Il mesotelioma

Intervista al prof. Luciano Mutti, presidente del Gruppo Italiano Mesotelioma

Il mesotelioma, tumore strettamente collegato alle fibre di amianto è una rara forma di cancro ed è molto difficile da curare.

Ma ci sono delle novità che riguardano nuovi approcci per curare o lenire questo tipo di cancro?

Purtroppo questo è un cancro che si conosce poco e improvvisamente le case farmaceutiche grandi (parliamo di case farmaceutiche americane o inglesi, fuori dall’Italia) avendo particolare abbondanza di farmaci nuovi, pensano che un farmaco che ha funzionato su altri tipi di patologie tumorali possa funzionare anche sul mesotelioma che non risponde a niente…”

Non ci sono, quindi, possibilità di guarire dal mesotelioma?

“In realtà qualunque ricerca di base di quel tumore ha ben poche possibilità di successo”.

“Vero è che i meccanismi riconducibili di cancerogenesi di progressione sono variamente suddivisi tra i vari tipi di tumore a seconda della sede ma addirittura tumori della stessa sede o addirittura lo stesso tumore in diversi punti della lesione stessa ha caratteristiche biologiche molto diverse per cui l’eterogeneità del cancro è un dato di fatto”. 

Ma sarebbe azzardato proporre farmaci innovativi agli ammalati di mesotelioma?

“Il problema è che non sappiamo quali sono i meccanismi di base del mesotelioma per cui l’utilizzo di farmaci innovativi è veramente azzardato perché non si sa quali effetti potrebbero avere su questo tipo di tumore”.

Quindi non abbiamo cure per il mesotelioma.

Abbiamo delle ricerche nuove”.

“La mia strategia è proporre alle piccole aziende di sfruttare la nostra ricerca clinica per sviluppare un farmaco che possa curare questo cancro e in questa ottica abbiamo nuovi target che possono essere manipolati”.

“Stiamo migliorando e sviluppando piccole molecole che interagiscono con le proteine che noi vogliamo inibire e siamo al corrente di meccanismi innovativi per i quali disegnare nuove molecole”.

Al momento è vero che il mesotelioma è incurabile?

È un tumore raro e quindi meno frequente perché è un tumore correlato all’amianto”.

È vero che il fatto di ammalarsi o meno dipende anche dal DNA della persona? Perché ci sono persone esposte alle stesse quantità di fibre di amianto e per lo stesso lasso di tempo e alcune si sono ammalate altre invece, fortunatamente, no.

“Si dipende anche da fattori genetici, c’è chi si ammala e chi no”.

Ma ci sono novità nell’ambito della ricerca riguardante la cura del mesotelioma?

Esistono dei geni mutati, la mutazione di questi geni dà delle caratteristiche metaboliche e immunogenetiche a questo tumore che sono uniche. E dal momento che sono così uniche si possono anche disegnare possibilità terapeutiche uniche specifiche per i tumori che hanno questa mutazione, cioè il mesotelioma”.

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