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lunedì, Aprile 19, 2021

Emergenza covid-19 lavoratori: quali tutele?

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Emergenza covid-19 lavoratori: quali tutele nell’era del Coronavirus? Questo il tema del tredicesimo episodio di ONA TV,  la televisione dell’ONA. Nell’era del Coronavirus, sono emerse tutte quelle criticità e fragilità del nostro sistema-Paese.

Non ultima l’incapacità della classe politica dirigente, che appare poco adeguata alla criticità del momento, oltre all’eccessiva litigiosità. 

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Emergenza covid-19 lavoratori: quali le tutele?

Emergenza covid-19 lavoratori. Nel corso del tredicesimo episodio di ONA TV, la TV dell’ONA, condotta dal giornalista e conduttore Dott. Massimo Maria Amorosini, sono stati ospiti in studio, oltre all’Avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA:

  • Prof. Avv. Gaetano Veneto, Professore Ordinario di diritto del lavoro presso l’Università di Bari, Presidente centro studi “Diritto dei Lavori
  • Dott. Nicola De Marinis, Consigliere presso la Suprema Corte di​ Cassazione
  • Prof. Giuseppe Pellacani, Professore di diritto del lavoro presso l’Università di Modena e Reggio Emilia
  • Avv. Emanuela Sborgia, avvocato penalista cts ONA

In questo contesto, vi è stata una più ampia disamina e presa di posizione sui temi tecnico-normativi e giuridici. Non ultime valutazioni di carattere generale, in un contesto nel quale la politica sconta anche la nomina di un Presidente del Consiglio privo di espressione elettorale.

In questo particolare momento storico dell’era del Coronavirus, il Governo Nazionale sconta l’inesperienza dei suoi rappresentanti. Forse, una elevata litigiosità all’interno della maggioranza governativa. Sembra rientrata l’idea di creare una task force di circa 600 manager che avrebbero dovuto rispondere solo al Presidente del Consiglio. Peraltro, non eletto dal popolo, e con maggioranze variabili.

Attualmente, l’unica tutela apprestata nel mondo lavorativo, è quella del blocco dei licenziamenti e della cassa integrazione con scadenza al 31.03.2021. In questo contesto, la semplicistica organizzazione secondo la quale tutto si può risolvere con la cassa integrazione, non può essere sostenuta. 

Le competenze necessarie per le misure di tutela del lavoro

Nel corso di questo tredicesimo episodio di ONA TV, emerge dalle valutazioni degli esperti, che le misure approntate sono prive di adeguatezza. Così, allo stesso modo, sono emersi dei profili che necessitano di un attento intervento tecnico normativo, coerente con i principi fondamentali dell’ordinamento.

Non ultime le norme dello Statuto dei Lavoratori e della Carta Costituzionale. In realtà, a fronte della poca esperienza della classe dirigente politica e della loro inadeguatezza, rispetto ai complessi temi del diritto del lavoro, molto potrebbero essere utili alla nazione le competenze delle nostre migliori menti giuridiche.

Non solo l’Avvocatura e la Magistratura ma anche l’Accademia, potrebbero fornire quel supporto indispensabile per poter affrontare al meglio le criticità del momento. Anche quelle legate alla crisi occupazionale che rischia di esplodere dopo il 31.03.2021.

Problematiche complesse che non possono essere risolte soltanto con il blocco dei licenziamenti fino al 31.03.2021 e la cassa integrazione. Queste misure hanno solo rinviato il problema che si ripresenterà a partire dal 01.04.2021.

Emergenza Covid-19 lavoratori a rischio

Emergenza covid-19 lavoratori a rischio: la pandemia sta provocando malattia e morte. I danni biologici e anche i decessi colpiscono, ormai, tutte le fasce della popolazione e anche i lavoratori per esposizione al rischio sul luogo di lavoro.

In più, il Covid-19 è un virus infame, perché è debole con i forti e forte con i deboli. Tra le categorie fragili, anche coloro che sono stati esposti ad amianto e, ancor di più, coloro che hanno subito già un danno biologico.

Infatti, tra questi ultimi, c’è stata una vera e propria impennata del numero dei decessi. Al tragico bilancio di oltre 6.000 decessi per malattie asbesto correlate, se ne sono aggiunti altri 2.000 per il concorso del Covid-19, portando questa triste contabilità a 8.000 decessi.

Quindi, riscontriamo che il Ministero della Salute non ha tenuto conto nei suoi protocolli della fragilità delle vittime dell’amianto. In questo contesto, si spera molto nei vaccini ma, soprattutto, in una maggiore trasparenza dell’OMS

Infatti, l’Agenzia Internazionale, saldamente in mano alla Cina, è timida della messa al bando dell’amianto, solo raccomandata, oltre alla poca trasparenza in ordine al Covid.

Il personale medico e paramedico ha pagato un tributo elevatissimo, sia all’inizio che nel proseguo della pandemia. L’assenza di un piano pandemico e dei presidi, ha provocato, infatti, una strage tra il personale medico e paramedico.

Covid-19: vittime equiparate a vittime del dovere

Il tutto, in un sistema sanitario dissanguato dai continui tagli verticali, e dall’indebolimento della medicina territoriale. In questo contesto è doveroso, come già rimarcato dal Prof. Giuseppe Pellacani, che, oltre al riconoscimento INAIL, ci sia anche quello di vittime del dovere.

Questa era una preoccupazione anche dell’ONA e che già il 03.04.2020, ha lanciato l’allarme della necessità della protezione dei medici.

Le tesi del Prof. Pellacani sono state sostenute dall’ONA e da chi scrive, proprio per equità e giustizia.

Molto sarebbe stata utile l’esperienza e la professionalità del Prof. Giuseppe Pellacani, piuttosto che del Prof. Gaetano Veneto all’attuale Ministro del Lavoro nell’era del Coronavirus. 

Infatti, la tutela del lavoro e della sicurezza sul lavoro, presuppone di valorizzare il ruolo della formazione professionale e della ricerca scientifica. Allo stesso tempo, il sapere scientifico, tecnico-giuridico e normativo, proprio di chi ha esperienza nell’Avvocatura e nell’Accademia.

Emergenza covid-19 lavoratori: rispetto delle competenze

È fondamentale, in questo contesto, che, intanto, le risorse siano gestite dai Ministeri e dai Ministri a capo, che sono anche responsabili sotto il profilo politico. Il principio e il rispetto della democrazia impone attenzione al principio della separazione tra i poteri dello stato rispetto le rispettive funzioni.

La funzione è, infatti, l’esercizio del potere per le finalità stabilite dalla Costituzione e dalle leggi, previa la necessaria investitura. Ed in questo contesto, è dubbio che il Presidente del Consiglio possa eccedere nella nomina commissariale. Ciò anche per la gestione dei fondi europei, che deve essere affidata ai ministeri e controllata dal Parlamento.

Nel perimetro specifico della funzione e, quindi, nell’esercizio dei poteri, rileva, oltre alla finalità pubblica, anche l’investitura, ovvero la titolarità dei poteri. Quindi, sul punto, riteniamo che la gestione della crisi pandemica, anche dal punto di vista sanitario, non possa esautorare coloro che sono titolari delle funzioni dello Stato.

Così, i ministri, e tutti gli altri poteri. Inoltre, è fondamentale il ruolo del Parlamento in tutte le sue funzioni. Sperando che, nel frattempo, la pandemia non prosegua con il ritmo incalzante e, soprattutto, con la strage che si sta verificando. 

Medici vittime del Covid-19: vittime del dovere

Così, speriamo che non ci sia ritardo nella consegna dei vaccini rispetto, per esempio, alla Germania che, pro domo sua, ha già acquistato un surplus di 30mln di vaccini, in barba a tutti gli altri cittadini europei.

Così, nell’era del Coronavirus, in questo tredicesimo episodio di ONA TV Lavoratori e Tutele nell’era del Coronavirus, il Dott. Massimo Maria Amorosini, giornalista e conduttore televisivo, ha interloquito con i suoi ospiti.

Sul Covid-19 non si può prescindere dal fatto che sussiste il diritto delle vittime, in particolare dei medici, ad ottenere il riconoscimento di vittime del dovere.

Tutelare i medici, anche dal punto di vista previdenziale e risarcitorio, è fondamentale, a maggior ragione, per coloro che hanno perso la vita e che, quindi, l’hanno donata per tutti noi.

Prof. Gaetano Veneto: tutelare il lavoro e i lavoratori

Il Prof. Gaetano Veneto, allievo del Prof. Gino Giugni, padre dello Statuto dei Lavoratori, ha richiamato l’attenzione dell’uditorio sul tema della formazione professionale e della sicurezza. In ogni caso, a 50 anni, lo Statuto mantiene tutta la sua modernità ed anzi, dovrebbe essere più e meglio applicato.

Nel tempo, questo baluardo fondamentale nella difesa dei diritti dei lavoratori ha subito diverse modifiche. Lo stesso art. 18 è stato stravolto, e ciò ha determinato una frammentazione delle tutele, con conseguente incertezza del diritto.

Anche in termini di costo del lavoro, all’esito di contenziosi non sempre preventivabili anche nel loro esito finale.

In questo ambito, il Prof. Veneto ha esaltato il ruolo della formazione professionale e della ricerca scientifica, e della graduazione degli ammortizzatori sociali con riferimento ai casi concreti specifici nell’ottica della tutela del posto di lavoro.

Prof. Nicola De Marinis: tutela risarcitoria del lavoratore

Il Prof. Nicola De Marinis, Consigliere presso la sezione lavoro della Suprema Corte di​ Cassazione, ha approfondito i profili giuridici rilevanti. In particolare, quello di infortunio sul lavoromalattia professionale. Con riferimento al virus Covid-19 e alle fibre di amianto, il Consigliere De Marinis ha concluso che si possa ipotizzare la sussistenza di una malattia infortunio.

In questo contesto, l’obbligo risarcitorio si misura sulla prova della responsabilità contrattuale ed extracontrattuale. Nel caso particolare del Covid-19, e dei danni che provoca, il datore di lavoro rimane titolare della posizione di garanzia. Tuttavia, in alcuni casi, si può ritenere, allo stesso tempo, vittima del Covid-19.

Infatti, il virus è altamente contagioso, e, quindi, i profili di responsabilità debbono essere parametrati sulla violazione delle regole cautelari. In ogni caso, l’onere della prova del loro esatto adempimento è a carico del datore di lavoro.

Nell’ambito più squisitamente tecnico-giuridico, il Prof. Nicola De Marinis, ha distinto l’indennizzo INAIL dal risarcimento. A sua volta, tra danni da amianto e danni da Coronavirus.

La vittima, ovvero in caso di decesso dei suoi familiari hanno sempre diritto all’indennizzo INAIL, così al c.d. danno differenziale. Tuttavia, mentre per quanto riguarda i danni da amianto, è più agevole la prova dell’evento e del nesso causale, non così, per il Covid-19.

Con riferimento alla pandemia, si può verificare l’infezione, anche senza inadempimento del datore di lavoro. Certo, l’onere della prova è sempre a suo carico, però, con riferimento al caso concreto.

Covid-19: quali i danni risarcibili e sistema di calcolo

Invece, con riferimento al danno risarcibile, si dovrà tener conto dell’indennizzo INAIL, che deve essere scomputato per poste omogenee dal montante risarcitorio.

Quindi, il calcolo del danno non patrimoniale, parte dal danno biologico con personalizzazione. In altre parole, oltre al quantum di cui alle tabelle, l’adeguamento deve prevedere di tener conto dei profili morali ed esistenziali dai quali non si può prescindere.

Poi, c’è da scomputare l’indennizzo del danno biologico per poste omogenee e, quindi, sulla voce del danno biologico va sottratto l’indennizzo INAIL. Così, per quanto riguarda anche il danno patrimoniale.

Il Consigliere De Marinis ha posto l’accento sul fatto che la pandemia ci impone un nuovo approccio anche nella produzione tecnico-normativa. Nonché nel parametro interpretativo ed applicativo delle norme. Nulla sarà come prima anche nel mondo giuridico, che sarà, comunque, influenzato dalla pandemia.

Infatti, il Covid-19, frutto di poca attenzione per l’ambiente, ha avuto conseguenze catastrofiche anche sull’economia e sulla società.

Appare, dunque, confermato che la tutela dell’ambiente è un punto cardine dal quale non si può prescindere, e va considerato anche un fattore dell’economia. Un dato che rileva, dal punto di vista macro economico, e non solo sotto il profilo del contenzioso giudiziario.

La tutela dell’ambiente, quindi, esce dal ghetto, in cui era stata circoscritta dal capitalismo finanziario sfrenato. Così, si rivela nella sua drammatica realtà la condotta di chi è stato poco attento all’ambiente e alla salute.

Prof. Giuseppe Pellacani: la tutela giudiziaria

Il Prof. Giuseppe Pellacani ha consigliato un approccio alla problematica amianto, calata nel contesto pandemico, con valorizzazione della prevenzione primaria. Sarebbe necessario adottare misure più rapide e soddisfacenti per raggiungere l’obiettivo della tutela.

La tutela giudiziaria come mezzo ex post, non è adeguato alla soluzione definitiva della problematica. Rimane soggetta ad una sentenza a lungo termine e che risente dell’orientamento del giudicante, come spesso accade per il riconoscimento delle vittime del dovere.

Il contagio da Covid-19, ha reso necessaria l’adozione di tutele nel mondo lavorativo. Tra queste, il blocco dei licenziamenti, unitamente alla cassa integrazione. Tali misure hanno permesso di congelare gli effetti pandemici che si produrranno con maggior vigore allo scadere della proroga datata al 31 marzo 2021.

In quella data si stima una disoccupazione di 800.000 giovani con conseguente crollo del sistema occupazionale e naufragio dell’economia nazionale.

Avv. Emanuela Sborgia: il ricordo del padre ucciso dal Covid

Nel tredicesimo episodio di ONA TV, l’Avv. Emanuela Sborgia ha reso la sua testimonianza diretta sul contagio da Covid-19. L’ospite, già componente delle CTS ONA ha raccontato la triste vicenda della perdita del padre a causa del virus.

Il prof Gianfranco Sborgia, stimato oculista e professore universitario attualmente in pensione, è deceduto a causa delle complicante insorte a seguito del contagio da Covid 19.

Affetto da polmonite bilaterale il suo fisico già duramente provato da un precedente ricovero ospedaliero, non ha retto ulteriori cure.

Infatti,  a causa di queste condizioni, il virus assassino è riuscito a metterlo a dura prova e nonostante la sua forza e le cure sanitarie, il suo cuore ha cessato di battere il 17.12.2020.

Nel corso della trasmissione, è stata ricordata la figura del Prof. Sborgia, oculista e appassionato di medicina del lavoro. Nonché, l’impegno dei sanitari nel curarlo. Tuttavia, rimane l’amaro in bocca per il fatto che in Italia ci sia stata la carenza di un piano pandemico e il ritardo nella protezione dei medici.

Anche le categorie fragili hanno subito duramente la carenza del piano pandemico e i tagli alla sanità. L’impegno dell’Avv. Emanuela Sborgia e dell’ONA, unitamente al Prof. Gaetano Veneto e al Prof. Giuseppe Pellacani prosegue.

Tutti siamo consapevoli che questo virus infame verrà definitivamente debellato, e che la società e l’economia ripartiranno. 

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