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mercoledì, Settembre 28, 2022

Fondi amianto, la Regione Sicilia destina 10 mln per rimozione

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Sono disponibili i 10 milioni di euro stanziati dalla Regione Sicilia per la rimozione e lo smaltimento dell’asbesto da immobili e abitazioni. I fondi amianto sono destinati quindi ai privati.

Fondi amianto validi per risparmiare spese sanitarie

In molte zone i privati fanno fatica a smaltire per gli elevati costi delle operazioni che devono essere effettuate in sicurezza. Per questo iniziative come queste dovrebbero moltiplicarsi. Lo Stato deve capire che se non destina ora fondi amianto, dovrà spendere molto di più in seguito per spese sanitarie”.

Amianto, danni alla salute

Ne “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”, l’avvocato Bonanni ha spiegato bene quali sono i danni alla salute causati da questo minerale. Utilizzato in particolare nel dopoguerra e nei decenni successivi per le sue ottime qualità è purtroppo altamente cancerogeno.

L’Ona – Osservatorio nazionale amianto denuncia da sempre il ritardo nelle bonifiche.

Gli operai che lo hanno manipolato prima del 1992, anno della messa al bando, continuano ad ammalarsi di mesotelioma e altre patologie asbesto correlate. Il numero dei casi di mesotelioma, registrato nel VII Rapporto ReNaM dell’INAIL, continua a salire di anno in anno, però, per via dei tempi di latenza. Una persona può ammalarsi anche 30 o 40 anni dopo l’esposizione.

Sicilia, fondi amianto destinati ai privati

L’avviso pubblico è ora online e “definisce – ha spiegato l’assessore regionale all’Energia, Daniela Baglieri – le procedure per l’ottenimento del contributo a fondo perduto per la rimozione e smaltimento dell’amianto presente in immobili e abitazioni”.

Il contributo è a fondo perduto. Ogni richiedente riceverà l’80% dei costi sostenuti per un tetto massimo di 5mila euro. Per gli interventi afferenti a manufatti condominiali, il contributo massimo erogabile a ciascun condomino non può superare l’importo di 2mila e 500euro.

Un territorio che non sa sfruttare i fondi amianto

In Sicilia il fenomeno è molto sentito. I siti di Siracusa, Priolo Gargallo, Melilli ed Augusta sono di interesse nazionale e per questi è prevista la bonifica. Diverse le aziende e i cantieri navali nei quali l’amianto è stato utilizzato per le sue caratteristiche ignifughe e di fonoisolamento. Come pure per la sua flessibilità. Come in ogni altra zona d’Italia, inoltre, si trovava in tutti gli edifici realizzati prima del 1992, nella forma di eternit (cemento amianto), o tubature, cappe e altro.

Per questo la Sicilia ha pagato tanto in termini di vittime dell’amianto. Eppure le bonifiche tardano a partire anche quando i fondi sono concessi dal governo. Così è stato negli ultimi anni.

A fronte di 107 milioni di euro messi a disposizione per immobili pubblici le amministrazioni hanno presentato progetti soltanto per 1,4 milioni. Un’occasione mancata che andrebbe davvero approfondita. Cosa manca? Competenze, organizzazione, capacità per impiegare fondi finalmente destinati a porre fine a una strage che continua? Oppure il problema è un altro? A questo però nessuno ha dato risposta.

Intanto continua l’impegno dell’Ona, anche in Sicilia, per la mappatura dei siti contaminati, anche attraverso la App amianto.

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