L’ONA e le istituzioni.

Di amianto si muore ancora e si continuerà a morire nei prossimi decenni, a causa del lungo periodo di latenza dell’agente killer, (la cui produzione è stata vietata con la legge n. 257 del 12 marzo 1992).  Si prevede infatti che gli effetti a lungo termine delle esposizioni alle fibre di amianto degli anni ’60-’70 raggiungeranno il picco massimo nei prossimi 5/10 anni.

Visto l’elevato tasso di mortalità per patologie asbesto-correlate, si rende necessario un intervento tempestivo ed efficace da parte di tutte le Istituzioni politiche, affinché vengano varati dei provvedimenti di urgenza ed attuate le bonifiche nei siti contaminati.

Qualche dato

In Italia i dati sulla mortalità sono inquietanti e sottostimati.

Nel nostro Paese l’amianto è stato utilizzato in maniera indiscriminata ed è entrato nella composizione di oltre 3.000 prodotti di uso molto comune e a diretto impatto con la popolazione, come: cartoni, mastici, sigillanti, corde e tessuti, ma anche per la costruzione di tramezzi, tetti, tubi, condutture e serbatoi di acqua potabile, pannelli e lastre per coperture, compound (masse) per la protezione antincendio e l’isolamento termico, intercapedini e stucchi per abitazioni e strutture pubbliche, quali asili, scuole, uffici, ospedali, caserme. Ma ha trovato impiego anche nella cantieristica navale, in campo aeronautico, in ambito ferroviario, come nell’industria automobilistica, dove è stato utilizzato nelle vernici, nelle pastiglie dei freni, nelle frizioni e nelle guarnizioni, in virtù della sua elevata resistenza termica e chimica.

L’amianto, sì è dimostrato essere un materiale estremamente versatile, a basso costo, con estese e svariate applicazioni industriali, poiché migliorava la resistenza degli elementi strutturali, assicurava l’isolamento termico ed acustico e proteggeva contro i rischi di incendio. E che dire del famigerato “eternit”, un impasto di amianto-cemento, venduto a prezzo concorrenziale, presente ovunque, nei centri abitati, nelle campagne e sui tetti dei capannoni delle zone industriali. Appare del tutto evidente che in nome del progresso e del profitto, ovvero, di quel “dio denaro” che offusca le menti degli uomini, sono stati anteposti interessi pubblici e privati alla Sacralità della Vita.

I signori dell’amianto hanno prodotto ricchezza a basso costo, senza porsi alcuno scrupolo su quelle che sarebbero state le conseguenze per la salute delle persone e le gravi ripercussioni sull’ambiente in cui esse vivono. Nulla è stato fatto per impedire una strage di innocenti che agli occhi del mondo è tuttora in corso. Ma torniamo alla legge 257/92 che emanata senza tener conto di quanto già dichiarato dalla scienza si presenta lacunosa, perché di fatto non impone le bonifiche e fissa un limite soglia di 100 f./l. per uno dei cancerogeni più letali del pianeta, nonostante è indubbio che l’unica fibra di amianto non pericolosa per la salute dell’uomo è quella che non respiriamo.

La situazione oggi in Italia

I dati parlano chiaro, per cui è evidente che la situazione è a dir poco drammatica. Lo Stato italiano, ben 25 anni fa ha messo al bando l’amianto, con la Legge 27 marzo 1992, n. 257 (pubblicata sul Supplemento Ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 87 del 13 aprile 1992 ed aggiornata con le modifiche apportate dalla legge 24 aprile 1998, n. 128, della legge 9 dicembre 1998, n. 426, dal decreto-legge 5 giugno 1993, n. 169 e dal decreto-legge 1 ottobre 1996, n. 510), che disciplina la realizzazione di misure di decontaminazione e di bonifica delle aree interessate dall’inquinamento da amianto, ma pur avendo stabilito il divieto di estrazione, importazione, esportazione, commercializzazione e produzione di amianto, di prodotti di amianto o di prodotti contenenti amianto, non impone un obbligo indiscriminato di rimozione e smaltimento dei materiali già esistenti contenenti il cancerogeno, salvo che lo stato di manutenzione del medesimo ne renda evidente l’opportunità di rendere necessaria la rimozione. Peraltro, “l’obbligo di smaltimento dei materiali contenenti amianto deriva dal pericolo di dispersione delle relative fibre dovuto ad un cattivo stato di conservazione della sostanza o ad interventi di manutenzione” (vedi anche sentenza n. 6722/2010 T.A.R. Toscana, e sentenza T.A.R. Campania, Napoli, sez. V, 7 giugno 2006, n. 6786).

Nel nostro Paese vi sono ancora 42.000 siti contaminati, che si aggiungono a più di 1.000.000 di micrositi e 40.000.000 di tonnellate contenenti amianto e purtroppo il fenomeno epidemico ha raggiunto circa 6.000 morti l’anno per patologie asbesto correlate, con un costante aumento dei casi di mesotelioma, mentre in tutto il resto delle nazioni civilizzate risultano in diminuzione. Ma la cosa più sconcertante è che in Italia sono 2.400 le scuole, stima per difetto, dove è stata riscontrata la presenza di amianto e risultano quotidianamente esposti al cancerogeno circa 350.000 tra studenti, docenti e personale scolastico. Sulla base delle conoscenze scientifiche, non possiamo non manifestare la legittima preoccupazione che quanto evidenziato, possa in realtà generare i nuovi “zombi”. I bambini sono indifesi e spetta a noi tutelarli ed anche in questa drammatica realtà sono in assoluto i soggetti più fragili e se esposti al cancerogeno nella fase dell’accrescimento, svilupperanno le malattie da amianto in giovane età. Lo Stato, non può non tener conto di una realtà dei fatti, tanto comprovata, quanto inoppugnabile, per cui occorre agire senza ulteriore ritardo, attuando tutto quanto è necessario a garantire una scuola sicura, senza amianto, senza cancro. L’ istruzione obbligatoria, impartita per almeno 10 anni, si realizza secondo le disposizioni indicate all’articolo 1, comma 622, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, per cui è evidente che la scuola, a partire da quella della prima infanzia, ha il compito di costruire il futuro dei nostri figli, che debbono adempiere all’obbligo scolastico, quale “diritto-dovere”, in un contesto di assoluta sicurezza e serenità, dove sia garantito ogni altro diritto, compreso quello alla Salute (art. 32 Cost.). L’art. 32 primo comma della Costituzione della Repubblica Italiana (prima fonte del diritto) demanda alla Repubblica la tutela della salute, quale “Fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. La nostra Costituzione è stata la prima fra quelle Europee a dedicare espressa protezione al diritto alla salute che come gli altri diritti umani, non ha bisogno di essere positivamente fondato dall’ordinamento, ma deve essere solamente “riconosciuto”, tanto più se si considera che il godimento di una condizione di salute è la precondizione per realizzare molti degli altri diritti costituzionalmente garantiti. È necessario scongiurare il rischio morbigeno per esposizione all’amianto nelle scuole, attraverso la mappatura e le verifiche interne ed esterne degli edifici, così da escluderne la presenza, e qualora presente, in qualsiasi matrice, forma e quantità, è fondamentale attuare con urgenza le bonifiche, in modo da garantire la tutela della salute di alunni e docenti, oltre ad assicurare la salubrità dell’ambiente in cui si svolgono le lezioni e le attività quotidiane.

La Suprema Corte di Cassazione IV Sezione Penale, con Sentenza n° 42128 del 12/11/2008 afferma che “l’amianto ha un ruolo altamente privilegiato nell’innesco del processo cancerogenetico tali fibre hanno un privilegiato ruolo causale, sulla base di affidabili acquisizioni scientifiche, perché particolarmente sottili e quindi dotate di elevata capacità di penetrazione nei tessuti, la quantità e la durata dell’esposizione sono irrilevanti”.

Proposte e strategie ONA (Osservatorio Nazionale Amianto) alle Istituzioni

1) Prevenzione primaria: bonifica degli edifici pubblici e privati e dei siti industriali contaminati da amianto, al fine di evitare ulteriori contaminazioni.

2) Prevenzione secondaria: Istituzione di un centro ricerca ed elaborazione dati e creazione di uno sportello per la ricerca scientifica, la diagnosi precoce e la terapia per le patologie asbesto correlate. Istituzione di un registro delle vittime e monitoraggio delle condizioni di salute degli esposti. I malati dovranno ottenere visite e cure gratuite! Rilevazione di tutte le patologie asbesto correlate e relativa loro sinergia con gli altri agenti cancerogeni.

3) Prevenzione terziaria: Prepensionamento dei lavoratori ammalati di patologie asbesto correlate. Costituzione di una rendita di prepensionamento e fondo vittime dell’amianto per i lavoratori che si sono ammalati a causa dell’agente patogeno. Risarcimento danni per le vittime, riconoscimento vittime del dovere. Apertura di ulteriori sportelli ONA di assistenza per ottenere il prepensionamento e l’accredito delle prestazioni INPS e INAIL.

4) Formazione e informazione: Si rende necessario sensibilizzare Enti, Istituzioni e cittadini circa il rischio amianto, attraverso la costituzione di comitati e corsi che intensifichino i temi relativi all’educazione ambientale. La materia dovrà essere dibattuta in maniera capillare anche e soprattutto nelle scuole.

Per evitare che il tema amianto passi in secondo piano, ONA si propone di intensificare il rapporto con le istituzioni politiche, attraverso periodici confronti in cui verranno forniti dati aggiornati e dibattute le questioni di più spinosa impellenza.

Il nuovo portavoce del presidente per i rapporti con le istituzioni.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha conferito l’incarico di portavoce del presidente per i rapporti con le istituzioni alla Dott.ssa Simona Mazza.

Breve Presentazione

Simona Mazza è nata il 30-04-1971 a Noto (Sr).

Indirizzo mail: simonamazzacertelli@gmail.com

cell: 388/3271234

Studi e formazione professionale

1990- Consegue il diploma di maturità classica presso il liceo Classico A.Manzoni di Avola (Sr)

1990-1993  Diploma di Laurea presso l’Accademia Internazionale di Moda e Storia del Costume Koefia, Roma.

Per 3 anni ha collaborato con la storica giornalista di moda Mary Giacchino, come ufficio stampa per l’Alta Moda romana.

1993 Grazie ad un concorsi di moda si trasferisce a Los Angeles dove consegue un Master in “ownership & control” presso l’Fidm (Fashion Institute of design & Merchandising).

Esperienze lavorative

1994 Fonda l’atelier di alto pret-a-porter “Ballbek”, occupandosi dell’ufficio stampa e pubbliche relazioni.

1998 A seguito della chiusura di tale attività, continuerà a lavorare come stilista presso la casa di moda Valentino e poi come store manager presso le boutique Fendi e Max Mara.

Dal 2003 lavora come Capo Settore presso l’ipermercato Panorama.

Attività giornalistica

Dal 2010 scrive di inchieste su diversi quotidiani online.

I temi trattati sono: mafia, politica, massoneria e amianto, oltre a casi di persone scomparse tra cui Emanuela Orlandi e Angela Celentano.

E’ autrice di 3 libri: un romanzo storico “Carta Carbone” e due libri di inchiesta.

Invitata a partecipare fuori concorso al Premio Bancarella per il libro “Dai Memoriali di Vincenzo Calcara: le 5 Entità rivelate a Paolo Borsellino” (libro scritto con l’aiuto e la supervisione del figlio e del fratello di Paolo Borsellino) dall’allora sottosegretario alla giustizia Cosimo Ferri, ha proseguito con una libro-inchiesta titolato “La Mafioneria è uno Stato perfetto”.

Per aver svelato storie legate alla Massoneria e Mafia e relative dinamiche, l’autrice ha subito minacce di morte ed è stata costretta a rimuovere un capitolo.

Per le reiterate minacce le è stato proposto un programma di protezione, da lei rifiutato.

Politica e rapporti con le Istituzioni

Ha collaborato fino al 2015 con il Municipio XIII portando avanti temi sociali quali: il contrasto al gioco d’azzardo e ludopatia; bullismo; stalking; difesa delle donne vittime di violenza e altre tematiche legate alla legalità.

Dal 2016 collabora con il Senatore Lello Ciampolillo (M5s), con il quale sta realizzando un canale legato all’alimentazione Vegan e alla legalizzazione della Cannabis, soprattutto in ambito medico.

Hobbies ed interessi

La Dottoressa canta e scrive testi musicali, pratica diversi sport ed è appassionata di lingue (parla correttamente inglese, francese e spagnolo e studia portoghese, tedesco, russo e giapponese).

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