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lunedì, Maggio 20, 2024

Estate 2022, la più calda della storia in Europa

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Estate 2022: otre all’allarme amianto anche quello del cambiamento climatico. L’estate del 2022 è stata la più calda della storia in Europa. Già lo scorso anno era stato definito il secondo più torrido dal 1800 in Europa e il quinto nel mondo, ma le temperature registrate nei mesi tra giugno e agosto hanno superato ogni record. I dati arrivano dal rapporto Global Climate Highlights 2022 di Copernicus.

Estate più calda di sempre, ridurre emissioni di carbonio

Tantissime le città bollino rosso e ondate di calore prolungate hanno messo a dura prova soprattutto i più fragili. Gli incendi hanno devastato diversi Paesi e gli eventi estremi sono stati evidenti e numerosi. “Stiamo già sperimentando – ha commentato Samantha Burgess, vicedirettore del Servizio per il Cambiamento Climatico di Copernicus – le conseguenze devastanti del surriscaldamento del nostro pianeta. L’ultimo Climate Highlights 2022 dimostra chiaramente che per evitare conseguenze peggiori la società dovrà ridurre urgentemente le emissioni di carbonio e adattarsi rapidamente ai cambiamenti climatici“.

Nello specifico la temperatura media nel mondo nel 2022 è stata di 1,2 gradi superiore rispetto al periodo pre-industriale (1850-1900).

Estate più calda e tutti i dati del Global Climate Highlights

L’estate dell’anno scorso in Europa ha battuto il record di caldo, che era dell’estate 2021. L’autunno 2022 è stato il terzo più caldo mai registrato in Europa, superato solo dal 2020 e dal 2006. Le temperature invernali europee l’anno scorso sono state di circa 1 gradi superiori alla media, piazzando l’inverno fra i 10 più caldi.

Secondo il rapporto di Copernicus, la temperatura dell’Europa è aumentata più del doppio della media globale degli ultimi 30 anni, con il tasso di aumento più alto di qualsiasi altro continente del mondo. Gli ultimi 8 anni sono stati i più caldi mai registrati.

L’obiettivo della Cop 26 di Glasgow

Già l’Accordo di Parigi sul clima prevedeva di restare sotto i 2 gradi dalla media 1850-1900. La Cop26 di Glasgow ha abbassato questa soglia a 1,5 gradi, perché numerosi studi hanno evidenziato quanto superarla possa essere comunque gravissimo per la salute del pianeta e di tutti gli esseri umani.

La scorsa estate nell’Unione europea e Regno Unito, inoltre, si sono verificate le più alte emissioni totali causate da incendi boschivi estivi degli ultimi 15 anni. Le più alte in Francia, Spagna, Germania e Slovenia.

Eventi estremi nel resto del mondo

Nel resto del mondo, lunghe ondate di calore hanno interessato il Pakistan e l’India settentrionale in primavera e la Cina centrale e orientale durante l’estate. In Pakistan si sono verificate estese alluvioni in agosto a causa delle estreme precipitazioni. A febbraio il ghiaccio marino antartico ha raggiunto l’estensione minima degli ultimi 44 anni di registrazioni satellitari. Per sei mesi l’estensione dei ghiacci del Mare Antartico ha raggiunto valori record o quasi.

Non solo: per il terzo anno consecutivo nel 2022 si è verificato il fenomeno de La Nina. Si tratta del raffreddamento della temperatura delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico centrale ed orientale. Tra le conseguenze anche le basse temperature e precipitazioni elevate in Australia orientale.

Concentrazione CO2 mai così alta da 2 milioni anni

Anche la concentrazione media dell’anidride carbonica nell’atmosfera nel 2022 è salita in modo preoccupante. Lo scorso anno è stata, infatti, di 417 ppm (parti per milione): 2,1 ppm in più rispetto all’anno precedente. Così come è aumentata la concentrazione media del metano. Per entrambi i gas, sempre secondo i dati del rapporto Global Climate Highlights 2022 di Copernicus – si tratta dei numeri più alti mai registrati dai satelliti, e dei livelli più alti da oltre 2 milioni di anni per l’anidride carbonica, e da oltre 800.000 anni per il metano.

“I gas serra, tra cui l’anidride carbonica e il metano, sono i principali responsabili del cambiamento climatico – ha concluso Vincent-Henri Peuch, Direttore del Servizio di Monitoraggio dell’Atmosfera di Copernicus -, e dalle nostre attività di monitoraggio possiamo constatare che le concentrazioni atmosferiche continuano ad aumentare, senza segni di rallentamento”.

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