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domenica, Aprile 14, 2024

Malattia da amianto, risarcito ex operaio comunale

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Un ex operaio del Comune di San Giovanni Teatino (Chieti), ha ottenuto un risarcimento per aver contratto una malattia da amianto. Qualche giorno fa, infatti, il tribunale di Chieti ha condannato il Comune a pagare 14mila euro all’uomo per pachipleurite. Si tratta di un ispessimento della pleura per la quale il lavoratore ha subito una decorticazione, un intervento al polmone.

Malattia da amianto, condannato Comune di San Giovanni Teatino

Per la precisione l’amministrazione comunale dovrà risarcire per la malattia professionale 14.709,78 euro, e pagare anche 5.506,50 euro di spese legali. Secondo il giudice non avrebbe adottato le misure necessarie per scongiurare l’esposizione alle fibre killer.

Mai forniti dispositivi di protezione

Come riporta Chietitoday.it, “il Comune di San Giovanni Teatino – si legge nella sentenza – non ha adottato alcuna misura idonea ad impedire o a ridurre l’esposizione alle polveri contenenti fibre di amianto. Non ha dotato il ricorrente di dispositivi di protezione individuale idonei a ridurre i rischi da inalazione delle suddette polveri. E non ha formato il ricorrente in merito alle precauzioni da adottare per limitare i rischi da contatto con polveri contenenti fibre di amianto, pur essendo consapevole del possibile contatto del ricorrente con tali polveri estremamente nocive per la salute”.

La battaglia dell’Ona

La cancerogenicità dell’amianto si conosce dagli anni ’60, quando ben due studi scientifici lo hanno dimostrato. Ma la sua pericolosità è nota già dai primi del ’900. Eppure le aziende hanno continuato ad utilizzarlo fino al 1992, anno della sua messa al bando per legge. In questi decenni un numero enorme di lavoratori sono stati esposti.

Molti si sono ammalati e tanti non ce l’hanno fatta. Il numero delle vittime, però, continuerà, perché il tempo di latenza tra l’esposizione e la manifestazione della malattia può arrivare anche a 40 – 50 anni. Lo spiega bene il presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, l’avvocato Ezio Bonanni, nella sua ultima pubblicazione: “Il libro bianco delle morti da amianto in Italia – ed. 2022”. E lo dimostrano i casi di mesotelioma che crescono ogni anno e vengono registrati dal VII rapporto ReNaM dell’INAIL. Secondo una stima Ona sono 7mila le vittime dell’amianto ogni anno.

Per risolvere il problema l’unica soluzione è quello di bonificare. Per questo l’Ona ha realizzato anche una App per segnalare i siti contaminati, che purtroppo sono ancora tanti in tutta Italia.

Malattia da amianto, operaio esposto in più situazioni

Anche l’operaio di San Giovanni Teatino era stato esposto all’amianto in più occasioni durante il periodo lavorativo. Il magazzino dove riponevano gli oggetti e lo spogliatoio avevano una copertura in amianto. In alcuni casi installò personalmente tetti in eternit in alcuni edifici. Non fu mai informato dei rischi né dotato di dispositivi di protezione adeguati.

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