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sabato, Dicembre 3, 2022

Intelligenza artificiale misura interventi di rimozione amianto

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L’Inail, grazie all’intelligenza artificiale, ha misurato l’efficacia di alcuni interventi finanziati dall’istituto per migliorare la salute e la sicurezza dei lavoratori. Tra questi anche quelli per la rimozione dell’amianto.

Tra il 2014 e il 2017 con 204 milioni di euro di investimenti gli operatori specializzati hanno eliminato, secondo i dati raccolti, 6,59 milioni di metri quadrati di materiali contenenti asbesto.

L’intelligenza artificiale usa il linguaggio dell’uomo

La Consulenza tecnica accertamento rischi e prevenzione (Contarp) e la Consulenza statistico attuariale (Csa) dell’Istituto hanno curato il nuovo rapporto. Il fine è stato quello di misurare l’efficacia degli interventi finanziati con strumenti che ricorrono all’intelligenza artificiale.

Questi sistemi hanno permesso di estrapolare e analizzare in modo automatico le informazioni contenute nella documentazione in formato cartaceo o pdf inviata all’Inail dalle imprese ammesse al contributo.

Cognitive computing” e “knowledge mining”: i due metodi per estrarre informazioni da dati strutturati e non strutturati. Grazie a questi le macchine apprendono, decodificano, elaborano e usano il linguaggio naturale dell’uomo.

“Il procedimento si è svolto attraverso l’analisi dei singoli progetti – spiegano dall’Inail – secondo uno schema articolato in cinque fasi. Dalla scansione dei documenti all’esportazione dei risultati. Nella fase sperimentale della ricerca, in particolare, i modelli di intelligenza artificiale sono stati applicati ai progetti presentati per il bando Isi 2014. Chiedendo a queste tecnologie di intercettare tutte le variabili legate agli interventi ammessi a finanziamento. Per la rimozione e sostituzione dei materiali contenenti amianto (MCA) nei luoghi di lavoro”.

Una volta conclusa positivamente la prima fase, gli stessi modelli sono stati applicati su tutti i progetti. Con un approccio simile, anche, a quelli di riduzione del rischio da vibrazioni per i bandi Isi dal 2014 al 2017.

Conteggiati anche i beneficiari

Il sistema ha anche conteggiato i beneficiari, che sono stati 63mila. Ha quindi calcolato la distribuzione dei metri quadrati rimossi a livello locale (regionale o provinciale) nei quattro bandi Isi presi in considerazione. Le superfici interessate risentono in buona parte delle somme stanziate per le varie regioni. Fondi direttamente correlati al numero di aziende in esse presenti.

I settori, invece, che più hanno utilizzato i fondi nel 2014 sono stati quelli delle attività manifatturiere e del commercio.

Amianto, il killer silenzioso

L’amianto è un minerale estremamente cancerogeno. Le sue fibre vengono inalate, ma anche ingerite. Possono causare asbestosi, mesotelioma, tumore del polmone e tante altre patologie asbesto correlate.

Le aziende italiane utilizzarono il minerale soprattutto nel dopoguerra, fino agli anni ’80. Era, infatti, facile da estrarre, a basso costo e dotato di caratteristiche che lo rendevano forte e malleabile. Questo nonostante si conoscesse ormai molto bene la sua pericolosità.

Il fenomeno è stato approfondito dall’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, nella sua ultima pubblicazione: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“.

Secondo i dati del VII Rapporto ReNaM dell’Inail, sono 31.572 le vittime causate soltanto dal mesotelioma, registrate dopo la messa al bando del minerale. Le malattie causate dall’amianto hanno, infatti, un periodo di latenza molto lungo. Anche fino a 50 anni e il picco è previsto tra il 2025 e il 2030.

L’Ona da anni è al fianco delle vittime, con l’assistenza legale, ma anche per migliorare la sicurezza dei lavoratori.

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