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sabato, Dicembre 3, 2022

Eternit bis Torino, gli atti del processo spariscono dalla usb

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Quando i giudici sono andati a consultare una perizia del processo Eternit bis Torino hanno trovato la chiavetta usb, che contiene gli atti dell’accusa, completamente vuota. Il fatto è avvenuto ieri, durante l’udienza di Appello di uno dei tronconi del processo Eternit bis. Unico imputato l’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny, accusato della morte per amianto di due persone, un operaio dello stabilimento di Cavagnolo e una donna che abitava nelle strette vicinanza della fabbrica.

Nella chiavetta erano contenuti il 90% degli atti del procedimento. Che sono svaniti nel nulla. “Siamo mortificate – hanno detto i giudici – ma quando siamo andate a cercare un certo passaggio di una consulenza tecnica non abbiamo trovato nulla. È come se la chiavetta fosse vuota o danneggiata”.

Eternit bis Torino, ieri era prevista la sentenza

Ieri erano previste le repliche e la sentenza, ma tutto è slittato. A quel punto non è stato più possibile, infatti, procedere con la discussione e il presidente della Corte di Appello ha rinviato l’udienza al 29 novembre prossimo. La Corte ha anche disposto la ricostruzione degli atti mancanti, invitando il Procuratore Generale, Carlo Maria Pellicano, a depositare entro il 30 settembre prossimo, una chiavetta con lo stesso contenuto di quella depositata in primo grado dal Pubblico Ministero. Ha concesso, infine, alle parti 15 giorni di tempo per far pervenire eventualmente osservazioni in merito al contenuto della usb.

“Abbiamo piena fiducia nella magistratura – ha commentato l’avvocato Ezio Bonanni, che insieme all’avvocato Merlino Ferrero assiste i familiari di Giulio Testore (colpito da asbestosi), che si sono costituiti parte civile – e quindi crediamo che gli atti verranno presto riportati una nuova chiavetta usb. Fermo restando che sussistono gli atti cartacei del processo”. Anche l’Osservatorio nazionale amianto, di cui l’avvocato Bonanni è presidente, è costituito parte civile.

Il processo Eternit bis, quattro tronconi

Eternit bis è stato diviso e ora sono in corso 4 procedimenti penali a Torino, Novara, Napoli e Vercelli, per i siti industriali di Cavagnolo (TO), Casale Monferrato (AL), Bagnoli (NA) e Rubiera (RE).

Il processo di primo grado di Napoli, si è concluso con una condanna a 3 anni e 6 mesi di reclusione per la morte di un solo operaio su 8 vittime contestate. Il castello accusatorio non ha retto e anche il reato è stato derubricato da omicidio volontario a omicidio colposo.

Nel processo Eternit i pubblici ministeri avevano previsto, nel capo di imputazione, il reato di disastro colposo, che però si è prescritto.

L’amianto e i gravi rischi per la salute

L’Osservatorio nazionale amianto porta avanti da anni questa battaglia contro l’amianto. Il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, ha raccolto i documenti che già alla fine del ‘900 parlavano della pericolosità del minerale. E poi quelli relativi ai vari studi scientifici che hanno dimostrato la sua cancerogenicità. Nella sua ultima pubblicazione: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”, ha raccolto i numeri delle vittime, oltre 7mila l’anno. I numeri registrati dal VII Rapporto ReNaM dell’Inail, infatti, sono incompleti, perché relativi ai soli casi di mesotelioma.

Decessi che sono destinati, purtroppo, a crescere perché le patologie asbesto correlate hanno tempi di latenza molto lunghi, anche 30 e 40 anni. Tra queste la più grave è il mesotelioma, ma anche tutta una serie di tumori tra cui quello al polmone. L’Ona intanto ha realizzato anche una App per la segnalazione dei siti contaminati, per aiutare la mappatura e le bonifiche.

Nonostante gli studi, i tanti lavoratori che dopo essere stati a contatto con l’amianto sono deceduti, la sofferenza delle loro famiglie, ancora dopo anni la giustizia non riesce a fare il suo corso. I procedimenti civili e penali sono lunghi e faticosi, impiegano risorse che spesso le famiglie non hanno. Eppure una lotta pacifica e silenziosa continua, per ridare la dignità a tutte le vittime. Anche davanti a casi strani come la scomparsa del 90% degli atti di un processo tanto importante.

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