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martedì, Agosto 9, 2022

Liberarsi dal gas russo, l’Ue presenta RePowerEu

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Accelerare sulla transizione ecologica con l’obiettivo, anche, di liberarci dalla dipendenza dal gas russo. Ieri la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha presentato il progetto RePowerEu.

In queste settimane uno dei temi più importanti affrontati a Bruxelles è stato quello del caro energia. L’Ue è arrivata alla conclusione che non sarà possibile uscirne prima del 2025, con prezzi alti ancora per tutto il 2022 e poi, un po’ meno ma comunque più della media degli ultimi anni, dal 2023 al 2025.

Problema gas russo, l’Europa punta sulle rinnovabili

E allora è necessario agire con investimenti importanti: 300 miliardi di euro. Circa 72 miliardi di sovvenzioni e 225 miliardi di prestiti. Il piano prevede che l’obiettivo delle rinnovabili passi dal 40 al 45%. Deve salire l’obiettivo di efficienza energetica dal 9 al 13%. Prevede anche, sempre entro il 2030, di raddoppiare la capacità di energia solare fotovoltaica.

“Nel nuovo piano REPowerEU, abbiamo deciso di raddoppiare il nostro obiettivo per il 2030 e di produrre ogni anno 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile nell’Unione europea – ha detto, inoltre, ieri a Varsavia, Ursula von der Leyen –. Inoltre, importeremo altri 10 milioni di tonnellate dall’estero. In questo modo, potremo sostituire fino a 50 miliardi di metri cubi all’anno di gas russo importato”.

I cittadini dovranno ridurre i consumi

RePowerEu chiede agli Stati membri di impegnarsi con un nuovo capitolo nel Pnrr e lo stesso fa con gli stessi cittadini europei che dovranno, per raggiungere gli obiettivi, ridurre i consumi del 5%.

“Possiamo sostituire i combustibili fossili russi – ha spiegato sempre la presidente della Commissione europea – lavorando su tre livelli. Dal lato della domanda, con il risparmio energetico. Dal lato dell’offerta, diversificando le nostre importazioni di energia dai combustibili fossili e accelerando la transizione verso l’energia pulita“.

Dei 300 miliardi di euro annunciati dalla Commissione per REPowerEU, 225 miliardi di euro sono i prestiti Rrf (Dispositivo di ripresa e resilienza), finora non utilizzati dagli Stati membri. Inoltre, la proposta REPowerEU modifica alcuni principi fondamentali dell’attuale Rrf.

Gli Stati membri che desiderano modificare i loro Pnrr devono includere un capitolo REPowerEU nei loro piani modificati con nuove riforme e investimenti relativi agli obiettivi di REPowerEU. 

Il Piano deve ancora essere approvato dal Parlamento e dal Consiglio europeo.

L’Osservatorio nazionale amianto, anche attraverso il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, lotta ogni giorno per la tutela dell’ambiente.

Per liberare il territorio dall’amianto ha creato anche una App, ma continua a sensibilizzare per far capire come investire nell’ambiente e quindi nelle rinnovabili, vuol dire risparmiare in costi sanitari.

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