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domenica, Giugno 16, 2024

Fincantieri, elettricista morto per esposizione amianto. Risarcimento da 869 mila euro alla famiglia

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Il Tribunale di Trieste ha condannato Fincantieri S.p.A., azienda italiana operante nel settore della cantieristica navale, al risarcimento danni per la morte di un elettricista esposto ad amianto che lavorava presso l’azienda.

L’elettricista aveva lavorato nei cantieri, esponendosi ogni giorno all’amianto a bordo delle navi in costruzione. L’esposizione prolungata causò il mesotelioma, patologia tipicamente correlata alla fibra killer. La diagnosi arrivò nel 2017. La famiglia si è quindi rivolta all’Osservatorio Nazionale Amianto per ottenere giustizia.


Fincantieri condannata al risarcimento danni

L’azienda italiana di cantieristica italiana, Fincantieri, dovrà risarcire la famiglia dell’elettricista, Alfio Derin, esposto ad amianto quando lavorava nei Cantieri riuniti dell’Adriatico. Lo stesso Ospedale di Cattinara gli aveva diagnosticato un mesotelioma, a marzo del 2017. Una diagnosi causata da una “pregressa esposizione ad absesto“.

Il risarcimento di Fincantieri

Il Tribunale ha fissato un risarcimento che verrà liquidato ai famigliari del lavoratore deceduto. L’importo ammonta a 224mila euro per i danni subiti dal lavoratore, da liquidare pro quota agli eredi, 243 mila circa verrano liquidati alla moglie, rimasta vedova, e circa 197mila e 204mila circa per le due figlie rimaste orfane. Una vittoria che lo staff legale, composto dall’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, affiancato dall’Avv. Corrado Calacione, ha ottenuto, dimostrando “il pieno nesso di causalità tra l’esposizione ad amianto e la morte dell’operaio“. Ma, è anche opportuno ricordare che l’amianto purtroppo continua a mietere vittime in Italia, come confermano i dati del VII Rapporto ReNaM. A questi casi di mesotelioma riportati si devono poi aggiungere tutti quelli riguardanti le altre patologie da amianto.

Fincantieri già sotto l’occhio del ciclone per decessi causati da esposizione amianto

Risale a qualche mese fa un’altra condanna a carico dell’azienda cantieristica navale che ha visto un maxi risarcimento per la famiglia di un operaio deceduto per asbestosi dopo aver lavorato, più di trent’anni, presso i cantieri di Ancona. La morte è avvenuta nel 2017, anno in cui la famiglia ha chiesto giustizia rivolgendosi all’ONA. Nonostante l’azienda inizialmente abbia cercato di negare le proprie responsabilità, il Tribunale di Ancona ha riconosciuto il diritto al risarcimento per gli eredi dell’operaio, moglie, figli e nipoti.

Rischio amianto per violazione norme di sicurezza

L’amianto è un materiale molto pericoloso e per maneggiarlo è necessario rispettare tutte le norme di sicurezza. L’esposizione e l’inalazione sono la causa principale dell’insorgere di patologie asbesto correlate. Questo perché le fibre sono invisibili e prive di odore e non esiste una soglia al di sotto della quale il rischio di ammalarsi si annulla. E, non sempre, sul posto di lavoro sono state utilizzate mascherine protettive e tute specifiche per prevenire il contatto con le fibre.

L’ONA al fianco dei lavoratori

Non è il primo caso di correlazione tra lavoro e decesso nell’azienda Fincantieri. L’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avvocato Ezio Bonanni sono da sempre in prima fila nella tutela delle vittime amianto per esposizione nei cantieri navali durante il Processo Fincantieri.

La Fincantieri S.p.A. ha utilizzato amianto in tutti i cantieri navali di cui è stata ed è titolare: in quello di Palermo, come in quello di Monfalcone, ancora a Genova, come a Cava dei Tirreni, ad Ancona e La Spezia.

L’Avvocato Ezio Bonanni e l’Osservatorio Nazionale Amianto continuano a impegnarsi nella tutela legale delle vittime amianto, anche nel caso dei lavoratori Fincantieri. 

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