Il far west tra difetto ed eccesso

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Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini già editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”.

Diciamo che non tutti i mali dovrebbero venire per nuocere. Ecco, faccio riferimento all’episodio terribile di Napoli su cui non ho nulla da aggiungere, se non che sarei felice se la macchina del tempo consentisse di recuperare la giovane vita di un quindicenne rapinatore, la serenità di un ventenne carabiniere e l’integrità del Pronto Soccorso, nell’Ospedale Vecchio Pellegrini, vieppiù importante per il riverberare da virus.

Ma posto che l’utopica “Osteria del Tempo perso”, quella dei XXV della Campagna Romana, ineguagliabile compagnia di superlativi girovaghi artisti, si è dissolta dal 1930 con i suoi mitici frequentatori, da Pascarella a Ferrari, da Carlandi a Colemann, a Cambellotti, a Sartorio… e che non è possibile recuperare nemmeno la giovane vita di Mario Cerciello Rega, carabiniere, piuttosto che la libertà degli studenti americani, Finnegan Lee Elder e Christian Gabriel Natale Hjort, accusati di concorso in omicidio , vorrei fare con voi una riflessione.

Dunque, il carabiniere in borghese, ma armato, a Napoli, si è difeso uccidendo un rapinatore con arma finta. Per contro il carabiniere in borghese, ma disarmato, a Roma, ha tentato di difendersi, rimanendo ucciso da una gragnuola di pugnalate vere. Ne consegue dunque che non è il carabiniere, né il malintenzionato a fare la differenza, ma l’arma. Pertanto, se Cerciello Rega fosse stato armato oggi probabilmente sarebbe tra noi, ma possibilmente in tribunale per lesioni procurate ai suoi aggressori. In definitiva, qui bisogna decidere se disarmare le guardie, nel dubbio di un potenziale eccesso di difesa, salvo la licenza non autorizzata, ma tutelata, di agire per i ladri.

Ecco la ipotetica spiegazione del perché quella sera un carabiniere esperto come Cerciello era andato, come il collega, disarmato all’appuntamento con il destino. Ecco perché la nostra sicurezza è e rimarrà relativa, sin tanto ché perdurerà imponderabile ed insostenibile il peso della differenza tra difetto ed eccesso, di difesa naturalmente.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i lavoratori esposti e vittime dell’amianto. Con un pool di tecnici,  l’associazione assiste i cittadini per la risanazione e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, è possibile richiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria). L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. La prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza e migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto a tali benefici.

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