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mercoledì, Settembre 28, 2022

Giornata internazionale sull’Alzheimer: cure non sempre adeguate

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Si celebra oggi la giornata internazionale sull’Alzheimer. Indetta dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), vuole sensibilizzare su una malattia che rappresenta il 60% di tutte le forme di demenza. Nel mondo ne soffrono 40 milioni di persone e 150mila nuovi casi ogni anno soltanto in Italia.

Alzheimer, i primi sintomi da approfondire

Si tratta di una malattia degenerativa che colpisce il cervello e provoca un lento declino delle capacità di memoria, pensiero e ragionamento. I sintomi che qualcosa potrebbe non andare sono diversi, come quello di dimenticare che giorno e che mese sia.

Oppure riporre gli oggetti in posti non usuali, come il ferro da stiro nel frigorifero. E ancora dimenticare nomi e appuntamenti. Scordare di vestirsi prima di uscire e farlo in pigiama, o in accappatoio. Non riuscire più a giocare a carte e abbandonare le attività svolte fino a poco prima.

I risultati della ricerca

L’Alzheimer è una malattia progressiva, nella quale i sintomi di demenza peggiorano gradualmente in un certo numero di anni. La ricerca sta lavorando per ottenere una cura, ma tanti tentativi sono falliti, oggi però c’è una nuova speranza legata ad una molecola.

La nuova molecola che protegge i neuroni contro l’Alzheimer è stata da poco sintetizzata. Può essere somministrata con uno spray nasale e impedisce l’accumulo della proteina beta amiloide, la cui produzione anomala è causa della malattia.

Questo è l’ultimo risultato raggiunto dalla Fondazione Irccs Istituto neurologico Carlo Besta in collaborazione con l’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri.

L’85% dei malati non riceve cure adeguate

Intanto un altro problema affligge i malati di Alzheimer. L’85% degli oltre 55 milioni di persone che nel mondo vivono con una forma di demenza non ricevono cure adeguate dopo la diagnosi.

La grave situazione è emersa dal Rapporto mondiale Alzheimer 2022, intitolato “La vita dopo la diagnosi: trattamento, cura e supporto”. Il documento, redatto in collaborazione con la McGill University di Montreal in Canada, si concentra dunque sulla necessità di potenziare e rendere accessibili i servizi essenziali di trattamento. L’obiettivo è quello di migliorare la qualità della vita dei pazienti.

L’Ona -Osservatorio nazionale amianto invita le persone che ricevono questa diagnosi ad intraprendere un percorso che possa migliorare la loro salute e la qualità della vita. Come per le altre malattie è necessario non lasciarsi abbattere e avere la consapevolezza che la vita non finisce con la scoperta di essere malati.

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