La Spezia, nuovi casi di malati di amianto tra i marinai: l’ONA torna a chiedere alla marina militare di risarcire le vittime Affollata assemblea dell’ONA

Sabato 08.04.2017 ore 15.30 – Sala Multimediale Tele Liguria Sud (Piazzale Giovanni XXIII)

 

Sembra un bollettino di guerra il resoconto della conferenza/assemblea pubblica dal titolo Amianto nella Marina Militare: arsenali, navi, aerei ed elicotteri, organizzata dall’Osservatorio Nazionale Amianto, associazione rappresentativa dei lavoratori e cittadini  esposti e vittime dell’amianto, nel corso della quale sono intervenuti l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto – ONA ONLUS; Antonella Franchi, Coordinamento Nazionale ONA Onlus; Laura Ruocco, Assessore alla Sostenibilità Ambientale del Comune di La Spezia e Natalia Giuliani, Ufficio Legale ONA, alla quale ha altresì partecipato anche la Marina Militare, con il Capitano di Fregata Alessandro Cutugno, delegato dell’Ammiraglio Giorgio Lazio (comandante del Comando Marittimo Nord).

“Dobbiamo purtroppo registrare nuovi casi di patologie asbesto-correlate, per effetto delle testimonianze delle vittime e dei familiari, intervenuti numerosi nel corso dell’assemblea pubblica di La Spezia – dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto -. Purtroppo l’epidemia di queste malattie è ancora in corso. Tra i nostri obiettivi principali vi è quello della prevenzione primaria, che si realizza con la diffusione della cultura del rischio zero, esteso a tutti gli agenti patogeni e cancerogeni, oltre che all’amianto, che è un killer silenzioso che non lascia scampo. La presenza di numerose vittime e familiari ci responsabilizza a dover proseguire e rende più efficace la nostra azione a La Spezia, come a Taranto, da Venezia fino a Gela, in ogni angolo di questa nostra Italia deturpata dalla presenza di amianto, ancora in 40 milioni di tonnellate, che sta provocando migliaia e miglia di morti ogni anno, con un’epidemia che deve essere fermata”.

Durante l’incontro sono stati esposti dati e percentuali a testimonianza dell’emergenza amianto in Liguria e, nel dettaglio nella città di La Spezia: 2.314 mesoteliomi fino al 2011, pari al 10,8% su base nazionale per una popolazione di 1.575.000 pari a circa il 2,5% della popolazione, con un trend a salire dai 42 casi del 1994 fino ai 178 casi del 2006.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha esteso l’invito alla conferenza a tutte le istituzioni regionali e nazionali, ivi compreso il C.O.R. della regione Liguria.

Nell’arco di un paio di mesi, finalmente, verrà pubblicato il sesto volume del Registro Nazionale Mesoteliomi, curato dal Dott. Alessandro Marinaccio con i dati aggiornati al 2015 – ha dichiarato il Dott. Valerio Gennaro del registro Mesoteliomi della Liguria), che per motivi professionali non ha potuto presenziare all’incontro – . Questa è una bella notizia, in quanto permetterà a tutti di disporre di dati aggiornati sul mesotelioma, fermo restando che è importante ricordare che quest’ultimo è si una patologia  associata all’esposizione da amianto, ma si tratta di una patologia rara che rappresenta solo la punta dell’iceberg e non contempla tutte le altre patologie asbesto correlate. Purtroppo, riuscire ad ottenere una completezza dell’incidenza del mesotelioma come delle altre malattie non è semplice, in quanto mancano le possibilità (fisiche e finanziare) per poter procedere. Ma forse manca la volontà politica. I Registri che abbiamo a disposizione sono indietro di anni e tutto questo non è accettabile. La stessa Inail, che in quanto Ente pubblico dovrebbe garantire l’aspetto assicurativo della popolazione spesso si trova a fronteggiare situazioni difficili, a causa della non uniformità dei dati e dei conseguenti riconoscimenti. E’ necessario rafforzare e difendere i registri, regione per regione, garantire dati sempre aggiornati e completi che non si limitino alla mera produzione di percentuali e incidenze ma, che si occupino di descrivere anche le storie personali delle vittime e dei familiari, in tempi utili, in modo tale che tutti possano avere una completa visione di quello che l’amianto, così come altre silenziose cause di malattia, possono provocare, sia per lavoratori che per le alle persone”.

Nel corso dell’assemblea pubblica dell’8.04.2017 sono state rese note una serie di sentenze della Corte di Cassazione dove si rivendica il diritto alla sicurezza ambientale e lavorativa, oltre ad una serie di dati dettagliati e completi relativi ai mesoteliomi e patologie asbesto correlate. A seguito dell’incontro l’Osservatorio Nazionale Amianto invierà un report alla Dott.ssa Laura Ruocco, Assessore alla Sostenibilità Ambientale del Comune di La Spezia.

La Spezia, dal 1994 al 2008, ha fatto registrare 213 mesoteliomi per un popolazione di 91.000 abitanti circa, con un tasso grezzo del 15,54 che la colloca al 15° posto come incidenza in riferimento alla popolazione;

Al 12mo posto per incidenza, figurano Lerici (provincia di La Spezia) con 31 casi per 10.900 abitanti e un tasso grezzo di 18,96 su 100.000, 10 volte di più l’ordinaria incidenza; poi Arcola, con 22 casi per 9.914 abitanti (16° posto) e ancora Vezzano Ligure, 15 mesoteliomi per 7.424 abitanti (17° posto) e poi ancora Sarzana, 25 mesoteliomi per 20.059 abitanti, e così via.

Ben 4 città figurano entro i primi 17 posti e 5 città tra le prime 23 in quella che è la più macabra delle statistiche (il tutto confermato dal Ministero della Salute, nel quaderno n. 15 del maggio-giugno 2012).

Il mesotelioma è solo la punta dell’iceberg, perché l’amianto provoca anche asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici, con complicazioni cardiovascolari e cardiocircolatorie e altri tumori: tumore polmonare; tumore alla laringe e all’ovaio; tumori del tratto gastrointestinale – faringe, stomaco e colon.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha avviato una rilevazione epidemiologica estesa ai casi successivi al 2008, e che riguardano tutte le patologie asbesto-correlate, non solo il mesotelioma.

L’associazione riceve segnalazioni anche in forma anonima, attraverso la piattaforma digitale REPAC ONA (https://onanotiziarioamianto.it/wp/ona/chi-siamo-repac/), in questo modo i cittadini possono collaborare ed essere parte attiva.

Uno dei comparti dove si è verificata l’esposizione è quello della difesa, in particolare nelle installazioni e nelle unità navali della Marina Militare e nei cantieri navali, anche se l’amianto è stato largamente utilizzato in circa 3000 applicazioni in diversi settori merceologici. Dal 1 gennaio 1996 ad aprile 2015 (ossia in 19-20 anni) le malattie asbesto correlate nelle Forze Armate Italiane conosciute dall’Osservatorio Epidemiologico della Difesa sono: 115 nell’Arma dei Carabinieri, 112 nell’esercito, 102 nella Marina Militare e 76 nell’Aeronautica Militare. Per un totale di 405 casi, di cui 211 deceduti e 194 viventi. Affetti da patologie asbesto correlate. I 211 decessi sono così suddivisi: 77 nella Marina Militare, 50 nell’Arma dei Carabinieri, 45 nell’Aeronautica Militare e 39 nell’Esercito.

L’amianto è una delle cause principali di tumore professionale in Italia.
Tra il 1998 e il 2006 l’INAIL ha dovuto risarcire un importo di 152 milioni di euro per i lavoratori danneggiati da Eternit (uno dei produttori più famosi di amianto italiano, mentre miliardi di euro devono essere pagati per risarcire tutte le vittime).

L’occasione dell’assemblea pubblica dell’8 aprile ha permesso di rendere pubblici i risultati delle indagini epidemiologiche circa il numero di casi di patologie asbesto correlate che hanno colpito la provincia e la città di La Spezia e di informare i lavoratori interessati dello stato dei procedimenti già intentati e finalizzati al riconoscimento della qualità di vittime del dovere del personale civile e militare che ha contratto patologie asbesto correlate in ragione delle attività di servizio, con equiparazione agli effetti della liquidazione delle prestazioni previdenziali, alle vittime del terrorismo, anche alla luce della sentenza del Tribunale di Cagliari, Sezione lavoro, n. 917/2016, i cui principi sono stati recentemente confermati dalle Sezioni Unite con la sentenza n. 7761/2017.

L’ONA ha quindi acconsentito alle richieste di celebrare una conferenza di aggiornamento, rispetto agli eventi che l’associazione ha già organizzato nella città di Sarzana e di La Spezia negli anni scorsi.

Punti della conferenza:

  • problematiche relative all’esposizione professionale a polveri e fibre di amianto del personale militare e civile della Marina, e nei cantieri navali e del personale della navigazione aerea, per permettere agli aventi diritto, oltre alla prevenzione primaria e secondaria,
  • riconoscimento dei diritti (prepensionamento, riconoscimento delle prestazioni quali vittime del dovere con equiparazione alle vittime del terrorismo, risarcimento dei danni, anche di quelli subiti dai familiari).

Roma, 08.04.2017

Ufficio Stampa ONA Onlus

 

 

Per qualsiasi chiarimento si potrà contattare l’Ufficio Stampa ONA – Dott.ssa Fabrizia Nardecchia – al n. 392/7462313.

Per vedere la diretta live della conferenza:

https://www.facebook.com/ezio.bonanni.5

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