Emergenza amianto a Taranto. Ona: “Chiederemo all’UE di aprire procedura di infrazione contro l’Italia”

Amianto a Taranto

“E’ inammissibile che lo Stato continui a non affrontare quella che qui a Taranto è una vera emergenza, e cioè il gran numero di casi di tumore registrati e purtroppo di morti. Un olocausto, un carnaio. Una situazione, quella tarantina, che richiederebbe in primo luogo di smettere di inquinare con amianto e gli altri cancerogeni, altrimenti la strage continuerà anche nei prossimi anni, tenendo conto dei tempi di latenza. Gli esposti di oggi saranno i malati e purtroppo i morti di domani.
Per coloro che sono stati già esposti è necessario uno screening sanitario sui lavoratori e sulla popolazione, in particolare per quelli del quartiere di Tamburi, costruendo un polo oncologico. Necessario inoltre risarcire lavoratori e cittadini”. Lo ha detto il presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, l’avvocato Ezio Bonanni, nel corso del seminario organizzato in collaborazione con l’Ordine degli Avvocati di taranto, “Accertamento dell’esposizione ad amianto – responsabilità civile e penale – proposte di legge per la modifica normativa alle norme vigenti in materia di prescrizioni e decadenze per gli esposti all’amianto”.

“Poiché lo Stato non fa questo, l’Osservatorio Nazionale Amianto nei prossimi giorni presenterà ricorso per chiedere di aprire una procedura di infrazione alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo.

L’ONA, che già nel mese di ottobre, è stata impegnata in una maratona pugliese, ha ritenuto di rafforzare la sua presenza su un territorio che sta pagando un prezzo altissimo in termini di salute e inquinamento ambientale, con la costituzione di un Comitato Ona Taranto.

I morti per mesotelioma nella città di Taranto, tra il 2006 e il 2011, sono la metà di
quelli censiti nell’intera Puglia dal Registro regionale. Centoventuno morti solo di mesotelioma, di cui 99 uomini e 22 donne. Tenendo conto che l’Italia ha una popolazione di circa 60 milioni di abitanti e che ogni anno vengono censiti 1.500 mesoteliomi, secondo i calcoli si dovrebbe rilevare un caso di mesotelioma ogni 40/50.000 abitanti.

A Taranto, che ha una popolazione di 200mila abitanti, dovrebbero quindi verificarsi 4/5 casi di mesotelioma l’anno. Mentre i numeri drammatici parlano di circa 20 casi, con un’incidenza, quindi cinque volte superiore all’attesa.

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