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sabato, Giugno 15, 2024

Lombardia libera dall’amianto in 7 anni

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In 7 anni la Lombardia potrebbe terminare le bonifiche delle coperture in amianto. Un traguardo che la porta ad essere la seconda regione d’Italia per numero di rimozione e smaltimenti, ma che pone comunque alcune questioni.

L’ottima notizia, per la salute dei cittadini e per l’ambiente, è stata data dall’assessore all’Ambiente Raffaele Cattaneo a Ricicla.tv. Si tratta di uno dei pochi territori della Penisola in cui la messa al bando dell’asbesto ha portato anche all’impegno di eliminare il materiale killer dai luoghi pubblici e dalle abitazioni private. Meglio della Lombardia ha fatto soltanto il Friuli Venezia Giulia.

Lombardia, bonifiche terminate in meno di 40 anni

La Legge per la messa al bando dell’amianto è del 1992. In meno di 40 anni l’obiettivo è stato raggiunto. Lo stesso non si può dire per le altre zone d’Italia. Una stima ha calcolato, infatti, che con questo numero di ditte specializzate necessarie alle bonifiche, se si iniziasse oggi a pieno ritmo, ci vorrebbero ancora 80 anni per liberare l’ambiente che ci circonda.

Come spiega bene il presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, l’avvocato Ezio Bonanni, ne “Il Libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”, l’amianto è altamente cancerogeno. Basti pensare questo minerale causa il 78% dei tumori professionali in Europa. Le fibre di asbesto causano, infatti, il mesotelioma, ma anche il cancro al polmone, alla faringe, alla laringe, alle ovaie e al colon. Oltre a diverse altre patologie asbesto correlate.

Nonostante la pericolosità di questo minerale si conoscesse già dai primi del ’900 e fu dimostrata negli anni ’40, le aziende continuarono ad utilizzarlo per le sue caratteristiche (resistente, ignifugo, fonoassorbente). Intanto gli operai continuavano ad ammalarsi e a morire. In Italia la Legge 257 lo mise al bando soltanto nel 1992.

Nella norma manca, però, l’obbligo a rimuovere e smaltire l’amianto, se non nei casi in cui sia gravemente deteriorato (e quindi più pericoloso). Questo ha rallentato le bonifiche per decenni e soltanto adesso che i casi di mesotelioma continuano ad aumentare (a causa della lunga latenza tra l’esposizione e la malattia), qualcosa si sta finalmente muovendo.

Bonifiche amianto, differenze tra Regioni

Non solo, ha anche contribuito ad aumentare il divario fra le varie regioni d’Italia. Tra quelle più virtuose che lavorano per tutelare la salute dei cittadini e quelle che invece sono rimaste indietro in questo senso.

In Lombardia restano da rimuovere circa 35 km quadrati di coperture in amianto: 1,18 milioni di metri cubi. Quindici anni fa erano 2,8, più del doppio. La sfida è ancora importante, ma ora le bonifiche vanno avanti a velocità molto superiore.

Della differenza tra regioni ci si rende conto facendo il confronto con due regioni che hanno un numero di abitanti simile. In Lazio e Campania sono stati smaltiti, nel 2020, rispettivamente 9mila e 4mila tonnellate di rifiuti contenenti amianto. In Lombardia, nello stesso anno, 65mila. Il Friuli Venezia Giulia è riuscita a fare meglio: 158mila tonnellate.

Lombardia, 2 impianti di smaltimento a disposizione

Uno dei motivi per cui le bonifiche sono andate avanti è la disponibilità di impianti di smaltimento. Sia la Lombardia che il Friuli Venezia Giulia ne hanno a disposizione 2 per ogni regione. Probabilmente in Lombardia servirà una nuova discarica per conferire adeguatamente tutto l’amianto ancora da rimuovere.

Quello che preoccupa di più, però, sono i costi per il rifacimento di tutte le coperture realizzate in eternit. Se non mancheranno le somme per le bonifiche per il resto la questione sarà più complessa. La Regione ha stanziato e continuerà a stanziare fondi per le rimozioni, ma per il rifacimento dei tetti non ci sono abbastanza risorse.

Un problema che porta molti privati a non bonificare puttosto che sostenere spese troppo onerose. Intanto L’Ona continua a contribuire alla mappatura con l’App con la quale è possibile segnalare i siti contaminati.

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