Eternit Bis: gli ultimi aggiornamenti da Torino

È stato rinviato al prossimo 21 settembre 2018 il maxi processo Eternit bis. La notizia arriva direttamente dalle aule giudiziarie di Torino dove l’avvocato Bonanni ha lottato per difendere le vittime di amianto che a causa degli stabilimenti Eternit in italia.

È stato categorizzato come uno dei processi più imponenti dell’ultimo secolo, ricco di colpi di scena e tessuto su una trama di tristezza, morte e desolazione. Da anni ormai i famigliari di migliaia di vittime cercano giustizia e il rispetto per i propri cari, morti barbaramente da chi assetato di potere ha creduto più opportuno scegliere i propri interessi piuttosto che scegliere di tutelare la vita dei propri operai.

Parliamo di Stephan Schmidheiny magnate svizzero e padrone delle 5 fabbriche della morte situate a: Bagnoli (Napoli), Casale Monferrato, Siracusa, Rubiera e Cavagnolo, chiamate fabbriche della morte perché al loro interno i lavoratori entravano sani per poi uscire spesso ammalati di patologie asbesto correlate oppure dopo aver perso la vita.

Gli stabilimenti Eternit e il loro amministratore sono al centro dei vari processi per aver ucciso migliaia di lavoratori a causa delle fibre di amianto contenute nei materiali che venivano lavorati nelle cinque aziende.

Le azioni giudiziarie hanno avuto inizio nel 2009 in seguito alla presentazione di 2889 richieste di risarcimento danni, tra questi moltissimi erano familiari di operai stroncati dalle patologie insorte a causa della loro professione.

Passati quasi dieci anni la magistratura italiana non sembra ancora trovare il modo per incastrare il milionario svizzero che nonostante la condanna di 18 anni di carcere, avvenuta in II grado continua a restare a piede libero facendo crescere lo sconforto negli italiani che compiangono i loro cari.

Questo perché nel 2014 la Corte di Cassazione ha deciso di prescrivere il reato di disastro ambientale per il quale Schmidheiny era stato condannato, poiché il termine di prescrizione doveva decorrere dalla data di chiusura degli stabilimenti e non dalla fine del disastro.

Si spera che nella prossima sessione in Tribunale venga fatta giustizia e che soprattutto disastri di questo genere non capitino mai più, ne a Torino ne a Napoli e in nessun altro posto del mondo.

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ONA Notiziario Amianto