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martedì, Settembre 27, 2022

Long Covid, studio australiano: mancata assunzione di calcio

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Da mesi è ormai dimostrato che il Covid può causare stanchezza e malessere anche per varie settimane dopo che il paziente si è negativizzato. Ora alcuni ricercatori australiani hanno comunicato di aver trovato un legame tra il long Covid e l’encefalomielite mialgica o sindrome di fatica cronica (ME/CFS).

A Sydney, come è riportato sull’Ansa, è stato portato avanti il primo studio che identifica biologicamente la sovrapposizione della condizione ME/CFS con il long Covid. La scoperta è dello studio del Centro nazionale di neuroimmunologia e malattie emergenti della Griffith University della Gold Coast, diretto da Sonya Marshall-Gradsnik, ed è stata pubblicata sul Journal of Molecular Medicine.

Long Covid, i recettori non assorbono il calcio

Alla base del malessere ci sarebbe un mancato assorbimento di calcio. Il long Covid danneggerebbe i recettori dell’assorbimento che si trovano in ogni cellula del corpo, che non sarebbero più in grado di svolgere al meglio la loro funzione.

Gli scienziati studiano da anni la sindrome di fatica cronica, ma si sono concentrati sul long Covid dopo aver notato somiglianze fra le due malattie. L’Australia ha registrato quasi 10 milioni di casi di Covid-19 dall’inizio della pandemia, di cui il 5% ha sofferto anche di long Covid.

Il prossimo passo è quello di sviluppare uno screening test ad alto rendimento per consentire diagnosi rapide. Questo permetterebbe ai pazienti di tenersi sotto controllo e arginare i problemi che questa malattia porta con sé.

Un altro tassello nello studio di questa pandemia che ha cambiato radicalmente le nostre abitudini e ha causato tanti casi anche si depressione e stress.

La sindrome da fatica cronica

La sindrome da fatica cronica o Encefalomielite Mialgica (CFS/ME) è una patologia caratterizzata dalla presenza di stanchezza profonda spesso inspiegabile. Si tratta di una patologia debilitante in grado di influenzare le normali attività giornaliere.

Tra i sintomi rientrano l’insonnia, la cefalea, dolori muscolari ed articolari, mal di gola ricorrenti e problemi nella concentrazione e nella memoria. L’intensità ed il tipo di sintomi possono variare da persona a persona e anche in giorni diversi, anche se in genere corrispondono ad estremo senso di stanchezza che perdura per almeno 6 mesi.

In alcuni casi, o in alcuni giorni, i sintomi possono essere lievi e possono consentire l’esecuzione delle normali attività giornaliere. In altri, invece, i pazienti possono avere difficoltà anche ad alzarsi dal letto. La sensazione di spossatezza non migliora con il riposo e peggiora anche con il lavoro intellettuale.

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