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domenica, Luglio 21, 2024

Maxi risarcimento per operaio Fincantieri: al centro il ruolo della Giustizia

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Stabilito dal Tribunale Civile di Torre Annunziata un risarcimento di 190 mila euro ad un lavoratore della Fincantieri di Castellammare di Stabia esposto ad amianto.

I danni dell’amianto

Il caso in questione riguarda un operaio di Scafati (Salerno), ancora in vita sebbene abbia contratto una patologia per essersi esposto ad amianto sull’ambiente di lavoro. A diagnosi ottenuta infatti il dipendente, si è rivolto all’Avvocato Domenico Carotenuto per ottenere assistenza in merito alle implicazioni legali che tali patologie comportano.

Il legale ha dato un supporto significativo al suo assistito. Si è infatti avvalso dei pareri e delle relazioni medico-legali del Dott. Nicola Maria Giorgio, fondamentali per poter difendere in giudizio i diritti del lavoratore. Dopo un lunga analisi dei documenti in suo possesso circa la posizione del dipendente, i giudici hanno potuto dimostrare con certezza l’imputabilità della malattia all’esposizione ad amianto, avuta dal soggetto sul luogo di lavoro.

Il maxi-risarcimento

Il legale ha affermato che gli aspetti essenziali considerati a sostegno della richiesta di risarcimento, sono stati: la totale omissione da parte del datore di lavoro della presenza di amianto e dei pericoli che ne derivano, la non adozione delle misure preventive per evitare il contatto diretto con il materiale tossico, e dunque l’assenza dei dispositivi di protezione atti a contrastare l’inalazione delle fibre di amianto.

Si è aperto quindi un tavolo di trattativa in sede giudiziaria in cui il lavoratore ha ottenuto un risarcimento che ha previsto compensazioni anche per la moglie e per le figlie: come certificato dall’INAIL, ha ricevuto la cifra complessiva di 190 mila euro, di cui 130 mila per il lavoratore, 20 mila per la moglie e per ciascuna delle figlie.

Giustizia Italiana: nuove prospettive

La decisione emessa dal Tribunale Civile di Torre Annunziata ha reso dunque giustizia al lavoratore. Con una gestione attenta ed imparziale del caso, ha infatti dato un sostegno significativo all’uomo e alla sua famiglia.

L’Avvocato Carotenuto ha tenuto a sottolineare che tale sentenza è una chiara occasione per fare luce sul ruolo fondamentale a cui la Giustizia Italiana deve tendere, ossia garantire la tutela dei diritti dei lavoratori, in particolare quello alla salute, specialmente sui luoghi di lavoro.

Ricordando infatti la L. 257/1992, con la quale il nostro paese mise definitivamente al bando la presenza di amianto responsabile di gravi patologie come il mesotelioma, ancora troppi lavoratori continuano a morire sui posti di lavoro a causa della malsanità degli ambienti. Tale sentenza di risarcimento, ci si augura sia in grado di aprire nuove prospettive in merito alla tutela dei diritti dei lavoratori.

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