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venerdì, Agosto 12, 2022

L’impatto del fumo sul pianeta, giornata mondiale senza tabacco

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Cade oggi la giornata mondiale senza tabacco. Un sogno o meglio ancora un impegno dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Quest’anno grande importanza è data all’impatto che la sua coltivazione ha sul pianeta. Sui terreni, ma non solo, dalla produzione alla distribuzione, fino ai rifiuti di un’industria che sembra sempre in crescita.

I dati parlano chiaro: nel 2022 c’è stato un aumento dei fumatori del 2%. Quasi 1 italiano su 4 è un fumatore (mai così tanti dal 2006). In aumento anche le persone che fumano sigarette a tabacco riscaldato: 3,3% del 2022 rispetto al 1,1% del 2019. Più di una persona su tre (il 36,6%) le considera meno dannose di quelle tradizionali. In realtà le evidenze scientifiche disponibili non sono sufficienti a dimostrare che il prodotto sia associato a un’effettiva riduzione del rischio.

I dati sono stati diffusi nell’ambito del XXIV convegno: “Tabagismo e Sistema Sanitario Nazionale”.

Tabacco: “Stiamo avvelenando il nostro pianeta”

Stiamo avvelenando il nostro pianeta. Durante tutto il suo ciclo, il tabacco inquina il pianeta e danneggia la salute di tutte le persone”. L’Oms vuole far passare questo messaggio e sottolineare gli sforzi dell’industria del tabacco per “apparire ecosostenibile” e migliorare la propria reputazione e quella dei suoi prodotti commercializzandoli come rispettosi dell’ambiente.

“Il tabacco, invece – spiega il Ministero della Salute – uccide oltre 8 milioni di persone ogni anno e distrugge il nostro ambiente attraverso la coltivazione, la produzione, la distribuzione, il consumo e i rifiuti post-consumo, danneggiando ulteriormente la salute umana”.

Inquinamento dovuto al tabacco

Ogni sigaretta fumata o prodotto del tabacco utilizzato spreca risorse preziose da cui dipende la nostra esistenza. Il fumo contribuisce ad alzare il livello di inquinamento atmosferico e contiene tre tipi di gas serra.

L’inquinamento causato dal tabacco riguarda l’acqua, il suolo, le spiagge e le strade. Vengono rilasciati nell’ambiente, infatti sostanze chimiche, rifiuti tossici, mozziconi di sigarette, comprese le microplastiche, e rifiuti delle sigarette elettroniche e del tabacco riscaldato.

Sempre secondo quanto riportato dall’Oms, in tutto il mondo circa 3,5 milioni di ettari di terra vengono distrutti per coltivare tabacco ogni anno. La coltivazione del tabacco contribuisce anche alla deforestazione di 200.000 ettari all’anno e al degrado del suolo. Per la produzione si utilizzano acqua, combustibili fossili e risorse metalliche.

La globalizzazione della filiera e delle vendite del tabacco implica che l’industria del tabacco utilizza modalità di trasporto ad alta intensità di risorse.

Rifiuti, mozziconi di sigaretta e sostanze chimiche

In tutto il mondo, ogni anno, 4,5 trilioni di mozziconi di sigaretta non vengono smaltiti correttamente, generando circa 770 milioni di chili di rifiuti tossici e rilasciando migliaia di sostanze chimiche nell’aria, nell’acqua e nel suolo.

L’obiettivo è quindi far pagare l’industria del tabacco per la distruzione dell’ambiente e per i rifiuti. E aiutare i coltivatori a passare a mezzi di sussistenza alternativi e più sostenibili.

Questo per ridurre l’inquinamento, ma anche le vittime. Il consumo di tabacco (da fumo e non da fumo) è tuttora nel nostro Paese la principa­le causa di morbosità e mortalità prevenibile. 

Tabacco, una scia di morti

A questo sono attribuibili oltre 93.000 morti (il 20,6% del tota­le di tutte le morti tra gli uomini e il 7,9% del totale di tutte le morti tra le donne) con costi diretti e indiretti pari a oltre 26 miliardi di euro. Per quanto riguarda i tumori, il tabacco è il fattore di rischio con maggiore impatto a cui sono riconducibili almeno 43.000 decessi annui.

Il Ministero della Salute ricorda che esiste un Telefono Verde contro il Fumo: 800 554088.

L’Osservatorio nazionale amianto e il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, da tempo si batte per la salute di lavoratori e non solo e contro i cancerogeni. La sua pericolosità è assodata e chi fuma ed è esposto all’amianto ha una percentuale molto più alta di sviluppare il tumore del polmone.

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