L’ONA sul caso della ragazza italo-egiziana uccisa a Nottingham

Bulli assassini. Speriamo nella giustizia.

Diventa sempre più aperta l’indignazione della comunità italo egiziana, e italiana tutta,  per la notizia del decesso della giovane Mariam Moustafa, la diciottenne italo egiziana nata e cresciuta ad Ostia e deceduta il 14 marzo dopo l’aggressione subita da un gruppo ragazze lo scorso 20 febbraio, a Nottingham, in Inghilterra, dove viveva. La giovane vittima era stata già aggredita per tre volte in circostanze diverse, ma analoghe, ricoverata e dimessa, sino al pestaggio definitivo avvenuto alla fermata del bus all’esterno del Victoria Centre, in Parliament Street.

Era la vittima predestinata di una gang di bulle, forse perché di origine egiziana, e forse anche perché era nata e vissuta in Italia; ciò nonostante i tabloid e la stampa inglese prendono le distanze ed escludono finora l’ipotesi di un crimine di matrice razziale.

La civile Inghilterra che pretendere di diffondere il suo verbo nell’intero globo, tanto da imporne anche la sua lingua, rimane quasi muta di fronte ad un crimine spietato, che vede coinvolti anche medici negligenti e autorità incapaci di proteggere la salute e l’incolumità di questa giovane ragazza, strappata alla vita all’età di 18 anni.

L’ONA, Onlus che si pone al fianco dei cittadini per la difesa di tutti i loro diritti, non solo quelli che concernono la tutela della salute e dell’ambiente, crede che le Istituzioni italiane, mute, cieche e sorde, e animate da omuncoli interessati solo alle loro poltrone e ai loro vitalizi, debbano chiedere piena luce, anche sulle responsabilità della polizia inglese, su quello che è accaduto.

Il triste episodio ci coinvolge in prima linea e non possiamo non rivolgere un pensiero di solidarietà per la famiglia, in particolare per il padre e la madre che negli anni hanno fatto numerosi sacrifici per tirare su questa ragazza, in uno dei quartieri più difficili di Roma, quello di Ostia, per poi trasferirsi in Inghilterra ed assicurare alle figlie un futuro prospero, certamente non ottenibile attualmente in Italia.

Oggi negli uffici della procura di Roma si terrà un vertice per fare il punto sulle indagini legate alla morte della ragazza, ma ci chiediamo quale posizione prenderà il Ministro degli Esteri italiano Angelino Alfano. Lui che non si è sottoposto al giudizio del voto popolare ed è scappato di fronte alle urne, forse perché probabilmente, il suo risultato elettorale sarebbe stato da prefisso telefonico. Pertanto, lo invitiamo a trovare il coraggio, almeno in questa occasione, di lottare per ottenere chiarezza e giustizia.

Questa ragazza, come tanti connazionali sparsi in ogni angolo del mondo, ha pagato anche l’incapacità dello Stato Italiano di trattenere i giovani, di dare loro un lavoro dignitoso e una speranza per il futuro. Non servono i redditi di cittadinanza, né la demagogia politica di chi specula sulla sofferenza, ma è necessario dare ai giovani un lavoro dignitoso, perché siano veramente liberi e indipendenti. Siamo convinti che un reddito di cittadinanza sia la misura di schiavitù del politico di turno e, soprattutto, una forma che ne calpesta la dignità e la professionalità.

L’Osservatorio Nazionale Amianto partecipa al dolore, unanime, per il vile assassinio della giovane italo egiziana Miriam Moustafa e, nel caso di opacità delle autorità britanniche, preannuncia un’azione di protesta sotto l’ambasciata inglese in Italia per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di avere un corpus istituzionale attivo e vigile sulla tutela dei nostri connazionali nel mondo.

 

Leave a Comment

Your email address will not be published.

ONA Notiziario Amianto