Mascherine sostenibili e l’impatto ambientale del Covid-19

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Mascherine: alleate nella lotta contro il Covid-19

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Mascherine sostenibili: la nuova emergenza ambientale. I dispositivi di protezione individuale del respiro si sono rivelati la prima arma di difesa contro il coronavirus. Le mascherine sono alleate nella lotta per abbattere l’attuale nemico comune.

Più di un obbligo ministeriale, la mascherina è una garanzia per tutelare la nostra salute e quella dei nostri cari e di chi ci è vicino. Non a caso, evidenze scientifiche hanno dimostrato quanto esse siano uno strumento fondamentale per cercare di limitare i contagi da Covid-19. 

Essere stati soggetti al virus, durante la prima ondata pandemica, o pensare di non indossare la mascherina perché non si percepiscono sintomi allarmanti, è fuorviante. Gli asintomatici, infatti, sono responsabili di gran parte dei contagi.

Ricordarsi di indossare la mascherina in luoghi chiusi o all’aperto è fondamentale. Così come importante è imparare a indossarla nel modo giusto. Fatte queste premesse, va anche detto che non bisogna mai dimenticare, o mettere in secondo piano, la tutela dell’ambiente. La domanda che il cittadino consapevole si pone è “qual è l’impatto delle mascherine sulla natura?”

Mascherine. Attenzione alla sostenibilità ambientale

Quali sono le diverse tipologie di mascherine e qual è il loro impatto ambientale? La risposta è complessa. Innanzitutto è importante ricordare che la tipologia deve essere adeguata al contesto. I dispositivi protettivi in commercio sono molteplici e differenziati.

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La mascherina di tipo Ffp2 ha un grande potere filtrante in ingresso e uscita. Questo prodotto è consigliato per l’utilizzo da parte degli operatori sanitari. Risulta essere utile anche per chi è in una situazione ad alto rischio. Infine, va ricordato che questo tipo di mascherina ha una vita di sette/otto ore.

La mascherina chirurgica è quella di più ampio utilizzo, è facilmente reperibile ed è utile per svolgere attività quotidiane, anche in ambito lavorativo. L’utilizzo è legato alla singola giornata. La sua capacità filtrante è prevalentemente verso l’esterno. Per questo è importante che tutta la comunità si avvalga dei suoi benefici. Un uso scorretto di questo dispositivo può renderlo totalmente inefficace.

Quando si parla di mascherine di stoffa si intendono quelle autoprodotte o commerciali. Questi dispositivi sono lavabili e costituiscono una barriera verso l’esterno. Una importante raccomandazione è quella di optare per l’inserimento di un filtro certificato, acquistabile in farmacia. A seguito del loro uso, le mascherine, devono essere necessariamente lavate.

È evidente quanto, quest’ultima tipologia sia più attenta alle esigenze della natura. Il riciclo e il riutilizzo, infatti, sono alla base della nuova economia circolare che è attenta all’ambiente.

Mascherine sostenibili. I dispositivi di domani

Design e materiali devono essere impegnati sul duplice fronte della prestazione e della riduzione dell’impatto sul territorio. Le soluzioni devono essere compatibili con gli obiettivi europei e nazionali di riduzione dell’inquinamento.

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Tutte le mascherine monouso, tanto quelle chirurgiche quanto le più utili a livello sanitario, sono composte da materiali plastici, come, ad esempio polipropilene o poliestere. L’obiettivo da raggiungere è il filtraggio e l’impermeabilità dei dispositivi.

Come noto, però, i prodotti usa e getta sono nocivi per la salute dell’ambiente. Gli ambientalisti per primi hanno lanciato l’allarme su questo nuovo tipo di inquinamento che ha preso avvio dal principio della pandemia. Già tante organizzazioni denunciano una situazione che potrebbe peggiorare molto celermente. Esito inevitabile è una futura crisi ambientale ed un’esponeziale crescita di rifiuti di plastica delle acque marine e fluviali.

Proprio di inquinamento delle acque si è parlato nella diciassettesima punatata del notiziario ONA News, la TV dell’Osservatorio Nazionale amianto, cui l’avv. Ezio Bonanni è presidente.

La diffusione del coronavirus ha indirizzato tante aziende italiane alla produzione di mascherine. Numerossissime, oggi, sono le imprese che si impegnano a concepire dispositivi protettivi eco-friendly. Le immagini di mascherine abbandonate in strada o in spiaggia iniziano a proliferare. Come contrastare questa tendenza? Ci aiutano la stampa 3D, i nuovi materiali e le nanotecnologie.

(fonti: ministero dell’Ambiente, ministero della Salute)