19.7 C
Rome
giovedì, Maggio 23, 2024

Gioielli mortali: quando l’eleganza incontra l’amianto

Letto: 552 volte

Ultimi articoli

I DIAMANTI SONO I MIGLIORI AMICI DELLE DONNE (DAL FILM “GLI UOMINI PREFERISCONO LE BIONDE” CON MARILYN MONROE), MA FORSE NON TUTTI SANNO CHE ALCUNE PIETRE POSSONO NASCONDERE UN SEGRETO TANTO SFOLGORANTE QUANTO SINISTRO: L’AMIANTO, UN’OMBRA TOSSICA CHE NON RISPARMIA NEMMENO IL REGNO DELLA BELLEZZA

Gioielli d’amianto 

La dannosa natura dell’asbesto fu riconosciuta ufficialmente nel 1987 dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (AIRC), che lo classificò come un cancerogeno certo. Ma prima di questa sentenza spietata, l’amianto regnava sovrano, impregnando migliaia di industrie, inclusa quella dei gioielli, con la sua presenza tossica. In che modo?

L’amianto, un minerale naturale presente nelle miniere di tutto il mondo, spesso e volentieri finisce per contaminare alcune rocce preziose durante la loro formazione. Quando le pietre vengono tagliate e modellate, le fibre tossiche possono disperdersi nell’aria. Cosa che rappresenta un rischio per la salute di chi è esposto e anche per l’ambiente.

Sebbene ormai siano noti gli effetti del “killer silente” e, fortunatamente, quasi tutto il pianeta stia vietando l’uso e la commercializzazione del patogeno, possiamo ancora trovarlo in numerosi oggetti d’uso quotidiano. 

In questo articolo ci focalizzeremo sull’industria delle pietre preziose. 

Ebbene, ancora oggi tonnellate di pietre preziose fibrose, molte delle quali contenenti amianto, vengono scambiate quotidianamente sui mercati globali. 

Negli Stati Uniti, gran parte di questa attività viene svolta da club di gemmologi, collezionisti individuali e appassionati. 

La lista degli insospettabili

Alcuni tipi di pietre sono più inclini a contenere questa sostanza tossica rispetto ad altri. L’amianto si annida, ad esempio, nelle tormaline, negli smeraldi, nelle cianiti e persino nei quarzi.

A seguire, l’elenco delle gemme incriminate.

Occhio di tigre

Occhi di gatto

Occhio di falco

Pietra di seta

Pietersite

Binghamita

Yuksporite

Denisovita

Tokkoita

Granato grossolare

Hessonite

Bruxite

Natrolite

Mesolito

Scolecite

Diaspro verde zebrato: un gioiello contenente amianto

Curiosità su alcuni gioielli

Il diaspro zebrato verde si dice possieda il potere di riequilibrare i chakra di chi lo indossa, cioè i centri energetici dove scorre l’energia del nostro corpo. 

Secondo la tradizione indù e buddista, ogni chakra è associato a ben precise aree del corpo e della mente, quindi indossare una gemma specifica per uno dei sette centri può aiutare a ripristinare l’equilibrio e il benessere.

Stesso discorso per l‘amianto crocidolite blu, impiegato nella creazione dell’occhio di tigre.

Nel 2003, i geoscienziati della Pennsylvania State University hanno svelato il mistero dietro la sua formazione. Praticamente, il quarzo si infiltra nelle crepe dell’amianto, creando le caratteristiche venature. Quando poi il ferro, altresì presente, si ossida, esso conferisce delle bellissime striature che vanno dal giallo al marrone.

Gioielli in bachelite 

Alcuni prodotti vintage, realizzati nei primi anni del Novecento, attirano tuttora i collezionisti per la loro forma, design e fascino.

La bachelite ad esempio, è stata prodotta mescolando le pericolose fibre di amianto con componenti sintetici e trucioli di legno, per ottenere maggiore resistenza e colori brillanti dall’aspetto marmorizzato e traslucido. 

Insomma, i colorati gioielli sintetici che abbiamo visto indossare alle nostre madri e nonne, erano fatti di bachelite, il che rappresentava un rischio legato all’amianto, ma fortunatamente solo nel caso in cui i monili si fossero deteriorati.

La produzione di gioielli in bachelite raggiunse il suo apice alla fine degli anni Trenta, fino alla fine del periodo Art Déco. Fu allora che i gioielli conobbero il loro apice, grazie ai pezzi unici realizzati appunto con il mix letale. 

A seguire, una piccola carrellata di gioielli realizzati con il nuovo materiale contenente amianto:

braccialetti

collane

orecchini 

pendenti

braccialetti

spille

fibbie per cinture

forcine per capelli

spille

gemelli

Portagioie in bachelite
Gioielli: portagioie Art Decò realizzato in bachelite

Altri usi della bachelite

L’uso della bachelite ebbe particolarmente successo nell’industria della decorazione, perché poteva essere modellata molto rapidamente ad alte temperature. Cosa che rendeva facile la produzione di articoli identici. Oltre ai gioielli, anche i portagioie erano realizzati in bachelite. 

Purtroppo, quando questi prodotti si usurano, possono rompersi e rilasciare fibre di amianto nell’aria, ma a quanto pare, non tutti erano consapevoli di tali rischi. 

Nello specifico, in passato si tendeva a personalizzare queste deliziose scatole portagioie attraverso l’intaglio a mano o la lucidatura. Pratica oltremodo pericolosa!

A rischiare maggiormente tuttavia erano i gioiellieri.

Categoria a rischio amianto: i gioiellieri 

Questo minerale, una volta rinomato per la sua versatilità, si è rivelato un nemico silenzioso per la categoria, portando a gravi problemi di salute, tra cui il mesotelioma.

Il processo di trasformazione delle pietre preziose in opere d’arte raffinate, coinvolge infatti l’utilizzo di seghe ad alta velocità e attrezzature rotanti abrasive, per dare forma e lucentezza alle gemme. Facile intuire che, durante la lavorazione si potevano liberare nell’aria quantità significative di fibre di questo materiale pericoloso.

Oltre al taglio e alla modellatura delle gemme contenenti amianto, anche la produzione di stampi per saldature poteva essere fonte di esposizione al patogeno. Addirittura, la stessa superficie di saldatura utilizzata per questo lavoro era spesso realizzata in amianto, così come i panni, i guanti o le muffole per proteggersi dalle temperature elevate.

E non è finita qui. Anche chi raccoglieva, maneggiava o trasportava le pietre preziose grezze contenenti amianto era a rischio. 

Piccola curiosità, pare che nelle gioiellerie fossero accantonati secchi di fibre di amianto sotto i banchi di lavoro, dal momento che erano considerati dei preziosi strumenti per la creazione di opere d’arte.

E oggi?

Milioni di gioielli, realizzati con materiali contenenti amianto, sono ancora dispersi in tutto il Pianeta, un’eredità tossica di un’epoca passata.

Fortunatamente, il rischio di potersi ammalare è legato solo al deterioramento dei monili. Dunque, finché restano in una teca, stiamo al sicuro.

Fonti

the William Law Firm

Gem5. (n.d.). Asbestos Gemstones & Minerals.

Asbestos justice

Mesotheliomaguide.com

- Advertisement -spot_img

Numero verde ONA

spot_img

Chiedi assistenza gratuita