Processo Eternit Bis: ONA confermato parte civile

Processo Eternit Bis Processo Eternit Bis

Si è tenuta oggi 15 maggio 2019 la seconda udienza dibattimentale del processo Eternit bis che si è svolto nell’aula 116 dinanzi la II Sezione della Corte di Assise di Napoli, presieduta da Alfonso Barbarano, giudice a latere Maurizio Conte.  

Le richieste di Schmydheiny sono state rigettate

Rigettata la richiesta di estromissione dell’ex A.D.  Stephan Schmydheiny imputato per l’omicidio volontario di otto lavoratori. ONA confermato parte civile.

La Corte, rigettando la richiesta di estromissione avanzata dalla difesa dell’imputato nella precedente udienza, ha confermato e ammesso la costituzione di parte civile dell’ONA come ente esponenziale rappresentativo della categoria delle vittime dell’amianto per aver svolto attività in tutta italia e anche a Napoli e per aver, già nel 2012, depositato una serie di esposti denuncia alla Procura di Napoli e di Torino sulla perdurante condizione di rischio amianto per il sito di Bagnoli ed aver costituito un comitato vittime amianto Eternit Bagnoli.

Accolte le tesi dell’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto che, nel processo Eternit-Bagnoli in Corte di Assise a Napoli, si è costituito parte civile con l’Avv. Flora Rose Abate del Foro partenopeo, sempre più determinato nella sua “battaglia di legalità per assicurare giustizia ai lavoratori dell’Eternit e ai loro familiari”.

I giudici popolari hanno rinviato la causa al 31 maggio 2019

Processo Eternit Bis

 

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti ad amianto ed altri cancerogeni. L’associazione con un pool di tecnici offre assistenza ai cittadini per la bonifica e la messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, è possibile richiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria). L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. La prevenzione primaria, la diagnosi precoce e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero maggiore sopravvivenza e migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche un pool di legali per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per     esposizione ad amianto. Tutti i lavoratori esposti ad amianto, compresi coloro ancora privi di patologia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. Nei casi di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita. Coloro che hanno svolto servizio nelle Forze Armate in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, con l’aiuto dell’ONA, possono avviare le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. Tutte le vittime amianto hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme vengono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.

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La storia

L’Osservatorio Nazionale Amianto è costituita parte civile, ed è rappresentato dall’Avv. Flora Rose Abate, penalista del Foro di Napoli, per permettere alle vittime di ottenere giustizia. Il manager svizzero, già imputato in un processo a Torino la cui condanna è stata annullata in Cassazione, per via della prescrizione.

La sentenza di assoluzione del magnate svizzero che sulla produzione di cemento amianto ha costruito il suo impero, era stata contestata dal presidente ONA, durante il procedimento Eternit I, presso il Tribunale di Torino, la Corte di Appello di Torino, e la Corte di Cassazione.

Il manager dell’Eternit è imputato nel capoluogo campano nell’ambito di un processo nato dal troncone di Torino, dopo la suddivisione dell’inchiesta in quattro tribunali territorialmente competenti: Torino per Cavagnolo, Vercelli per Casale Monferrato, Reggio Emilia per Rubiera, Napoli per Bagnoli.

L’accusa originaria riguardava 258 operai morti di mesotelioma causato dalle fibre di amianto. Nel processo napoletano sono state accolte oltre che le tesi dei pubblici ministeri, Frasca e Giuliano, anche quelle dell’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto-Ona che si è costituito parte civile.

L’avvocato Astolfo Di Amato, uno dei legali dell’ex ad di Eternit, parla di accusa grottesca che viola i diritti fondamentali dell’uomo contestando l’accusa, contro il suo assistito, secondo cui il manager avrebbe agito per mero profitto causando volontariamente la morte  dei dipendenti dello stabilimento Eternit di Bagnoli.

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