Celebriamo insieme la giornata mondiale delle vittime dell’amianto

Giornata mondiale delle vittime dell'amianto Giornata mondiale delle vittime dell'amianto

La giornata mondiale delle vittime dell’amianto

Il 28 aprile è la Giornata mondiale vittime del lavoro e dell’amianto. A causa delle restrizioni dovute all’emergenza COVID-19, quest’anno non vi saranno celebrazioni e cerimonie pubbliche ma non mancherà l’affetto della nostra associazione e delle istituzioni.

Ma questo non scoraggia l’ONA e l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’associazione, nel rendere omaggio a tutte le vittime dell’asbesto che fin troppo spesso tendono a lottare duramente per ottenere giustizia.

Proprio come rimarcato da Presidente ONA, “l’amianto ucciderà ancora per i prossimi 130 anni” e per quanto riguarda le bonifiche, esse “non finiranno prima di 85 anni”. Ma nonstante tutto l’Osservatorio Nazionale Amianto continua a sostenere tutte le vittime asbesto e i loro familiari.

L’ONA infatti è un’associazione che tutela le vittime amianto e alle vittime del dovere, gli appartenenti al comparto di sicurezza, forze armate, che hanno contratto infermità durante l’attività di servizio. 

L’ONA non abbandonerà mai i suoi assistiti e tutti coloro che attendono giustizia, soprattutto oggi nella Giornala mondiale delle vittime dell’amianto e delle vittime del lavoro. Perché l’Osservatorio Nazionale Amianto si schiera oggi e così sarà sempre, dalla parte di tutti i lavoratori in cerca di tutela.

Cosa è realmente accaduto dalla messa al bando dell’amianto?

Sono passati circa 28 anni dalla messa al bando dell’amianto nel nostro Paese. Questo però non ha fermato la strage di lavoratori che esposti a polvere e fibre di asbesto si ammalano di patologie asbesto correlate e perdono la vita.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato in 125milioni i lavoratori esposti all’amianto killer nel mondo e solo in Italia ogni anno sono 6000 persone circa quelle che uccide, 3600 per tumore polmonare, 1800 per mesotelioma e 600 per asbestosi.

Nel 1992 la Legge 257/92 ha vietato l’estrazione, la lavorazione e la commercializzazione dell’amianto. Nonostante questo attualmente in tutto il territorio nazionale vi sono sono ancora 40.000.000 tonnelate di amianto, con 50.000 siti contaminati, cui si aggiungono circa 1.000.000 di micrositi, e una condizione di rischio per tutti i cittadini.

Secondo i dati pubblicati i dati dell’ONA l’amianto nel solo 2017 ha ucciso circa 2.000 persone con il mesotelioma, e poi se si tiene conto anche delle altre patologie, si superano i 6.000 decessi (tumore della laringe, dell’ovaio, della faringe, dello stomaco e del colon retto e quelle fibrotiche – asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici e per complicazioni cardiocircolatorie), e più di 100.000 nel mondo.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto offre servizi di assistenza gratuita a tutte le vittime amianto e i loro famigliari. Chiedere assistenza è semplicissimo, basta compilare il formulario in basso oppure chiamare direttamente il numero verde gratuito.

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