioni profonde che questi spostamenti di ‘masse di cultura’ imprimono agli ecosistemi.

La seconda di pari importanza di portata è rivolta ad un aumento di conflitti, soprattutto sociali, fino alla guerra tra Paesi. A causa di un fenomeno di asimmetria matematica, data dal fatto che, per fare la pace, più parti devono necessariamente raggiungere un accordo, mentre per poter scatenare la guerra, è sufficiente la presenza di uno solo dei player al tavolo. La moltiplicazione dei player istituzionali e non, nei prossimi anni, basti pensare alla finanza decentralizzata, moltiplicherà i conflitti.

La terza tendenza sarà rivelata alla prossima tappa del World Protection Forum alla quale siete invitati”.

Al presidente di Kelony, Genséric Cantournet, abbiamo chiesto invece com’è nato il World protection forum e cosa potrà fare per migliorare la qualità della vita della popolazione mondiale. Questa la sua risposta:

“Viviamo in un’epoca in cui crisi economica, energetica-ambientale e sociale confluiscono, contemporaneamente al fatto che se l’Europa al momento non è in guerra, la guerra è in Europa.

Siamo entrati nell’‘era del rischio’, cioè in un momento in cui l’umanità è circondata da rischi, i cui effetti sono crescenti su ogni fronte, dal sociale, al sanitario, all’economico, all’ambientale o al digitale. È quindi di vitale importanza concentrare insieme in modo concreto tutte le iniziative su come proteggere le persone, le aziende e il pianeta in cui viviamo tutti.

A questo scopo, nel 2020 sotto la Presidenza dell’On. Angelo Maria Sanza, è nato il World Protection Forum, da un’idea dei fondatori di Kelony.

Il merito del WPF è stato di riuscire, per la prima volta, a mettere in contatto diversi mondi: istituzionale, aziendale, scientifico, sportivo e culturale, mondi che difficilmente si sarebbero incontrati in un unico Forum. È stato così possibile condividere differenti visioni e metodi in grado di catalizzare tutte le idee e le iniziative concrete per la protezione dell’uomo e degli ecosistemi digitali e naturali”.

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