LA COP DI PAPA FRANCESCO

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COPIeri, la venticinquesima convenzione mondiale sul clima, la COP 25 di Madrid, è stata caratterizzata da un illuminante intervento di Papa Francesco che, dicendo pane al pane e vino al vino, in un messaggio al Ministro per l’Ambiente del Cile, Carolina Schmidt, Presidente della Conferenza ed alle delegazioni partecipanti, ha sottolineato: “Dobbiamo chiederci seriamente se c’è la volontà politica di agire contro i cambiamenti climatici con onestà, responsabilità e coraggio, con più risorse umane, finanziarie e tecnologiche”.

Ecco, anziché vetrina delle vanità o ribalta per i negazionisti di turno, questo scandire dell’inesorabile degrado ambientale del Pianeta, iniziato nel 1995 a Berlino, dovrebbe trasformarsi in una mobilitazione permanente con adeguate risorse, anche formali, capacità d’intervento e d’interdizione contro i crimini ambientali.

Purtroppo, dopo l’impennata storica con il Protocollo di Kioto nel 1997, la concezione usuraria dei nuovi colonialisti , degli speculatori senza remore che si arricchiscono, sfruttando e distruggendo risorse ambientali, ha attivato ogni forma d’impedimento possibile per le procedure di salvaguardia sottoscritte, come anche dopo l’apparente ripresa di coscienza con COP 21 a Parigi nel 2015, quando le stragi dei terroristi dell’ISIS nella sede di Charlie Hebdo e al Teatro Bataclan, a gennaio e a novembre, avevano creato un’atmosfera davvero particolare.

DI COP IN COP, VENTICINQUE ANNI DI INUTILI MINUETTI?

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Adesso, oltre l’esternazione realistica del Papa, possiamo registrare l’installazione “Pollution pods” di Michael Pinsky, le cupole geodetiche, che ricreano i livelli di smog registrati nelle capitali del mondo, ma che ricordano curiosamente altro.

Oggi, dopo il viaggio green in mare sino a Lisbona, arriva via ferrovia nella Capitale iberica la vera star dell’universo ambientalista, la giovane Greta Thunberg, che non mancherà di dire la sua in modo forte, ma comunque con effetto didascalico.

Ecco, dunque, che qualcuno deve o dovrà pur mettere mano alle regole di un gioco che rischia di divenire non soltanto inutile, ma pure perverso e pericoloso, perché il tempo perso adesso equivale ad una aggressione.

Quel che doveva valutare e dire la collettività scientifica è ormai un dato acquisito, estremamente allarmante; quel che avrebbe dovuto decidere senza indugi la politica è invece rimasto un auspicio…

NUOVA NATO PER LA DIFESA AMBIENTALE

Per esempio, non sarebbe il caso di finirla con vecchi costosi e pretestuosi arnesi – come la NATO ed altre vecchie antistoriche consorterie del genere – destinati ad alimentare le spese per gli armamenti e quindi rivedere coalizioni e investimenti in funzione di pace costruttiva, di difesa sì, ma della vita sul Pianeta?

REMEMBER … ANCORA SULLA CONFERENZA DI ANZIO 2015

Ruggero Alcanterini – 6 dicembre 2015 ·

TORNIAMO ALLE QUESTIONI CLIMATICHE ? NON E’ FACILE, CON I TERRORISTI CHE RUBANO LA SCENA MEDIATICA ED E’ GIUSTIFICATO IL SOSPETTO CHE ESISTA UN COMBINATO DISPOSTO, UNA STRATEGIA CHE OFFUSCHI ED ATTENUI GLI ALLARMI DISPERATI DI CHI E’ CONSAPEVOLE DEL PERICOLO ASSOLUTO CHE CORRIAMO TUTTI, NESSUNO ESCLUSO. MA TANT’E’ E ALLORA, RIPRENDIAMO I CONTATTI CON LA REALTA’, CON PARIGI E CON ANZIO, DOVE SI STANNO TIRANDO LE SOMME SUL FUTURO CLIMATICO DEL MEDITERRANEO E DI COP 21, CONTRO L’EFFETTO SERRA GLOBALE. SEMPRE CHE QUALCUNO RIESCA A TRARNE CONSEGUENTI DECISIONI UTILI…

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”

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